giovedì, 20 Giugno 2024
Sommario
recessione

A pochi giorni dai meeting di Fed e Bce in programma a metà della prossima settimana (domani mattina all’alba sarà il turno della Bank of Japan), le trimestrali positive delle big mettono tra parentesi i brutti dati macro che arrivano dall’America e la telenovela della banca First Republic che oggi è partita in guadagno del 9%, dopo aver perso l’80% tra martedì e mercoledì. Meta Platforms fa un balzo di quasi il 15% dopo che la mamma di Facebook ha superato le aspettative di ricavi nei primi tre mesi del 2023 e ha promesso buoni numeri per il trimestre in corso. Meta trascina in verde anche Snapchat e Pinterest. Salgono anche Eli Lilly, per aver incrementato le previsioni sugli utili 2023, e Comcast che batte le stime su profitti e ricavi. In Europa Deutsche Bank, BBVA e Barclays macinano utili in netta crescita, andando anche oltre le aspettative di mercato. Wall Street, in particolare il Nasdaq, sale mentre l’Europa galleggia temendo un aumento dello 0,5% dei tassi. Piazza Affari, dopo due sedute in rosso, chiude la giornata leggermente positiva a +0,19%.

L’America spende meno

In America, trimestrali a parte, sono usciti due dati non belli: l’economia statunitense è cresciuta dell’1,1% annualizzato nel primo trimestre del 2023, rallentando rispetto a un’espansione del 2,6% nell’ultimo trimestre 2022, ben sotto le aspettative di un +2% del Pil. È stato il ritmo di espansione più debole da giugno 2022, con l’aumento dei tassi di interesse e l’inflazione elevata che hanno pesato sull’attività. In effetti l’US Spending Momentum di Visa è sceso a 94,3 a marzo (destagionalizzato), un calo di 3,7 punti rispetto a 98,0 di febbraio e l’indice dei prezzi Pce (i prezzi delle spese per i consumi personali) molto seguito dalla Federal Reserve è salito del 4,2%, rispetto al precedente +3,7%. Escludendo i prezzi dei generi alimentari e dell’energia, l’indice Pce è aumentato del 4,9%, rispetto a un aumento del 4,4%, superando le stime di un +4,7%.

Industriali venduti

A Piazza Affari pesano i tonfi di StMicroelectronics e di Tenaris. La prima cede addirittura l’8,25% nonostante un primo trimestre da incorniciare, per i deludenti risultati di Samsung e perchè l’amministratore delegato Jean-Marc Chery ha detto che la domanda di elettronica personale e di periferiche per computer si è ulteriormente indebolita. Prospettive non di crescita, simili a quelle espresse dal gruppo leader nei tubi di petrolio e gas, che lascia sul terreno il 3,5%. Sui petroliferi pesa inoltre il tonfo del 6% subito dal greggio nelle ultime 48 ore per i timori di recessione, così Eni – che domani mattina diffonderà i risultati trimestrali – e Saipem scivolano fino quasi al 2%. Salgono invece le banche, che dimenticano appunto i guai di First Republic e festeggiano i dati delle concorrenti europee: Mps +4,3%, Unicredit +3%, più attardata Intesa +1%. Continua la salita di Enel, +1,4%, dopo che Goldman Sachs ha sostenuto che lo scorporo delle rinnovabili può creare valore.

Scricchiola il risparmio

Anche a marzo si segnalano deflussi dal risparmio gestito. Secondo Assogestioni a marzo il saldo netto dei flussi è negativo per -6 miliardi di euro, dopo -1,9 miliardi a febbraio, per un totale nei primi tre mesi del 2023 di -8,9 miliardi. Il patrimonio gestito, in realtà, sale a 2.255 miliardi di euro ma grazie all’effetto-mercati. ©

 

 

Classe 1977. Giornalista. Lavoro all’agenzia di stampa Green Economy Agency, dove seguo il mercato dell’energia e non solo. Ex vicedirettore di Libero. Da sempre appassionato di economia e finanza, su il Bollettino scrivo la rubrica “Buy Buy, cosa succede in Borsa”, dove racconto gli spunti della seduta appena conclusa e segnalo appuntamenti e possibili titoli da seguire per il giorno successivo.