venerdì, 19 Aprile 2024

Inflazione Usa sempre più giù, titoli Fininvest sempre più su

Sommario

L’inflazione americana a maggio cala al 4%, minimo da marzo 2021. Soprattutto il dato di fondo, quello che esclude energia e cibo, è calato a livello tendenziale del 5,3% dal 5,5% di aprile, minimo da un anno e mezzo. Domani sera la Fed con ogni probabilità farà una pausa nel rialzo dei tassi, anche se la settimana scorsa le banche centrali di Canada e Australia avevano stupito tutti rialzando il costo del denaro. Più facile stimare un rialzo dei tassi Usa a luglio. La Bce giovedì dovrebbe invece portare i tassi al 4%, che potrebbe salire al 4,25% il mese prossimo. Chi invece taglia è la Cina: -0,1% il tasso di riferimento a breve termine. Segno che l’economia di Pechino, senza stimoli, fatica a ripartire. Le Borse festeggiano senza clamore, in attesa delle parole di Jerome Powell. Parte bene Wall Street che rianima Piazza Affari e gli altri listini europei. Milano termina la seduta con un +0,57%.

Impero Berlusconi al centro degli acquisti

Sale tutto nella galassia Fininvest, di cui Silvio Berlusconi era titolare del 61%. I due titoli, classe A e classe B, di MediaforEurope balzano rispettivamente del 13 e di oltre il 7 per cento dopo il mini rally di ieri in seguito alla scomparsa del fondatore di Mediaset. Sale sopra i 2 euro anche Mondadori, comprata anche Mediolanum (+0,75%), comunque saldamente in mano alla famiglia Doris. È però sulla media company che ora ha sede in Olanda che si scatenano le ipotesi di riassetto azionario o di possibili fusioni/operazioni straordinarie. ProSiebenSat, emittente tedesca che vede Fininvest quasi al 30%, cresce anche lei del 2%. Si scommette su una maxi fusione paneuropea, dovrebbe potrebbe entrare la Vivendi di Bollorè, socio di minoranza di Mediaset e primo azionista di Telecom.

Industriali di corsa, Spread ancora giù

Cnh, Prysmian e Iveco fra i primi della classe, sulla scia dei dati Usa e delle mosse di stimolo cinesi oltre che dei buy-back. Bene ovviamente i petroliferi col forte rialzo del petrolio, che è salito di quasi il 4%. Rialzi scarsi invece per le banche, utilities in frenata. Lo spread però cala ancora di oltre il 2% scendendo a 155 punti base.

Il Giappone torna ai fasti del 1990

L’indice Nikkei 225 è salito dell’1,8% chiudendo a 33.018, mentre il più ampio indice Topix è balzato dell’1,16% a 2.265, salendo per la terza sessione consecutiva e raggiungendo i livelli più alti dal 1990. Si scommette sul fatto che le pressioni inflazionistiche possano mostrare ulteriori segnali di allentamento, spingendo domani la Fed a fare pausa sul rialzo dei tassi. A livello nazionale poi gli investitori hanno accolto positivamente i dati che mostrano un miglioramento del sentiment delle imprese giapponesi nel secondo trimestre, mentre le prospettive per il terzo e il quarto trimestre hanno indicato ulteriori rialzi. ©

Classe 1977. Giornalista. Lavoro all’agenzia di stampa Green Economy Agency, dove seguo il mercato dell’energia e non solo. Ex vicedirettore di Libero. Da sempre appassionato di economia e finanza, su il Bollettino scrivo la rubrica “Buy Buy, cosa succede in Borsa”, dove racconto gli spunti della seduta appena conclusa e segnalo appuntamenti e possibili titoli da seguire per il giorno successivo.