È boom di prestiti per viaggi e vacanze. Molti italiani sono disposti – o costretti – a farsi schiacciare dai debiti per volare ai tropici o negli States, fare una crociera nel Mediterraneo o ai Caraibi, soggiornare al villaggio turistico o nell’hotel che in realtà non possono permettersi.
Effetto di una crisi diffusa e strisciante o indice di una crescente tendenza a rateizzare sul domani il costo degli svaghi e divertimenti di oggi? Probabilmente un insieme delle due, a seconda dei casi personali. Di certo, ci sono i numeri, che descrivono bene il fenomeno. La quota di prestiti per le vacanze è aumentata del 18% nei primi tre mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2024. Arrivando a un totale di oltre 100 milioni di euro. Lo certificano due piattaforme specializzate come Prestiti.it e Facile.it grazie ad analisi svolte su un campione di 200mila clienti.
Emergono tendenze interessanti anche considerando l’identikit dei richiedenti. Questi prestiti, per esempio, sono particolarmente diffusi tra i giovani, tanto che quasi un caso su tre riguarda un under 30. Anche l’età media supera di poco i 37 anni, un valore molto basso se confrontato con l’età media di chi in Italia si rivolge al credito al consumo: 43 anni.
Compro subito, pagherò
Quanto agli importi, la media delle richieste, sempre da gennaio a marzo, è pari a circa 5.700 euro. Risultano ancora rilevanti le differenze tra uomini e donne: a presentare domanda di finanziamento per fare ponti e vacanze è nella maggior parte dei casi un uomo (72%). Che, in media, punta a ottenere prestiti per 5.900 euro, vale a dire il 13% in più rispetto a quanto chiesto dalle omologhe femminili.

Ma, di questi tempi, quanto conviene ricorrere a un finanziamento? Sul fronte dei tassi di interesse, il TAEG medio disponibile online per un prestito personale è sceso del 3% in 12 mesi. Passando dal 10,5% del primo trimestre 2024 al 10,17% di quest’anno. Anche questo leggero calo, probabilmente, ha favorito l’aumento delle richieste.
Credito al consumo per pianificare le spese
«Nonostante il clima di grande incertezza – innanzitutto a livello internazionale – che ha caratterizzato la prima parte dell’anno, i tassi disponibili sono mediamente più vantaggiosi rispetto a 12 mesi fa», si legge nel report di Facile.it. «Ciò permette di ricorrere a un prestito personale anche per spese che possono sembrare voluttuarie, come una vacanza. Ma che non necessariamente devono essere eliminate dai programmi familiari, bensì gestite in maniera corretta. Ricorrere al credito al consumo, infatti, è spesso un modo per pianificare le nostre spese senza trovarci in difficoltà in caso di imprevisti».
Tra le intenzioni d’acquisto di questo periodo spiccano ancora viaggi e vacanze, con una crescita del 5,5% tra maggio e luglio. Ma gli italiani non chiedono prestiti e fanno debiti solo per stare in bermuda e bere cocktail a Copacabana.

Risultano in aumento debiti e finanziamenti anche per attrezzature sportive e fai-da-te, ristrutturazioni, caldaie e tablet, secondo i dati dell’Osservatorio di Findomestic, società di credito al consumo parte del Gruppo BNP Paribas.
(Non) Rimandare a tempi migliori
Allo stesso tempo, quello attuale non è un buon momento per fare acquisti per poco meno di 8 italiani su 10 (il 78% del totale), il record negativo dell’ultimo anno. L’inflazione, che rimane ancora la principale preoccupazione (per quasi 6 persone su 10), insieme al calo del potere d’acquisto, al secondo posto tra gli assilli più sentiti, continua a frenare la propensione al consumo a 3 mesi: -7,8%, anche in questo caso il livello più basso registrato in un anno. Far quadrare il bilancio familiare è oggi un problema per il 38% delle famiglie, secondo il rilevamento fatto ad aprile.
Tuttavia, soltanto il 9% degli italiani – quelli con maggiori problemi economici – rinunciano a progettare acquisti importanti. Il 68%, invece, ha progetti ma li rimanda a tempi migliori: il 30% perché dichiara di non avere risorse sufficienti ma la maggior parte solo perché influenzata dall’incertezza del momento.

«Chi continua a desiderare di acquistare beni o servizi importanti e non ha smesso di progettare potrebbe tornare a spendere a patto che l’acquisto garantisca vantaggi concreti, soprattutto in termini di risparmio a medio e lungo termine, nel 34% dei casi, oppure, più semplicemente, che rappresenti un miglioramento, una semplificazione della propria vita, per il 28% del totale», scrive Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio Findomestic.
Su le infradito, giù la tecnologia
Nelle intenzioni d’acquisto, sempre nel trimestre tra maggio e luglio, se si fa eccezione per i tablet (+4%), gli altri segmenti della tecnologia sono tutti in negativo: telefonia (-12%), PC (-7,7%), TV (-5,6%) e fotocamere (-4%). Si allineano al trend negativo anche i mobili (-6,5%) e gli elettrodomestici (grandi -1% e piccoli -4%).
Flessioni marcate anche nel settore della mobilità alternativa: le e-bike perdono il 16%, i monopattini il 6%. Non va meglio per il segmento delle auto nuove (-14%), per le usate (-8%) e per i motoveicoli, che incassano un crollo del -27%.

Tra alti e bassi, ristrettezze finanziarie o risorse disponibili, molti italiani pur di non rinunciare a una vacanza o un acquisto, ma anche per diluire nel tempo il costo totale, sono disposti a fare ricorso al credito al consumo. Di cosa si tratta, più precisamente? È un tipo di finanziamento che si può richiedere solo per bisogni personali, che riguardano la vita privata e familiare. Quando serve per acquistare qualcosa – per esempio lo scooter, il televisore, il corso di formazione – si chiama prestito finalizzato o credito collegato e, di solito, il finanziatore versa la somma direttamente al venditore. Se invece viene richiesto perché si ha bisogno di denaro liquido, si chiama prestito non finalizzato. Sono quindi esclusi dal credito ai consumatori tutti i casi di esigenze che riguardano le attività professionali, come l’acquisto di un macchinario agricolo o una stampante per il negozio o l’ufficio.
Il prestito può andare da 200 a 75mila euro
Il prestito può andare da 200 a 75mila euro ed è concesso da una banca o da una società finanziaria autorizzata, che può servirsi di agenti e mediatori creditizi, chiamati anche intermediari del credito. In alternativa, viene erogato attraverso un fornitore di beni o servizi, come ad esempio il negoziante di elettrodomestici o il concessionario d’auto.
Anche se richiesti per esigenze private, ci sono alcuni casi in cui i finanziamenti non sono considerati credito ai consumatori, ecco quali: quelli per acquistare un terreno o un immobile; quelli di durata superiore ai 5 anni garantiti da ipoteca su beni immobili; i finanziamenti che non prevedono il pagamento di interessi o altri costi. E poi anche gli sconfinamenti, cioè l’utilizzo, autorizzato dalla propria banca in via occasionale, di somme superiori al proprio saldo di conto corrente o al fido ottenuto.
Quando un finanziamento è considerato credito al consumo, la legge prevede particolari tutele e diritti rispetto ad altre tipologie.
Chi può richiedere un finanziamento? Qualsiasi persona maggiorenne. Per ottenerlo, però, è necessario dimostrare di essere in grado di restituire alle scadenze stabilite la somma ottenuta in prestito. Questa capacità si chiama “merito creditizio” e viene valutata dal finanziatore prima di concedere il prestito. Prima di concludere il contratto o di acconsentire a un aumento importante della somma concessa, deve raccogliere le informazioni sulla capacità di rimborso del consumatore. Per farlo, può consultare una banca dati. Ne esistono infatti varie, pubbliche e private, che raccolgono informazioni sui finanziamenti ottenuti dai cittadini e anche eventuali informazioni negative, ad esempio su prestiti rifiutati o inadempienze nel pagamento delle rate.
Diffidare di chi promette finanziamenti facili
Come indicato dalla Banca d’Italia, nelle sue informazioni ai cittadini: «Bisogna diffidare di chi promette finanziamenti facili a chiunque. Verificate sempre con attenzione i tassi di interesse, le spese accessorie e le altre condizioni economiche previste dal contratto. Eviterete così brutte sorprese dovute ai costi troppo alti, che potrebbero impedirvi di restituire la somma ricevuta».
Anche una carta di credito revolving rientra in questa categoria, e i tassi di interesse sui finanziamenti di questo tipo possono essere più alti rispetto alle altre forme di credito ai consumatori. Per questo, nella documentazione informativa, occorre verificare la parte della rata (quota capitale) che contribuisce a ridurre l’importo del debito residuo. Il rischio, altrimenti, è che si allunghi di molto la durata del prestito e di conseguenza i tempi di restituzione.
Credito al consumo: fare i conti con TAN e TAEG
Ottenere credito al consumo ha un costo: interessi, commissioni e altre spese. Le commissioni comprendono, ad esempio, i costi per l’apertura della pratica e per la gestione del finanziamento; le altre spese possono riguardare le imposte o le assicurazioni. Alcune commissioni e spese sono fisse, indipendentemente dalla somma richiesta. Quindi incideranno di più se l’importo richiesto è basso, per esempio sotto i 1.500 euro. L’insieme di questi costi forma il Costo totale del finanziamento. Ecco gli indicatori per valutarlo: il TAN (Tasso Annuo Nominale) indica il tasso di interesse “puro”, in percentuale sul credito concesso e su base annua. “Puro” significa che non comprende spese o commissioni e non indica il costo totale del finanziamento, espresso invece dal TAEG. Quindi un prestito con TAN pari a zero potrebbe avere un TAEG molto maggiore di zero. I messaggi pubblicitari e la documentazione d’offerta devono sempre riportare il TAN con l’indicazione se è fisso o variabile.
Il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), espresso in percentuale sul credito concesso e su base annua, comprende tutti i costi e per questo è particolarmente utile per capire quale può essere il finanziamento più adatto alle proprie esigenze e possibilità economiche. È lo strumento principale di trasparenza nei contratti di questo tipo e non comprende solo tutti i costi, ma è un indice armonizzato a livello europeo. Permette quindi di confrontare facilmente e rapidamente tutti i finanziamenti, anche quelli offerti da operatori stranieri sul Mercato italiano. ©️
Articolo tratto dal numero del 1° luglio 2025 de Il Bollettino. Abbonati!
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