venerdì, 12 Aprile 2024

Il settore dei videogiochi in Italia continua a crescere

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videogiochi Italia

L’Italia accelera sui videogiochi. Gli ultimi dati rivelano consumi stabili, mentre all’estero i dati riportano un netto calo e un aumento di fatturato e addetti.

Le vendite di videogiochi reggono

Il 2022 è stato l’anno della frenata dopo la fiammata pandemica. I videogiochi hanno rallentato in tutto il mondo, ma l’Italia fa parzialmente eccezione.

La flessione c’è stata, ma molto contenuta. Le vendite calano solo del 1,1%, con il software che flette di mezzo punto percentuale.

Il calo più acuto si verifica nel comparto hardware, ma si spiega con il periodo di magra delle console, che stanno ancora esaurendo le prime edizioni della nuova generazione prima di passare ai nuovi modelli.

Più piccole e medie imprese

La struttura produttiva dei videogiochi in Italia ha raggiunto una nuova fase. Secondo i dati diffusi da IIDEA, l’associazione di categoria dei produttori di videogames, quello che era un mondo di startup si è consolidato in una galassia di piccole e medie imprese, tipiche del tessuto produttivo italiano.

Il 40% delle aziende del settore sono PMI, erano il 30% nel 2021, e il 17% nel 2018. Le più importanti sono Digital Bros, che controlla anche 505Games, e Milestone.

Produzione in crescita

Aumentano anche gli addetti, di ben il 50% passando da 1600 a 2400 nel corso del 2022. Buona parte lavora però ancora per software ottimizzato per PC (75%), mentre lo sviluppo di applicazioni mobile è trattato solo dal 40% dei lavoratori.

Il fatturato è ormai consolidato e si aggira attorno ai 150 milioni di euro l’anno.

Attento alle tendenze e profondo conoscitore della stampa estera, è laureato in Storia del giornalismo all’Università degli Studi di Milano. Dinamico, appassionato e osservatore acuto, per il Bollettino si occupa principalmente del mondo dello sport legato a quello finanziario e del settore dei videogiochi, oltre che delle novità del comparto tecnologico e di quello dell’energia.