• venerdì, 27 Maggio 2022

Südtirol, storia di un miracolo: quanto guadagnerà con la promozione in Serie B

Südtirol

Un miracolo. O un Wunder, come dicono in Alto Atige. Il Südtirol giocherà in Serie B nella stagione 2022-23, evento che va oltre il concetto di favola. Si tratta dell’unica società in Italia gestita da una public company, ma anche della sola realtà in cui si segue il Salary cap e in cui si apre all’azionariato popolare. In sostanza, un unicum sotto tutti i punti di vista. Partito dal basso nel 1995, ora il Südtirol può sognare in grande grazie soprattutto agli introiti futuri che scaturiranno dai diritti tv: ecco quanto guadagnerà con la promozione in Serie B.

SÜDTIROL IN SERIE B, UN SALTO NOTEVOLE

Il campionato di Serie B non è l’El Dorado per ciò che riguarda i diritti tv. Non è all’altezza della Serie A, ma per chi arriva dalla Serie C il salto è notevole.

Nella stagione 2020-21 le 60 squadre della terza divisione si dividono 2 milioni di euro. Le briciole. I 20 club di Serie B, nella stagione 2021-22, ricevono in dote circa 8 milioni di euro a testa. Per il Südtirol, che si affaccia per la prima volta nel campionato cadetto, la differenza è evidente. Il club altoatesino vedrà crescere anche gli introiti derivanti dagli sponsor. All’inizio della stagione il club era supportato da Duka, Südtirol, Alperia e TopHaus, cui si sono aggiunti in corso d’opera Ci Gusta e Arpinge. Probabilmente ne vedremo altri sulla maglia biancorossa quando scenderà in campo per le gare di Serie B.

SÜDTIROL: PUBLIC COMPANY, SALARY CAP E AZIONARIATO POPOLARE

Il Südtirol è l’unica squadra professionista italiana a essere formata da una public company. Questo significa che non c’è un magnate o un uomo solo al comando. Il pacchetto azionario, infatti, è in mano a una trentina di soci (soggetti fisici e giuridici) per il 90% (la partecipazione più elevata a livello singolo non supera il 25%). Il restante 10% da capo all’AFC Südtirol, associazione sportiva dilettantistica che comprende le squadre giovanili del club. Ma c’è un’ulteriore particolarità: l’AFC Südtirol è aperta ai cittadini e ai tifosi. Sostanzialmente si tratta una forma di azionariato popolare applicata al professionismo: al 2021 conta circa un migliaio di adesioni. Inoltre, circa un terzo del budget annuale è destinato, stagione dopo stagione, al settore giovanile.

Non solo: il Südtirol è l’unico club a seguire il Salary cap, ossia una limitazione degli ingaggi dei calciatori (concetto caro all’Nba). Nessuno dei componenti della rosa percepisce supera gli 80 mila euro a stagione. Nonostante uno dei budget per gli stipendi più bassi della Serie C, la squadra allenata da Ivan Javorcic ha stravinto il campionato conquistando 90 punti e subendo solamente 9 reti (miglior difesa d’Europa).

SÜDTIROL, CHI È IL PRESIDENTE E QUANTO GUADAGNA

Il presidente del Südtirol è Gerhard Comper, direttore amministrativo della Forst, nota marca di birra il cui fatturato nel 2021 è stato di 110 milioni di euro. Guida il club dall’ottobre 2021, dopo i 13 anni di Walter Baumgartner (imprenditore e politico, è stato consigliere provinciale del Sudtiroler Volkspartei). Con quest’ultimo, il Südtirol si è ammodernato: oggi ha un centro sportivo all’avanguardia (cinque campi immersi nel verde, centro di fisioterapia e piscine aperte a tutti gli atleti dell’Alto Adige iscritti alle varie federazioni) e uno stadio, il “Druso“, ristrutturato nel 2022. Attualmente è un impianto da circa 6 mila posti.

Südtirol

DALLA PROMOZIONE ALLA SERIE B IN 27 ANNI: MIRACOLO A BOLZANO

Il 1° agosto 1995 nasce ufficialmente il Football Club Südtirol-Alto Adige, che parte dalla Promozione dopo aver rilevato il titolo dello Sport Verein Milland. Colori sociali: bianco e rosso, come quelli della bandiera tirolese. Vince subito il campionato e sale in Eccellenza. Si ripete e conquista l’approdo nella Serie D. Nel 2000 chiude il girone davanti a tutte le avversarie e si conquista la promozione in Serie C2, il primo campionato professionista della sua storia. Così cambia denominazione e diventa Fussball Club Südtirol S.r.l., trasferendo contestualmente tutte le attività da Bressanone a Bolzano.

Sfiora la promozione in Serie C1 (che nel frattempo diventa Lega Pro Prima divisione) per quasi un decennio, centrandola nella stagione 2009-10. Il sogno sembra durare poco, perché l’anno dopo culmina con la retrocessione Seconda divisione, scongiurata dal ripescaggio. Nel 2013-14 la Lega Pro perde la distinzione tra Prima e Seconda divisione, diventando un campionato unico, fino alla ridenominazione “Serie C”: il Südtirol non tradisce mai, consolida la sua presenza tra i professionisti e pian piano si avvicina alla storica promozione in Serie B, che arriva all’ultima giornata del campionato 2021-22, vinto con 90 punti davanti al Padova. 75 anni dopo l’ultima (e unica) volta, una squadra dell’Alto Adige (dopo il Bolzano) giocherà nel campionato cadetto.

Simone Vazzana

Foto copertina: Unsplash.com

Foto interna: Unsplash.com

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