venerdì, 15 Maggio 2026

Tutto quello che c’è da sapere sulle nozze tra Poste Italiane e Tim

Sommario

L’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (OPAS) volontaria e totalitaria di Poste Italiane su Telecom Italia (TIM) è un’operazione da 10,8 miliardi di euro. Punta a integrare la capillarità logistico-finanziaria del Gruppo guidato da Matteo Del Fante con l’infrastruttura digitale del principale operatore di telecomunicazioni del Paese.

Un nuovo CdA per una super-piattaforma

Se andasse in porto, la governance del nuovo gigante sarà blindata. E lo Stato, attraverso il Ministero dell’Economia e Cassa Depositi e Prestiti, avrà in mano oltre il 50% delle quote.

Cosa significa? Asset strategici come la rete internet e i dati dei cittadini restano in mani sicure e italiane. Il prossimo Consiglio d’Amministrazione dovrà far convivere due Mondi: la precisione finanziaria di Poste e la spinta tecnologica di TIM.

Gli scenari: cosa vedremo entro il 2026

L’obiettivo dichiarato è il delisting di TIM entro la fine del 2026 per dare vita a un gigante integrato da 27 miliardi di euro di ricavi aggregati e un EBIT pro-forma di circa 4,8 miliardi. Le sinergie stimate sono imponenti: 0,7 miliardi di euro annui a regime, suddivisi in 0,5 miliardi di risparmi di costo (ottimizzazione IT, procurement e strutture corporate) e 0,2 miliardi di sinergie di ricavo (cross-selling sui 19 milioni di clienti digitali attivi e utilizzo dei 13mila uffici postali come punti di contatto per i servizi di connettività).

Sono tre gli scenari previsti:

  1. l’ufficio postale del futuro: andare alle Poste significherà ritirare pacchi e al contempo attivare la fibra ultra-veloce o gestire l’identità digitale con un consulente dedicato;
  2. risparmi e guadagni: l’obiettivo è tagliare i costi in eccesso (si parla di 500 milioni di euro di risparmi) unendo i sistemi informatici e i magazzini delle due società;
  3. il ritorno del premio: se l’integrazione procede come previsto, dal 2027 gli azionisti potrebbero vedere dividendi ancora più ricchi grazie alla nuova forza commerciale del gruppo.

L’Italia traccia una nuova via in Europa

All’estero le grandi compagnie telefoniche cercano di unirsi tra loro. Ma l’Italia sta provando una strada unica al Mondo. In Francia e Germania gli operatori restano specialisti del telefono e di Internet. Invece nel nostro Paese stiamo creando un modello unico di prossimità. Poste mette la fiducia e il contatto umano, TIM mette i cavi e la tecnologia. È la risposta italiana ai giganti del web: unire il mondo fisico a quello digitale.

Per chi investe, la scommessa è sulla capacità di Poste di mettere in ordine TIM. Se l’operazione riuscirà a trasformare ogni ufficio postale in un centro tecnologico, il valore creato per il Paese sarà senza precedenti.

Impatti sul Mercato e governance

A Piazza Affari, la reazione è stata asimmetrica, come da manuale per le OPAS:

  • TIM ha registrato un balzo del 5,52%, portandosi vicino al prezzo d’offerta;
  • Poste Italiane ha ceduto circa il 7%, scontando l’incertezza legata all’esecuzione dell’integrazione e alla diluizione azionaria.

Tuttavia, il management di Poste ha rassicurato gli investitori sul fronte dei rendimenti: l’impatto sull’utile per azione (EPS) è previsto come positivo dal 2027, con una politica dei dividendi per il 2026 che dovrebbe restare neutrale rispetto ai piani pre-esistenti.

I termini finanziari dell’offerta

L’offerta è strutturata su una componente mista (cash & stock). Per ogni azione TIM portata in adesione, Poste Italiane offre:

  • 0,167 euro in contanti;
  • 0,0218 azioni ordinarie di Poste di nuova emissione.

L’esborso complessivo in termini di cassa per Poste è stimato in circa 2,8 miliardi di euro. La parte restante dell’operazione sarà coperta tramite l’aumento di capitale al servizio dello scambio azionario.

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📸 Credits: Canva.com

Determinata, ambiziosa, curiosa e precisa. La passione per il giornalismo mi guida fin da bambina. Per Il Bollettino mi occupo di Startup, curo le interviste video ai player del settore e seguo da anni la realtà delle PMI.