venerdì, 19 Aprile 2024

Energia: costi più che triplicati da prima della pandemia

Energia

Stop allo scostamento di bilancio e subito circa quattro miliardi di euro contro il caroenergia e ne promette altri. Il Governo sta lavorando per apportare “correzioni mirate” al dl Sostegni-ter sul Superbonus. Dopodiché la palla passerà al Cdm. Il 2022 non è un anno facile sul tema delle bollette. Nel primo trimestre di quest’anno, infatti, i costi aumenteranno (+55% di luce e +41,8% di gas). Cosa significa tutto ciò? Che famiglie e imprese dovranno uscire in più dai loro portafogli, in media, 334 euro di energia e 610 euro di gas. Quest’ultimo è la materia prima che sul mercato europeo ha subito i maggiori rincari nel 2021 (+423%). A cosa sono dovuti gli aumenti? Tre i fattori: l’aumento della domanda, la minor produzione di energia eolica nel Mare del Nord e la riduzione delle forniture della Russia nel quarto trimestre 2021 (+25% rispetto al 2020), mentre in Italia di un ulteriore 43% tra dicembre e gennaio. Il Belpaese in Europa è quello più penalizzato, considerando che il 42% del consumo totale di energia è prodotto con il gas. A soffrire maggiormente i rincari sono i settori energivori: acciaierie, ferriere, fonderie, vetrerie, ceramica, cemento, legno e carta. Ma non solo. Anche negozi e ristoranti stanno subendo una forte stangata. Per esempio: un negozio con un consumo annuo di 75 mila kw ora vede crescere la bolletta elettrica da 13 mila a 19 mila all’anno, un ristorante (100 mila kw ora in un anno) passa da 19.500 a 28 mila. A “salvarsi”, solo in parte, sono coloro che prima dell’estate possedevano un contratto a tariffa fissa. Il Governo italiano, negli ultimi sette mesi, ha cercato di ammortizzare gli aumenti stanziando tre misure, complessivamente di 10,2 miliardi di euro, tra cui, l’abbattimento degli oneri di sistema della bolletta elettrica per piccole imprese e famiglie e bonus gas ed elettrico per le famiglie vulnerabili. Ma ad avere la meglio è lo Stato italiano che, da una parte tende la mano ai cittadini, dall’altra è uno degli azionisti di Enel, primo produttore di energia elettrica del Paese, con il 16% del mercato. La situazione del caro bollette potrebbe fare esplodere una bomba sociale. Secondo la Cgia di Mestre, nei settori energivori su 1,8 milioni di occupati, i posti di lavoro a rischio sono 500 mila. ©