mercoledì, 15 Aprile 2026

Che cos’è una Bad bank e a cosa serve

Sommario

Bad bank significa letteralmente «banca cattiva». E chi ne vorrebbe una del genere? Nessuno, infatti è come la discarica dei titoli e crediti spazzatura, per vedere di eliminarli e smaltirli.

È un nome molto chiaro ed esplicito. Scelto apposta per fare riferimento alla divisione in due società distinte di una banca: la sua parte «buona» si occupa di tutte le parti sane dell’attività di credito; e quella «cattiva», in cui finiscono gli asset «tossici». Come, per esempio: titoli in crisi finanziaria e difficili da smaltire, prodotti e investimenti che avevano un alto valore nominale da contratto, ma che in realtà hanno un valore di Mercato molto più basso o prossimo allo zero – detti, appunto, titoli spazzatura –, crediti deteriorati e tutto ciò che ha un impatto negativo sul bilancio societario.

LA MISSIONE DI UNA BAD BANK

L’obiettivo di una bad bank è depurare gli istituti finanziari dalle perdite che derivano da queste attività tossiche, investimenti sbagliati, titoli che hanno perso valore. Vengono trasferiti a un’altra società in modo da lasciare la banca capogruppo libera di funzionare regolarmente.

Ciò che la bad bank deve poi fare è attendere migliori condizioni di Mercato e vendere questi titoli al prezzo più alto possibile e riducendo le perdite. L’ammontare di queste attività rende però necessario l’intervento degli Stati, unici candidati a mettere fondi per l’acquisto dei titoli tossici.

SPINGERE LA POLVERE SOTTO AL TAPPETO

Che sono però difficili da stimare. Anche perché non hanno un Mercato di riferimento chiaro. Spesso vengono scambiati in Mercati poco liquidi, dove quindi i valori sono meno evidenti, e sono soggetti a valutazioni differenti anche nei bilanci delle diverse banche. Un calo anche solo del 5% nel valore di questi titoli può ridurre di molto il capitale di migliore qualità (CET1) delle banche più esposte. In pratica, rappresentano una potenziale mina vagante nei bilanci bancari. Per questo gli istituti di credito tendono a spingere la polvere sotto al tappeto.

IL TRAGUARDO DI UNA MAGGIORE TRASPARENZA

Tuttavia, le autorità di vigilanza — come la Banca d’Italia e la BCE — continuano a monitorare questi strumenti. Soprattutto in un quadro di transizione verso la sostenibilità e di maggiore trasparenza nei bilanci.

La principale bad bank attualmente attiva in Italia è AMCO (Asset management company), una società controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che gestisce crediti deteriorati (NPL) provenienti da diverse banche italiane. È considerata una sorta di bad bank nazionale.

In passato, altre bad bank sono state create per gestire crisi specifiche. Come REV Gestione Crediti, nata per raccogliere i crediti deteriorati delle quattro banche collassate nel 2015 (Etruria, Marche, Carife e Carichieti). Molte di queste strutture sono state poi progressivamente smantellate o assorbite. ©️

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📸 Credits: Canva

Giornalista specializzato nei settori dell'Economia, imprese, tecnologie e innovazione. In oltre 20 anni di attività, ho lavorato per Panorama Economy, Il Mondo, Gruppo Mediolanum, Università IULM. Mi piacciono i progetti innovativi, il teatro e la cucina come una volta.