• sabato, 2 Luglio 2022

Addio a FIFA, cosa cambia per EA Sports?

Si scioglie uno dei binomi più famosi del mondo dei videogiochi. 150 milioni di giocatori, oltre due miliardi di fatturato all’anno: queste alcune delle cifre del franchise FIFA, il videogame calcistico che da trent’anni è sviluppato da EA Sports. La collaborazione è giunta al termine, con la FIFA che dovrà guardare altrove e con la società californiana che si trova senza il videogioco che più ha inciso sul suo successo in queste ultime tre decadi.

EA SPORTS FC

Dall’edizione 2024 il gioco di calcio per consolle e pc più amato – e venduto – al mondo, si chiamerà EA Sports FC e non FIFA24. L’interruzione dell’accordo, però, ha risvolti non solo per gli appassionati videoludici, ma anche per le casse di Electronic Arts e per l’immagine della FIFA nel mondo che, soprattutto dopo i mondiali organizzati in Qatar che si terranno a dicembre di quest’anno, non sta vivendo il suo momento migliore.

GLI INCASSI TRA COPPA DEL MONDO E PANDEMIA

Il 2020 è stato l’annus horribilis per la Federazione Internazionale di Calcio, con i ricavi che sono crollati a 270 milioni di dollari. Una picchiata rispetto agli oltre 750 dell’anno precedente, il 2019, e lontanissimi dai 767 dello scorso anno. La FIFA ha cercato di tamponare le perdite aumentando le richieste sul contratto con EA, in scadenza nel 2023. Ma la società di Redwood City non ha voluto cedere, anche perché il contratto con EA Sports è il secondo più importante a livello di guadagni per la FIFA, 150 milioni di dollari all’anno, dietro soltanto a quello per i diritti televisivi dei mondiali di calcio. E proprio il fatto di non essere stata consultata in merito alla possibilità di avere una Coppa del Mondo a cadenza biennale – progetto su cui il presidente FIFA, Gianni Infantino, sta lavorando da tempo – sembrerebbe aver irritato EA.

I NODI FANDOM E NFT

La rottura però va ben oltre una mera questione economica. Electronic Arts ha chiesto di includere nelle royalties corrisposte ai calciatori anche la possibilità di sfruttare altro materiale, come per esempio gli NFT degli sportivi e delle loro azioni più significative, oltre a quella di utilizzare il brand FIFA anche per gli e-sports. Ma la FIFA avrebbe risposto picche. Inoltre, le due controparti si sono progressivamente allontanate a causa delle diverse visioni del futuro del mondo videoludico, con la FIFA che sta guardando sempre di più al mondo degli sport digitali e con EA che non accetta che un franchise costruito in più di trent’anni di lavoro possa essere ceduto per altri prodotti, anche appartenenti ad altri sviluppatori.

LA POSIZIONE DI ELECTRONIC ARTS

“Dopo quasi 30 anni in cui abbiamo creato esperienze calcistiche interattive che hanno definito il genere, inizieremo presto una nuova entusiasmante era” si legge nel comunicato ufficiale diffuso da EA Sports.

“L’anno prossimo, EA SPORTS FC diventerà il futuro del calcio di EA SPORTS. Insieme ai nostri oltre 300 partner di cui deteniamo la licenza, siamo pronti a portare le esperienze calcistiche globali a nuove vette, nell’interesse degli appassionati di tutto il mondo”.

Proprio le licenze giocano un ruolo fondamentale, perché se è vero che EA non potrà più contare su quella di FIFA, rimangono attive le collaborazioni con partner di assoluto livello: Uefa Champions League, Uefa Europa League, Coppa Libertadores, Premier League, Bundesliga, Liga, Serie A e MLS, solo per citare alcune delle oltre 300 che EA detiene ancora. Oltre all’importantissimo accordo con FIFPro, il sindacato dei calciatori.

«Ogni volta che cambi il nome di un prodotto, devi essere prudente e dovremo investire di più nel marketing», dice il CEO di EA, Andrew Wilson, ma secondo le previsioni, tra gli aumenti del costo del marketing e il cambio del nome del gioco, il fatturato non dovrebbe calare oltre il 10%.

Alessio Incerti

Linkedin: Alessio Incerti

Twitter: @aleince7

FOTO: Mpho Mojapelo on Unsplash

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