COMPETIZIONE GEOECONOMICA IN ASIA, TRA INVESTIMENTI E NUOVI PROGETTI: LE MAPPE

A cura di Center for Strategic and International Studies

È in corso una competizione geoeconomica per dare forma al futuro dell’Asia. Le potenze dell’area stanno portando avanti progetti ambiziosi per costruire strade, ferrovie, oleodotti e altre infrastrutture materiali in tutta la regione. Basandosi su fonti ufficiali, gli esperti del CSIS hanno creato delle mappe per illustrare alcune di queste visioni in competizione tra loro. Ciascuna comprende, a grandi linee, le principali priorità infrastrutturali di un attore di spicco.

ASEAN

La Association of Southeast Asian Nations (ASEAN) ha una visione per il futuro che prevede maggiori legami fisici, istituzionali e interpersonali tra i suoi dieci stati membri. Il suo Master Plan on ASEAN Connectivity 2025 propone di connetterli tra loro attraverso nuove infrastrutture materiali e immateriali. I Paesi marittimi, come Brunei, Indonesia, Malesia, Filippine e Singapore, stanno rafforzando l’ASEAN Maritime Economic Corridor grazie a un miglioramento dei porti. Sul continente, Cambogia, Laos, Myanmar, Thailandia e Vietnam stanno potenziando le autostrade attraverso il Greater Mekong Subregion Economic Corridor e le ferrovie attraverso l’ASEAN Rail Corridor, che include il collegamento ferroviario Singapore-Kunming. Altre proposte di implementamento della logistica, delle normative e dell’innovazione digitale mirano a consentire a beni, servizi e persone di muoversi più velocemente. L’obiettivo finale è un’ASEAN completamente connessa e integrata senza soluzione di continuità.

Cina

Annunciata nel 2013, l’iniziativa cinese One Belt One Road (OBOR) attraversa il territorio eurasiatico percorrendo due grandi archi: per mare, con la 21st Century Maritime Silk Road, e per terra, con la Silk Road Economic Belt. Intervento distintivo della politica estera del presidente cinese Xi Jinping, l’OBOR colpisce tanto per l’ambizione quanto per la scarsa chiarezza. Superficialmente, delinea l’obiettivo di un’Eurasia futura in cui tutte le strade portino a Pechino. In compenso, l’iniziativa è poco chiara, in quanto si presenta come un quadro teorico piuttosto aperto. Combina progetti nuovi e vecchi, copre un ambito geografico dai confini incerti e include interventi di rafforzamento delle infrastrutture materiali, di quelle immateriali e persino dei legami culturali.

Unione Europea

L’Unione Europea mira a estendere la sua ben sviluppata rete di trasporti. Il suo Trans-European Transport Network (TEN-T) include nove corridoi, cinque dei quali si estenderanno sul territorio eurasiatico e sulla sua periferia marittima. Questi corridoi sono complementari alla Euro-Mediterranean Partnership, alla Eastern Partnership e ad altri accordi che puntano ad approfondire i legami politici ed economici tra le rispettive Regioni. La rete potrebbe essere estesa nei prossimi anni in modo tale da includere l’Artico, in accordo con l’ambizione europea di giocare un ruolo nello sviluppo della Regione. Nel 2006, l’UE ha rinnovato la sua Northern Dimension policy con Russia, Norvegia e Islanda per promuovere la cooperazione nell’Artico e nell’Europa settentrionale. Nel 2015 è stata creata la piattaforma Connectivity tra UE e Cina per contribuire a coordinare TEN-T e la Belt and Road Initiative cinese.

India

La visione dell’India è concentrata innanzitutto sull’aumentare i collegamenti all’interno dei suoi confini. Guardando oltreconfine, l’India vede la South Asian Association for Regional Cooperation (SAARC) come per lo più paralizzata. In compenso, il governo Modi si sta focalizzando sulla costruzione di piccoli gruppi di vicini, altrimenti detti “coalizioni dei volonterosi”, a supporto dei suoi obiettivi economici regionali. Altri interventi rispecchiano gli interessi geopolitici indiani. Sviluppando il porto di Chabahar in Iran, ad esempio, l’India intende tagliare fuori il Pakistan e accedere alle vie di terra verso Europa e Asia centrale. Guardando perfino oltre, la “Act East” policy del primo ministro Narendra Modi è intesa per rafforzare i legami tra l’India e le nazioni dell’ASEAN, dando alla regione nordorientale del Paese, priva di sbocchi sul mare, migliore accesso ai suoi porti meridionali e stabilendo nuovi corridoi con la Thailandia attraverso il Myanmar.

Iran

Dopo anni di isolamento, l’Iran sta riaffermandosi come ponte tra Oriente e Occidente. Con la rimozione delle sanzioni e l’avvento di nuovi investitori, il paese pianifica di aggiungere circa 2000 km di ferrovia all’anno per i prossimi cinque anni. Attraverso la sua posizione centrale nel North-South Transport Corridor, che va da Mosca a Mumbai, l’Iran aspira a diventare un hub di transito. Immagina inoltre nuovi collegamenti Oriente-Occidente con i suoi vicini, Iraq e Afghanistan. Per facilitare il commercio e il trasporto con l’Asia centrale, l’Iran si è unito all’accordo di Ashgabat.

Giappone

Competizione in Asia

La visione giapponese, che dà priorità alle connessioni tra Oriente e Occidente, deriva da decenni di investimenti nell’Asia sud-orientale, dove le infrastrutture esistenti riflettono i bisogni delle catene di rifornimento giapponesi, mantenendo in particolare l’accesso al mare. Il Giappone sta agendo rapidamente per difendere questo vantaggio di partenza e ha aumentato i finanziamenti per l’espansione di “infrastrutture sostenibili e di alta qualità” nella regione attraverso la sua Partnership for High Quality Infrastructure. In coerenza con il Master Plan on ASEAN Connectivity, il Giappone sta sostenendo la creazione di diversi nuovi corridoi terrestri e marittimi che aumenteranno le connessioni tra il Golfo del Bengala e il Mar Cinese Meridionale. Il primo ministro Giapponese Shinzo Abe ha anche espanso l’influenza diplomatica giapponese, divenendo il primo leader giapponese in carica a visitare tutti e cinque i paesi dell’Asia centrale.

Russia

Competizione in Asia

La visione della Russia combina infrastrutture materiali e immateriali. La Eurasian Economic Union (EAEU) è il veicolo primario della Russia all’integrazione economica della regione, e alcuni funzionari hanno indicato che potrebbe essere legata all’OBOR. Rinforzando la sua leva economica e diplomatica a Est, la Russia sta bussando al mercato dell’energia cinese con proposte per una serie di gasdotti. A Sud, la Russia mira ad aumentare le connessioni con l’Azerbaigian, l’Iran e l’India attraverso il North-South Transport Corridor (NSTC). A Nord, sta pianificando ulteriori progetti per far progredire i suoi interessi in energia e difesa grazie alla maggiore accessibilità dell’Artico.

Corea del Sud

Competizione in Asia

Annunciata nel 2017, la visione della Corea del Sud del presidente Moon Jae-In ha una componente settentrionale e una meridionale. La New Northern Policy espande la cooperazione sudcoreana in progetti infrastrutturali, comprendenti porti, ferrovie, gasdotti, reti elettriche e vie marittime artiche. Incentrata anzitutto sulla Russia, la New Northern Policy include Corea del Nord, Bielorussia, Ucraina, Mongolia, Cina e i cinque Paesi dell’Asia centrale. La New Southern Policy punta a sostenere la cooperazione economica della Corea del Sud con i paesi dell’ASEAN, includendo commercio e infrastrutture energetiche.

Turchia

Competizione in Asia

Storicamente, la Turchia è stata un ponte strategico per il collegamento tra Asia ed Europa senza passare per la Russia. Oggi, la Turchia sta rendendo più solida la sua posizione con vasti progetti infrastrutturali domestici, subregionali e transnazionali, come la ferrovia Baku-Tbilisi-Kars. Progetta inoltre di costruire migliaia di chilometri di nuove strade e ferrovie con l’iniziativa Vision 2023, che segnerà il secolo dall’indipendenza. Complessivamente, questi sforzi amplieranno la rete di trasporto turca e rafforzeranno le connessioni con Asia ed Europa.       ©

Traduzione a cura di Marco Battistone