sabato, 6 Dicembre 2025

Terremoto Red Bull: cosa cambia con l’addio a Horner

È terremoto in casa Red Bull Racing, con il licenziamento improvviso del Team Principal Christian Horner. A sostituirlo alla guida del team è Laurent Mekies, già a capo della scuderia sorella Racing Bulls. Quanto costerà questa mossa e che conseguenze ci saranno per il futuro della squadra?

Cambio al vertice

L’annuncio è sorprendente: arriva nel bel mezzo della stagione, con ancora 12 gare da correre. Per giunta, si tratta della prima volta che il team effettua un cambio al vertice dalla sua fondazione, nel 2005. La leadership di Horner è infatti una delle più longeve della storia della Formula 1, oltre che tra le più proficue, con un’eredità di 8 titoli piloti e 6 titoli costruttori negli ultimi vent’anni. Per giunta, Red Bull resta al momento campione in carica di entrambi i mondiali, dopo quattro stagioni di dominio pressoché incontrastato.

Perché dunque una scelta tanto repentina? Alla base delle scelte del board è probabilmente l’evidente perdita di competitività registrata nel corso della stagione 2025. Avendo corso metà delle gare stagionali, la scuderia si trova già quarta, a quasi 300 punti di distanza dalla capolista McLaren, mentre il campione in carica, Max Verstappen, resta fermo a 69 punti dal primo classificato Oscar Piastri. E mentre si allontanano i titoli, si prospetta un periodo difficile anche economicamente: la distanza tra primo e quarto posto è di 25 milioni di dollari.

Fughe e fuoriusciti

Meno competitività significa anche meno attrattività per tecnici, piloti e sponsor, con il rischio di creare un vero e proprio circolo vizioso. Negli ultimi mesi sono stati diversi gli addii illustri: su tutti, quello del Chief Technical Officer Adrian Newey a favore di Aston Martin e dello Sporting Director Jonathan Wheatley, partito in direzione Sauber (la futura Audi).

Ma lo scenario più preoccupante è quello che vede lo stesso Max Verstappen in dubbio sul suo futuro in Red Bull. Nelle ultime settimane si sono moltiplicate le voci di una firma vicina con la rivale Mercedes. Se i timori dovessero concretizzarsi, questo potrebbe innescare una perdita di competitività notevole, nel medio periodo. Nell’immediato, una potenziale perdita d’interesse da parte degli sponsor, con conseguenze economiche imprevedibili.

I piani per il futuro

In questo senso, il licenziamento di Horner potrebbe essere un tentativo per ricompattare piloti, staff e sponsor intorno al team. Lo scorso anno, il Team Principal è finito al centro di uno scandalo, in seguito alle accuse di molestie sessuali avanzate da alcune dipendenti, poi cadute. In quell’occasione il rapporto con l’entourage di Max Verstappen, in particolare con suo padre Jos, sembra essersi incrinato.

Per questo, la scelta di scaricarlo è un segnale di forte discontinuità prima di una stagione, quella 2026, densa di novità. Con l’introduzione delle modifiche al regolamento, che potrebbero sparigliare le carte nella griglia, Red Bull inaugurerà una partnership con Ford per lo sviluppo dei motori. In tal senso, anche la scelta del sostituto non appare casuale: Mekies, una figura tecnica e poco chiacchierata, con un passato solido in team come Ferrari e Toro Rosso, sembra il candidato migliore per puntare sul futuro, rafforzando la credibilità del progetto.

Tanto più che la scelta è relativamente low cost: prendendo come Team Principal un dipendente Red Bull, la scuderia evita costi aggiuntivi nell’immediato, mentre nel medio termine potrebbe ottenere un risparmio considerevole sullo stipendio da 12 milioni di sterline di Horner, uno dei più alti nel paddock.

©️

📸 Credits: Canva, Pixabay

Da sempre appassionato di temi finanziari, per Il Bollettino mi occupo principalmente del settore bancario e di esteri. Curo una rubrica video settimanale in cui tratto temi finanziari in formato "pop".