• martedì, 4 Ottobre 2022

La crisi della Juventus, in campo e a bilancio

Esonerare un allenatore ha sempre dei costi, e quello di Massimiliano Allegri è al momento materia di grande dibattito tanto tra i tifosi quanto tra i dirigenti. Indiscrezioni degli ultimi giorni danno il tecnico toscano in bilico, tra dirigenti che non vogliono proseguire il rapporto di lavoro e altri che temono il salasso finanziario dovuto al cercare un nuovo allenatore continuando a pagare quello vecchio. Il denaro pattuito da contratto continua, infatti, a essere corrisposto dalla società anche quando il dipendente viene esentato da ulteriori responsabilità. E in questo momento Allegri è un dipendente di lusso, cui la società torinese deve 36 milioni lordi per questa stagione e le prossime due. Mandarlo via significa, al momento, continuare a erogare i compensi e preparare intanto un nuovo accordo per l’allenatore subentrante.
Il rischio, insomma, è di pagare ancora più del dovuto senza alcuna garanzia di miglioramento. E allora, ha deciso la dirigenza, tanto vale dare ancora fiducia al tecnico che ha portato i bianconeri a due finali di Champions in tre anni, nonostante le difficoltà del momento.

Le difficoltà della Juventus, in Borsa e a bilancio

In un’intervista rilasciata a giugno, il Direttore Sportivo della Juventus Maurizio Arrivabene ha parlato di un bilancio da «lacrime e sangue». Inevitabile quindi un periodo di contrazione delle spese – foriero della cessione di De Ligt e della mancata rifirma di Paulo Dybala, ad esempio. La Juventus, però, anche con un’estate in attivo si è ritrovata multata di 3,5 milioni di euro dalla Uefa per mancato rispetto del Fair Play Finanziario (situazione in cui si sono trovate contestualmente – pur con sanzioni di quantità diversa – anche Inter, Milan, Roma, PSG, Monaco, Marsiglia e i turchi del Besiktas). L’accordo con la Uefa ha diminuito la cifra iniziale della multa di 23 milioni in cambio del rientro nei margini previsti entro tre anni, e anche con un’estate di buoni rinforzi la società bianconera si trova quindi nella condizione di non voler spendere denaro immotivatamente. Anche in Borsa il titolo torinese ha visto giornate negative dopo la bruciante sconfitta di mercoledì contro il Benfica: da 0,35 a 0,316, indice di un costante calo della fiducia degli investitori.

Le mosse della Juventus nell’immediato futuro

Massimiliano Allegri, quindi, è per ora insostituibile. Questo non impedisce però agli addetti ai lavori di configurare ipMassimiliano Allegri, quindi, rimane al momento l’allenatore della Juventus. Questo non impedisce però agli addetti ai lavori di configurare ipotesi di ingresso di altri allenatori nel caso la situazione tecnica calasse ulteriormente. La soluzione più a buon mercato sarebbe l’inserimento in prima squadra dell’allenatore della Primavera bianconera, quel Paolo Montero che da giocatore della Juventus è stato tra i più temuti difensori in una Serie A d’altri tempi. Probabile che una vecchia gloria della squadra accetti un avanzamento di carriera a un prezzo di favore (molto lontano dagli oltre 8 milioni a stagione che potrebbe chiedere, per fare un nome, l’ex-Chelsea Thomas Tuchel, il più quotato tra gli allenatori “liberi” al momento). La mossa ricorderebbe, per metodo e prezzo, la scelta di Andrea Pirlo a nemmeno 2 milioni netti all’anno nel 2020. E però, ricorderanno i tifosi bianconeri, la mossa non pagò. Considerando che mancare gli ottavi di finale di Champions significherebbe rinunciare a 9,6 milioni già nella stagione corrente e che non arrivare tra le prime quattro comporterebbe un mancato guadagno di ben 50 milioni, giocare al risparmio in un ruolo così centrale come quello dell’allenatore non sarebbe così economicamente conveniente come sembra.

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