domenica, 26 Maggio 2024

Pet economy: in Italia vale 3,5 miliardi

Sommario

Buone notizie per la pet economy. Il mercato globale (che riguarda principalmente la vendita di prodotti e servizi dedicati agli animali domestici) è destinato a raggiungere i 202 miliardi di dollari entro il 2025. Una realtà particolarmente evidente nei Paesi occidentali, dove si assiste a una riduzione del tasso di crescita della popolazione. Qual è il nesso? La tendenza di chi vive a Ovest del globo è di rinviare sempre più in là matrimonio e figli, prediligendo la compagnia degli amici a quattro zampe. Questo porta a un invecchiamento della popolazione.

La spesa degli italiani

Il risultato? Gli italiani spendono 949 milioni di euro all’anno per il mantenimento dei propri cuccioli, contro i 633 milioni destinati ai bambini. Nel nostro Paese, il numero di animali domestici è di circa 65 milioni, più degli stessi abitanti (59 milioni). Il fatturato complessivo del settore in Italia si aggira attorno ai 3,5 miliardi di euro annuali nel 2023.

Tra gli animali per cui si sborsa di più, prevalgono cani e gatti; i primi sono presenti nel 44,7% delle famiglie, mentre i secondi sono accolti dal 35,4%. Il trend fotografa una trasformazione sociale sempre più marcata, che la nostra Nazione condivide con alcuni dei Paesi maggiormente sviluppati, dalla Corea del Sud agli Stati Uniti.

Ad esempio, negli USA il 70% delle famiglie possiede un animale domestico, con 91 milioni di nuclei famigliari che hanno un cane o un gatto, più del doppio dei 42 milioni con figli di età inferiore ai 25 anni.

L’importanza del pet food

In questo mercato il settore del pet food rappresenta la maggior parte delle vendite, con un valore di 2,78 miliardi di euro in Italia (+6,4% rispetto al 2021) e 123,6 miliardi a livello globale, con una crescita del 45% negli ultimi cinque anni. Un altro esempio sono le assicurazioni: le polizze su cani e gatti, rappresentano un mercato in crescita, che dovrebbe raggiungere gli 11,25 miliardi di dollari entro il 2026. Nel nostro Paese, i petshop tradizionali aumentano la loro presenza, passando da 3.161 punti vendita nel 2007 a 4.857 nel 2019, con un incremento del 54%. Crescono in maniera esponenziale anche i prodotti per l’igiene, i giochi e gli accessori dedicati agli animali domestici, per un giro d’affari di 77,2 milioni di euro, in aumento del 5,8% rispetto al 2021.

Investire sulla pet economy

Il settore attira anche l’attenzione degli investitori. Ad esempio, Rize Pet Care è l’unico ETF quotato sulla Borsa Italiana che replica l’indice Foxberry Pet Care, composto da 30 titoli tra cui Chewy, Indexx Lab e Trupanion. L’ETF è stato lanciato ad aprile 2022 a 4,34 € e attualmente viene scambiato a 3,47 €, con un calo del 20%, ma il periodo di tempo è ancora troppo breve per valutare una performance significativa. ©

Photo credit: Svetikd, Canva.com

Laureato in Economia, Diritto e Finanza d’impresa presso l’Insubria di Varese, dopo un'esperienza come consulente creditizio ed un anno trascorso a Londra, decido di dedicarmi totalmente alla mia passione: rendere la finanza semplice ed accessibile a tutti. Per Il Bollettino, oltre a gestire la rubrica “il punto sui Mercati”, scrivo di finanza, crypto, energia e sostenibilità. [email protected]