giovedì, 20 Giugno 2024

Cina in crisi? Ecco che cosa succede davvero

DiMarco Battistone

20 Ottobre 2023
Sommario
Cina crisi

Con un PIL che sale del 4,9% anno su anno nel terzo trimestre, è davvero possibile che la Cina si avvii verso il declino pronosticato da molti?

Il PIL dà buoni segnali

Da mesi l’economia del Paese Asiatico viene descritta dagli analisti in rallentamento, con problemi interni ed esterni. Eppure, il PIL si riprende, ottenendo in questo Q3 una performance espansiva da +1,3%. Battendo così lo 0,5% del trimestre precedente.

La fiducia scarseggia

A riportare Pechino alla dura realtà, però, ci pensano i listini. In soli cinque giorni, Shanghai perde il 2,8%, vanificando la ripresa che aveva visto da fine agosto. Insomma, nonostante le buone notizie, gli investitori non si fidano. E potrebbero non avere torto. I dossier che la Repubblica Popolare si trova per le mani sono più scottanti che mai. Tanto da far dubitare che, questa volta, se ne possa uscire in modo tanto indolore. Nell’immediato, c’è la crisi del settore immobiliare, responsabile in passato di quasi un terzo del PIL del Paese. Dopo il caso Evergrande, un altro colosso nazionale, Country Garden, si dimostra insolvente. Il più grande costruttore per vendite ha circa 200 miliardi di dollari di passività. E in seguito al mancato pagamento di una tranche di bond da oltre 15 milioni, si trova a rischio default. Una prospettiva che potrebbe portare conseguenze pesanti. Intanto la domanda, in una fase di tradizionale picco per l’acquisto di abitazioni, è rimasta debole con i prezzi che calano dello 0,2% su base mensile (-0,3% ad agosto) e dello 0,1% in un anno. Un caso che si aggiunge alla lunga lista di gatte da pelare del Presidente Xi Jinping.

Il fiato sul collo del vicino

Il Paese si trova poi a dover affrontare una serie di difficoltà di lungo termine. In primis, la decrescita della popolazione, che nel 2022 si è vista diminuire, per la prima volta, di oltre 850 mila abitanti. In secondo luogo, a impensierire la Cina ci pensa il suo ormai contestato status di “fabbrica del mondo”. Contestato, in primis, dall’ascesa dell’ormai più popolosa India, in rapida crescita economica e demografica. Ma anche dal progressivo aumento del costo della stessa manodopera cinese e dal processo di “deglobalizzazione” che inizia ad affacciarsi nell’economia globale. La risposta, per ora, è confinata soprattutto all’immediatezza della crisi immobiliare. Nel tentativo di tranquillizzare gli investitori, il Governo ha alleggerito i tassi e le condizioni imposte ai mutui. Ma guardando più avanti nel tempo, interventi decisi – e precisi – non se ne vedono. E il Mercato resta con il fiato sospeso. ©

📸 Credits: Canva.com

Studente, da sempre appassionato di temi finanziari, approdo a Il Bollettino all’inizio del 2021. Attualmente mi occupo di banche ed esteri, nonché di una rubrica video settimanale in cui tratto temi finanziari in formato "pop".