mercoledì, 29 Maggio 2024

Con la cultura non si mangia?

DiIlaria Mariotti

30 Aprile 2024
Sommario

In Italia le imprese faticano a trovare lavoratori perfino per i mestieri creativi, in teoria i più ambiti. Da una parte ci sono aziende che non riescono a reperirli (nel 2023 ha riscontrato difficoltà il 38,7% delle imprese culturali su cui ha indagato il sistema informatico Excelsior di Unioncamere). Dall’altra c’è il dato risicato sull’occupazione nel comparto, pari a circa il 3,5% del totale. Le competenze richieste per lavorare nel campo sono elevate: la laurea come requisito in oltre un terzo delle offerte, e le conoscenze digitali nel 60% dei casi. Mancano scuole specifiche per formare le nuove leve? O forse c’entra la crisi demografica per cui non ci sono giovani a sufficienza a ricoprire i posti di lavoro?

Italia nel podio UE per fatturato delle imprese della cultura

Nella UE ci sono 1,2 milioni di imprese culturali (dati Eurostat sul 2020), il 5,2% delle aziende che compongono l’intera economia. E la metà di tutte le imprese culturali della UE (49,8%) si trova in quattro Paesi: Italia, Francia, Spagna e Germania. In termini di fatturato, il primato spetta però a tre di loro, e cioè Germania, Italia e Francia, che da sole detengono il 56,5% del totale dei guadagni.

Una domanda in ascesa

Il fabbisogno di lavoro del 2023 delle imprese culturali italiane corrisponde al 5,5% dell’intera occupazione dei settori dell’industria e dei servizi. E registra un aumento, pari all’8,8%, rispetto al 2022. Ma è soprattutto nel turismo culturale che la richiesta è alle stelle. A Roma sono previste oltre 54mila entrate (+38,4% rispetto al 2022), mentre a Milano circa 45mila (+35,2%). Anche a Napoli c’è il segno più, con oltre 34mila posizioni da aprire (+25,5%).

Le professioni più ricercate

Sono 17mila le assunzioni previste per registi, direttori artistici, attori, sceneggiatori e scenografi. Seguono quelle di operatori di ripresa e produzione audio-video (15mila), esperti in applicazioni audio, video, gaming sempre nel settore grafico-pubblicitario (12mila) e addetti all’accoglienza in ambito storico museale (9mila). Per tecnici web dell’audiovisivo e pubblicitari e per tecnici radiotelevisivi, cinematografici e teatrali si stimano 6mila entrate per ciascuna categoria professionale. I contratti di lavoro programmati sono in tutto 765mila, con una domanda occupazionale che è in ascesa per tutto il settore, composto da quattro segmenti “core”: industrie creative, culturali, patrimonio storico-artistico, performing arts e intrattenimento. A cui vanno aggiunte le imprese del Made in Italy e del turismo a vocazione culturale.

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📸Credits: Canva

Giornalista professionista, classe 1981, di Roma. Fin da piccola con il pallino del giornalismo, dopo la laurea in Giurisprudenza e qualche esperienza all’estero ho cominciato a scrivere per i giornali, quasi sempre online. All’inizio di cinema e spettacoli, per poi passare a temi economici, soprattutto legati al mondo del lavoro. Settori di cui mi occupo anche per Il Bollettino.