Resistono ai colpi della pandemia le società di assicurazione italiane presenti sul mercato, in accelerata anzi nel misurarsi con l’approccio Insurtech, la riconfigurazione digitale.

In un anno performance incoraggianti con +11,49% per UnipolSai, +32,69% per Generali e +1,71% per Cattolica, queste ultime due al centro di un accordo siglato la scorsa estate: il Leone di Trieste ha acquisito una partecipazione in Cattolica per oltre il 24,4%.

Nel settore non si è interrotto un trend discendente rispetto alla quantità di società italiane quotate in borsa.

A causa di fusioni e incorporazioni il numero si è assottigliato sempre più e a tanti abbandoni non segue nessun nuovo ingresso. L’ultimo grande scossone nel 2018, quando Vittoria Assicurazioni ha lasciato il listino.

Ma qualcosa evolve. Mentre le società già presenti si fanno sempre più digital con partnership strategiche, DIA (Digital Insurance Agenda) evidenzia che, tra le 100 migliori nuove Insurtech al mondo, ben 3 sono italiane (Wesmart, Wide Group e Yolo) e una è italo-americana (Persado).