domenica, 3 Marzo 2024

Finale di Champions: il mercato dell’Inter passa da qui

Champions

L’Inter gioca questa sera la partita più importante degli ultimi tredici anni. La finale di Champions League contro il Manchester City mette in palio non solo premi, ma soprattutto blasone. La capacità di attrarre grandi campioni, dando loro la prospettiva di un successo europeo.

I premi della finale

La Champions League garantisce i premi più ricchi del mondo del calcio. Per l’Inter, che si giocherà la vittoria finale con il Manchester City, i risultati ottenuti sono già straordinari dal punto di vista finanziario.

Si parte dai 22,39 milioni di euro dei risultati sul campo, a cui si aggiungono 15,93 milioni provenienti dal miglioramento del ranking decennale UEFA. Il market pool, la quota proveniente dai ricavi per le trasmissioni televisive, vale altri 10 milioni.

Aggiungendo i bonus per partecipazione e passaggi ai vari turni, si arriva a quasi 113 milioni di euro. A questi andrebbero affiancati in caso di vittoria 4,5 milioni della vittoria in finale, 3,5 milioni per la partecipazione alla Supercoppa europea e un ultimo milioni per il trionfo eventuale in questo trofeo.

Blasone e ambizione

Il risultato finale parla di 122 milioni potenziali, soldi cruciali per rafforzare la squadra sul mercato. Da anni l’Inter deve divincolarsi tra le pieghe di un bilancio troppo stretto ed è costretta a fare mercato in maniera parsimoniosa.

Difficoltà che si manifestano nell’impossibilità di trattenere alcuni giocatori fondamentali, come accaduto per Skriniar quest’anno o nella necessità di vendere giovani promettenti, come Casadei, ceduto al Chelsea per 20 milioni, che sta stupendo ai mondiali U20.

La vittoria della Champions permetterebbe non solo di dare ossigeno ai conti della società, ma anche di attrarre i nomi più importanti del calcio europeo. La Serie A ha problemi di competitività e difficilmente le sue squadre ormai riescono a mettere le mani sui migliori calciatori all’apice della loro carriera.

Il trionfo dell’Inter ridarebbe al calcio italiano una centralità persa ormai da due decenni, grazie anche alla visibilità internazionale che la finale di Champions League ha. Una partita vista da più di 400 milioni di persone in 200 paesi del mondo. ©

📸 credits: Canva

Attento alle tendenze e profondo conoscitore della stampa estera, è laureato in Storia del giornalismo all’Università degli Studi di Milano. Dinamico, appassionato e osservatore acuto, per il Bollettino si occupa principalmente del mondo dello sport legato a quello finanziario e del settore dei videogiochi, oltre che delle novità del comparto tecnologico e di quello dell’energia.