venerdì, 1 Marzo 2024

Come si apre in Borsa l’anno del Dragone?

DiMarco Battistone

10 Febbraio 2024
Sommario
Hong Kong

A Hong Kong, l’anno del Coniglio si chiude con un bel tonfo. Le celebrazioni del tradizionale Capodanno – che interromperanno le negoziazioni fino a martedì – stavolta saranno una pausa provvidenziale per cercare di arrestare una discesa dei listini. Ma quali sono le prospettive per l’ex enclave britannica nel 2024 del drago?

Lo Stock Exchange

In poco più di due giorni, lo Hang Seng, indice di riferimento di Hong Kong, perde oltre il 4% di capitalizzazione. La botta arriva dopo la corsa che, ancora martedì, ha attraversato il Mercato in seguito alle decisioni di Pechino: da un lato, la stretta sulle vendite allo scoperto da parte del regolatore, dall’altra, l’annuncio che Central Huijin Investment, uno dei bracci finanziari del Governo, incrementerà gli acquisti di ETF. Ma ora della chiusura di venerdì, la gran parte del 6% guadagnato è già polverizzata, il trend di nuovo discendente. Prese di beneficio – dicono gli analisti – di chi non aspettava altro che vendere. Insomma, la fiducia nel potenziale di crescita cinese sembra ancora piuttosto smussata. A sorprendere, però, è la performance in madrepatria: Shanghai, negli stessi giorni, realizza una crescita più prudente, ma stabile, del 3,3. C’è di più: l’anno lunare che si chiude è stato il peggiore nella storia dello Hang Seng, con una contrazione del 29% nelle quotazioni. Insomma, con un rovesciamento che fino a pochi anni fa sarebbe parso impensabile, i listini hongkonghesi paiono andare al traino.

Non arriva la ripresa dalla pandemia

Espandere il campo, guardando al trend generale, ci aiuta a cogliere meglio il quadro. Nell’ultimo quinquennio, pesantemente influenzato dall’avvento del Covid-19, l’SSE di Shanghai è riuscito comunque a incassare il colpo, con un risultato netto positivo del +6,8% e picchi che hanno sfiorato il 40% di crescita. Non così a Hong Kong: qui la tendenza è quella di un ribasso costante, che ha portato a perdere oltre il 40% di capitalizzazione dal 2019 a oggi, con picchi molto meno rilevanti anche quando, all’inizio del 2021, la domanda è tornata a crescere. La debolezza dello Hang Seng sembra già cronica: schiacciato tra Cina e Occidente, sembra scontare le difficoltà dell’industria in madrepatria (ne avevamo parlato qui) tanto quanto le fluttuazioni al cambio della sua valuta, il dollaro di Hong Kong.

Il rapporto con la Cina: incertezze geopolitiche

A danneggiare Hong Kong sono anche le crescenti ingerenze del Governo centrale, che ne intaccano la fama di “porto franco” agli occhi dei partner occidentali. La storica politica del “one country, two systems” ha subito un duro colpo quando nel 2020 il Congresso della Repubblica Popolare ha imposto alla regione amministrativa speciale la nuova Hong Kong national security law. Il provvedimento, che limita fortemente la libertà di espressione, ha già sortito i suoi effetti: come osservato da Nikkei, negli ultimi anni le voci fuori dal coro vanno decisamente diradandosi. Pechino, insomma, va affermando la sua assoluta sovranità sull’area. Hong Kong è più di un ricco bottino su cui mettere le mani. È un fatto politico: molti associano il suo destino a quello di Taiwan, altra casella strategica oggetto delle mire cinesi. Ma le conseguenze economiche già si fanno vedere, nella perdita di rilevanza della città come centro finanziario, a favore di nuovi player esteri: proprio quest’anno, il suo Stock Exchange è stato scavalcato per la prima volta dal Nifty indiano.

©

📸 Credits: Canva

Studente, da sempre appassionato di temi finanziari, approdo a Il Bollettino all’inizio del 2021. Attualmente mi occupo di banche ed esteri, nonché di una rubrica video settimanale in cui tratto temi finanziari in formato "pop".