giovedì, 23 Maggio 2024

Alfabetizzazione finanziaria: ecco perché è importante

Solo il 26% dei cittadini dell’UE dimostra un livello elevato di alfabetizzazione finanziaria. Il 50% si colloca a un livello medio e il 24% a uno basso. I risultati migliori li hanno ottenuti i Paesi Bassi (43%), la Danimarca e la Finlandia (40% entrambi). Mentre in Italia solo il 25% ha un elevato livello di alfabetizzazione. Questo divario produce conseguenze significative sia a livello individuale che dell’economia nel suo complesso. Specifici gruppi demografici come le donne, i giovani e le persone a basso reddito tendono ad avere un livello inferiore di competenze.

«Ci sono motivi pratici e politici che rendono l’educazione finanziaria fondamentale nel mondo contemporaneo» dice Massimo Famularo, Investment Advisor. «Il riferimento ai motivi pratici è ad esempio alla base del Retail Investment Package della Commissione Europea, destinato a tutelare gli investitori non professionali. La crescente concorrenza, resa possibile dall’innovazione tecnologica e finanziaria, ha messo in discussione il rapporto di fiducia incondizionata; che per molti anni ha caratterizzato la relazione tra risparmiatore e intermediario/consulente. La pressione esercitata dai nuovi entranti (es. fintech) sui consumatori ha indotto il regolatore a prendere atto dei limiti di quel modello e degli oneri eccessivi per i risparmiatori; evidenziando la necessità di maggiore trasparenza da parte dei venditori e di una più ampia consapevolezza delle proprie scelte da parte degli acquirenti».

Questo perché l’approccio fiduciario, molto diffuso in Europa, si traduce in costi superiori e nel pagamento di servizi che non sempre hanno un reale valore aggiunto, evidenzia la Commissione europea.

Pertanto, è in corso una discussione in merito alla opportunità di passare da un sistema in cui i costi di consulenza sono inclusi nel prezzo dei prodotti finanziari, a uno che prevede consulenza finanziaria indipendente. L’eventuale transizione renderebbe ancor più importante l’educazione finanziaria.

Democratizzazione della finanza

Inoltre, l’innovazione tecnologica consente a una fascia sempre più alta di risparmiatori di avere accesso a una serie di servizi che prima erano appannaggio solamente di persone facoltose. Ciò porta a una democratizzazione della finanza. «Nel momento in cui l’offerta dei servizi non è più indirizzata solamente verso i grandi patrimoni, aumenta l’attenzione ai costi e il rapporto, che prima era fiduciario in modo incondizionato, viene messo in discussione.

Di conseguenza, le competenze base in ambito finanziario diventano necessarie perché il risparmiatore viene chiamato a contribuire alla selezione dei prodotti che acquista». Non solo, ma al fine di esercitare a pieno i propri diritti politici in una democrazia moderna, dove l’offerta politica include riferimenti spesso complessi a manovre finanziarie, riforme pensionistiche e accordi internazionali come il patto di stabilità, le competenze finanziare di base sono un fondamentale fattore abilitante per l’esercizio della libertà politica di ognuno di noi. ©

📸 Credits: Canva.com

Laureato in Economia, Diritto e Finanza d’impresa presso l’Insubria di Varese, dopo un'esperienza come consulente creditizio ed un anno trascorso a Londra, decido di dedicarmi totalmente alla mia passione: rendere la finanza semplice ed accessibile a tutti. Per Il Bollettino, oltre a gestire la rubrica “il punto sui Mercati”, scrivo di finanza, crypto, energia e sostenibilità. [email protected]