venerdì, 14 Giugno 2024

Le 3 ragioni per cui i giovani italiani vanno a fare la vendemmia in Francia

Sommario
Vendemmia

I giovani italiani vanno in Francia a fare la vendemmia, mentre le aziende vinicole italiane lamentano l’assenza di 20 mila lavoratori stagionali. Per quali ragioni le imprese d’oltralpe attraggono così tanto i ragazzi del nostro Paese?

1. Prima: Il sito del governo francese

Il primo vantaggio dei competitor Francesi è il sito internet Candidat.pole-emploi.fr del Governo. Si tratta di un portale creato per far incontrare domanda e offerta, che permette di visualizzare i lavori disponibili per settore. Si possono trovare centinaia di proposte di lavoro in ambito vinicolo.

Non è però da sottovalutare anche il passaparola, che si sviluppa spesso tramite i social network. Una rete di gruppi Facebook riunisce i ragazzi interessati, che possono contattare direttamente i viticoltori.

2. Durante: Gli stipendi e le condizioni di lavoro in Francia

Le aziende vinicole italiane occupate nella vendemmia assumono i lavoratori stagionali secondo un contratto da 39 ore la settimana. Lo stipendio mensile minimo è di 1266,90 euro al mese, per lavorare una media di più di 6 ore al giorno. 

La realtà però è spesso diversa. Nel settore agricolo il lavoro non regolato è diffusissimo, con picchi del 40% al sud e fino a 230.000 persone impiegate in nero secondo i dati CGIL del 2021. Durante le vendemmie quindi accade che la giornata diventi di 10 ore lavorative, che le pause scompaiano e che il compenso non cambi.

Anche se non perfetto, il sistema francese offre prospettive migliori. Gli stipendi lordi si aggirano sui 2000 euro, con un rispetto di pause e orari generalmente più alto di quello italiano. L’orario giornaliero è maggiore, 8 ore, ma la retribuzione oraria rimane maggiore, (11 euro in Francia, 6,5 in Italia).

3. Dopo: la disoccupazione di rimpatrio

Infine anche al ritorno dalla Francia, i giovani dispongono di un incentivo, nascosto nel sistema di welfare italiano. L’INPS infatti predispone una disoccupazione di rimpatrio, pari al 30% di quanto si sarebbe preso lavorando in Italia, calcolo basato sui contratti nazionali.

Questo significa che un ragazzo che fa la vendemmia in Francia, al suo rientro in Italia può chiedere fino a 700 euro. Anche se i tempi sono spesso lunghi, questo rende ancora più conveniente espatriare per un lavoro stagionale, dato che non c’è un periodo minimo di tempo da passare all’estero per ottenere questo sussidio. ©

📸 Credits: Canva

Attento alle tendenze e profondo conoscitore della stampa estera, è laureato in Storia del giornalismo all’Università degli Studi di Milano. Dinamico, appassionato e osservatore acuto, per il Bollettino si occupa principalmente del mondo dello sport legato a quello finanziario e del settore dei videogiochi, oltre che delle novità del comparto tecnologico e di quello dell’energia.