È Lodz, in Polonia, la città più favorevole alle imprese tra gli stati europei emergenti. «Attraiamo gli investitori grazie alla buona posizione, i prezzi competitivi e i lavoratori qualificati. Abbiamo una visione coerente riguardo alla direzione in cui vogliamo crescere e ci auguriamo che questo possa portare risultati ancora migliori in futuro» ha detto la sindaca, Hanna Zdanowska. A dire il vero il dato, risultato di uno studio svolto dalla piattaforma Emerging Europe, non è del tutto una sorpresa. Terza per popolazione in Polonia, questo importante centro industriale di riferimento per il settore tessile ha attirato di recente ulteriori attenzioni per via di Nexus21, un ambizioso progetto di rinnovamento architettonico avviato dall’archistar Daniel Libeskind, autore dei disegni del nuovo World Trade Center di New York e la torre PWC a Milano. Ciò che però sorprende maggiormente è che il titolo appartenga per la prima volta a una città non capitale, segno questo che si stanno facendo i dovuti passi per ridurre il gap che tradizionalmente divide le capitali dell’est dal resto dei rispettivi Paesi. Basti pensare che nel 2019 la regione di Varsavia aveva un PIL pro capite doppio rispetto alla Bassa Slesia, la seconda area più ricca. Uno sforzo in questa direzione però esiste, e sta producendo risultati che saranno ulteriormente implementati dagli aiuti europei per la crisi Covid. E l’Italia dovrebbe prendere nota, vista la fondamentale importanza, anche per noi, di colmare i divari regionali, vero intralcio a una crescita organica della nazione. Sempre secondo l’indice di Emerging Europe, Lodz si distinguerebbe soprattutto in due ambiti: il business climate, ovvero il clima imprenditoriale, e il livello di collaborazione e supporto da parte delle autorità locali a nuovi progetti d’impresa. Dal canto suo, Varsavia si mantiene in testa per quanto riguarda le infrastrutture e la connettività, un ambito in cui la Polonia si distingue (ben 5 città nella top ten) grazie alla sua diffusa ed efficiente rete infrastrutturale. La città considerata più vivibile è invece Praga, mentre in termini di immagine troviamo davanti a tutti la turistica Budapest. Belgrado, seppur scesa nettamente nella classifica generale dal primo posto dello scorso anno, è percepita come il centro col maggior potenziale economico. «La stabilità finanziaria è un solido fondamento per grandi investimenti in infrastrutture, come la costruzione di linee metropolitane o della ferrovia ad alta velocità. Tutti questi progetti permetteranno una mobilità più veloce ed efficiente, e non solo a livello locale» ha affermato il sindaco Zoran Radocicic. Un caso interessante è il caso della rumena Cluj-Napoca, che ha di recente scalato l’indicatore Smart city development. Il capoluogo della Transilvania ha infatti vissuto negli ultimi anni una vera e propria fioritura economica che l’ha resa una culla della nuova industria tecnologica, attirando grandi partner internazionali e guadagnandosi il soprannome di “Silicon Valley europea”.