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  • giovedì, 2 Febbraio 2023

Spazio, l’Europa è di nuovo in corsa

spazio

La Commissione Europea risponde all’emergere di sempre nuove costellazioni di satelliti cinesi, inglesi, russi e americani con una rete che arriva dallo . Il sistema di comunicazione commerciale avrà un costo complessivo di 6 miliardi di euro e trasmetterà il segnale in Europa e in Africa. L’iniziativa mira a colmare le lacune nella copertura della banda larga terrestre e fornire indipendenza strategica al Continente in diversi settori: Space Economy, sicurezza, telecomunicazioni.

L’Europa cerca l’indipendenza nello Spazio

Nei prossimi 5 anni la Commissione contribuirà alla realizzazione della rete satellitare con 2,4 miliardi di euro. Fondi che arriveranno da vecchi e nuovi programmi spaziali europei. La maggior parte del contributo, i restanti 3, 6 miliardi di euro, sarà invece a carico del settore privato. Tra le principali aziende coinvolte figurano Eutelsat e OneWeb, importanti player spaziali che lo scorso luglio hanno firmato un memorandum d’intesa per creare un grande fornitore di banda larga satellitare.

L’unione delle due costellazioni porta non pochi vantaggi. Permette infatti di avere a disposizione satelliti posizionati sia in “orbita geostazionaria”, l’ideale per le telecomunicazioni, sia in “orbita terrestre bassa”. La seconda, detta low Earth orbit (LEO),è la zona più frequentata dell’Universo, nella quale transitano i viaggi spaziali dell’uomo.

Progettazione, sviluppo e distribuzione dei satelliti dovrebbero prendere il via già dal prossimo anno. Si stima che dal 2025 al 2027 ne verranno costruiti e lanciati nella LEO circa 170.

Per poter disporre di servizi avanzati, quali la crittografia quantistica, dovremo invece attendere il 2028.

Prosperità economica e sicurezza

La Commissione Europea ha sottolineato che la prosperità economica e la sicurezza del Continente oggi dipendono sempre più da una connettività resiliente e sicura. L’obiettivo dichiarato è garantire l’accesso a Internet senza restrizioni, evitando dipendenze da Paesi terzi e rafforzando la resilienza delle nostre supply-chain.

I rappresentanti dei 27 Paesi avevano già annunciato, lo scorso febbraio, la volontà di realizzare e gestire un simile sistema. Un’iniziativa mossa dalla preoccupazione per i sempre più frequenti lanci di satelliti e i progressi militari russi e cinesi in tema di Spazio.

L’infrastruttura garantirà infatti la stabilità delle nostre reti di comunicazioni in caso di blackout e danneggiamenti, allargando anche la copertura del segnale Internet sulla Terra.

Internet, dallo Spazio in Africa

Il nuovo sistema satellitare può contribuire a diminuire il divario tecnologico tra l’Occidente e il Continente Africano. L’estensione della copertura della rete permetterà agli operatori europei di portare il segnale in luoghi dove scarseggiano le infrastrutture di telecomunicazione terrestri. Al tempo stesso, aiuterà questi player a inserirsi nei mercati africani, contendendo alla il primato commerciale.

Un passo importante, che prepara la strada per la New Space Economy.

Edoardo Lisi

📩 news@ilbollettino.eu. Il suo motto è "Scribo ergo sum". Si laurea in Editoria e Scrittura presso La Sapienza specializzandosi in giornalismo d’inchiesta, culturale e scientifico. Per "il Bollettino" si occupa di energia e innovazione, i suoi cavalli di battaglia, ma scrive anche di libri, spazio, crypto, sport e food. È autore per Istituto per la competitività (I-Com), Istituto per la Cultura dell'Innovazione (ICINN) e Innovative Publishing. Collabora con Nuova Energia, Staffetta Quotidiana e Giano.news.

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