martedì, 12 Maggio 2026

Bertaia, ALBA Robot: «AI e micromobilità, un binomio vincente per l’automotive»

Sommario

Corre il mondo dei Robotaxi. Il Mercato globale cresce e crescerà a ritmi esponenziali: da un miliardo di dollari nel 2024 a 2 miliardi quest’anno, con un CAGR del 69%. Si prevede un margine di crescita di oltre il 71% tra il 2025 e il 2032 (fonte: The Business Research Company).

«Il settore è spinto da progressi sostanziali nelle tecnologie di guida autonoma: intelligenza artificiale, sensori e algoritmi di machine learning in questi anni hanno migliorato significativamente le capacità e la sicurezza del veicolo auto-guidato», dice a Il Bollettino Andrea Bertaia, CEO e Co-founder di ALBA Robot.  

Cosa sono i Robotaxi

Ma cosa sono i Robotaxi? Auto a guida autonoma che operano come taxi ma non hanno un autista. Secondo la SAE (Society of Automotive Engineers), un veicolo definito Robotaxi dovrebbe avere almeno il livello di autonomia 4, definito ad “alta automazione”, vale a dire essere in grado di eseguire tutte le attività di guida (con la possibilità che un conducente umano assuma il controllo del veicolo se necessario, sia da remoto sia a bordo), per poi arrivare anche al livello di autonomia 5, la cosiddetta “piena automazione”.

La crescente necessità di soluzioni di mobilità urbana efficaci e sostenibili è un altro fattore di slancio. L’urbanizzazione crescente e le preoccupazioni per l’inquinamento e il traffico creano sempre più interesse nelle soluzioni di mobilità innovativa. In questo scenario, i Robotaxi possono aiutare, con corse condivise e mobilità in rete, a massimizzare l’utilizzo del veicolo, ridurre la congestione del traffico e tagliare al minimo le impronte di carbonio. In risposta alla domanda globale di opzioni di trasporto più intelligenti e rispettose dell’ambiente, il Mercato dovrà puntare a soddisfare queste mutevoli esigenze.

Le esperienze dei consumatori con altre forme di automazione nella vita quotidiana hanno portato a una crescente accettazione e fiducia nelle tecnologie autonome. Inoltre, sempre più individui pensano a opzioni alternative di trasporto, a causa delle crescenti spese di acquisto e di manutenzione delle auto, oltre alla convenienza dei servizi di mobilità on-demand. Insieme, questi elementi puntano a uno spostamento esponenziale verso opzioni di mobilità condivisa e autonoma, trasformando il settore in protagonista nello sviluppo del trasporto urbano. 

Tecnologia e micromobilità

La tecnologia chiave che alimenta i Robotaxi è LiDAR (Light Detection and Ranging), ossia un sistema radar che, servendosi della luce in forma pulsata e laser, permette di identificare oggetti presenti sul percorso e di evitare collisioni. Li aiuta a rilevare oggetti in situazioni di scarsa illuminazione che i conducenti umani non vedrebbero. Inoltre, l’integrazione tra sistemi GPS e carte stradali ad alta definizione forniscono una rappresentazione e una mappatura dettagliate dell’ambiente. Con l’intelligenza artificiale, tra l’altro, si può pianificare il percorso, rilevare gli ostacoli e selezionare i movimenti.

«ALBA Robot sviluppa soluzioni di micromobilità autonoma e assistita per spostare persone e cose all’interno di aree pedonali e grandi strutture come aeroporti, ospedali e musei. Il nostro veicolo a guida autonoma è progettato per trasportare gli utenti in modo sicuro e confortevole, migliorando l’esperienza di movimento in ambienti affollati e dinamici. Il progetto parte per supportare principalmente persone con mobilità ridotta, soprattutto anziani e persone sovrappeso, ma integra soluzioni premium rivolte ai passeggeri che desiderano vivere un’esperienza personalizzata, all’insegna del comfort. Con la stessa tecnologia siamo in grado di trasportare anche oggetti e materiali, per esempio i bagagli dei passeggeri in aeroporto».

Qual è l’idea alla base dell’attività?

«Nasce da un’esigenza concreta: le persone con mobilità ridotta dipendono dall’intervento di operatori umani per i loro spostamenti, una soluzione non efficiente considerando l’invecchiamento della popolazione e la mancanza di personale. Nonostante gli enormi progressi raggiunti dalla guida autonoma, ci siamo resi conto che questa tecnologia non veniva applicata alla micro-mobilità. Abbiamo quindi progettato un sistema che restituisce autonomia al passeggero e al tempo stesso consente di riallocare le risorse umane su attività a maggiore valore aggiunto, come il caring e l’assistenza relazionale».

In che modo si inserisce l’intelligenza artificiale?

«Grazie all’AI, la nostra tecnologia è in grado di navigare autonomamente in ambienti dinamici e complessi, riconoscendo e interpretando segnali, ostacoli e comportamenti umani. Essa offre, inoltre, un supporto attivo all’utente durante il tragitto, fornendo informazioni utili e accesso a servizi aggiuntivi integrati, come notifiche personalizzate, assistenza in tempo reale o l’interazione con i servizi già in essere dell’infrastruttura. Ad esempio, orari di partenza, localizzazione del gate, eccetera».

Quali sono i benefici apportati dall’AI al mondo della mobilità?

«Mentre la sicurezza del trasporto è garantita con tecnologie software e hardware più tradizionali e consolidate, l’AI permette alla piattaforma di diventare più intelligente e gestire scenari complessi di flotte con veicoli che devono coordinarsi e sapersi muovere tra spazi e piani diversi. In più, consente anche di affiancare gli operatori tradizionali, per rendere più semplice la gestione della mobilità, e ai passeggeri di diventare più indipendenti».

Come si coniugano automotive e robotica? 

«Nel nostro progetto integriamo diverse tecnologie, in particolare automotive, robotica, Internet of Things (IoT), cloud e AI. Il robot è un piccolo veicolo per lo spostamento di una o due persone, che integra oltre 40 sensori per garantire la sicurezza dei passeggeri. Siamo un’applicazione specifica di Robotaxi applicati alla micromobilità».

In questo contesto, le tecnologie Digital Twin come si declinano?

«Sempre di più le grandi Facility stanno realizzando soluzioni di Digital Twin con l’obiettivo di ridurre i costi operativi e realizzare nuovi ricavi. Una delle sfide principali è la disponibilità di dati attendibili e in tempo reale per aggiornare l’ambiente virtuale e mantenerlo sincronizzato con quello reale. ALBA Robot condivide i dati raccolti dai sensori con le soluzioni di Digital Twin».

L’IoT può quindi andare incontro alle esigenze delle persone con mobilità ridotta?

«Assolutamente sì. Abilita il dialogo tra i Robotaxi e le infrastrutture connesse come ascensori, porte automatiche o sistemi di accesso, garantendo un’esperienza di navigazione completamente autonoma e fluida».

Quali sono le tendenze del settore della micromobilità?

«Registra una forte crescita in Italia e in generale a livello mondiale. È incentrato sui servizi di monopattini e biciclette elettriche, ma non prevede ancora soluzioni autonome per rendere le persone più indipendenti. Con ALBA Robot vogliamo colmare questa mancanza, soprattutto in ambito B2B, dove la costante crescita dei numeri di passeggeri, dei costi operativi e la mancanza di personale stanno diventando un grave problema per i clienti».

Cosa ci possiamo attendere, in prospettiva?  

«Ci aspettiamo un futuro in cui la mobilità sarà realmente accessibile a chiunque e le grandi strutture diventeranno spazi più accoglienti, efficienti e inclusivi. Nel Mondo che verrà sarà sempre più normale vedere ambienti misti di umani e robot che collaboreranno grazie alle nuove tecnologie». 

©

📸 Credits: Canva.com

Articolo tratto dal numero del 1° settembre 2025 de Il Bollettino. Abbonati!    

Determinata, ambiziosa, curiosa e precisa. La passione per il giornalismo mi guida fin da bambina. Per Il Bollettino mi occupo di Startup, curo le interviste video ai player del settore e seguo da anni la realtà delle PMI.