Solidità e resilienza sono i tratti distintivi dei Mercati europei del gas e dell’elettricità, che assicurano un rifornimento energetico sicuro e stabile, con risultati rilevanti in entrambi i settori. In particolare, nel primo dei due ambiti, nonostante le difficoltà affrontate dalla produzione eolica e idroelettrica, l’energia solare ha toccato un nuovo record nel primo trimestre del 2025, generando 45 TWh: un incremento di circa il 30% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (fonte: Quarterly report on European electricity markets, Commissione Europea).
Il gas e l’elettricità
La quotazione del gas naturale europeo continua a crescere e, addirittura, risulta raddoppiata negli ultimi 12 mesi, superando la soglia dei 50 euro al megawattora a fine gennaio (fonte: Centro Studi Assolombarda, febbraio 2025). Un incremento che, inevitabilmente, si è riverberato sul costo dell’energia elettrica. In particolare, in Italia, dove il ricorso al gas è più accentuato rispetto ad altre aree del continente europeo, l’energia elettrica è costata a gennaio 2025, in media, 143,03 euro/MWh mentre Spagna, Francia e Germania hanno pagato rispettivamente il 32%, il 29% e il 20% in meno.
Il PUN medio (Prezzo Unico Nazionale, l’indice di riferimento all’ingrosso dell’energia elettrica in Italia, ndr) di agosto 2025 è di 0,108 euro/kWh. L’elettricità in Italia costa 24,56 euro al megawattora – o il 17,83% – in meno dall’inizio dell’anno. A livello europeo, 18 Stati membri registrano un aumento del consumo, mentre i restanti registrano prezzi stazionari o in calo. Lato generazione elettrica, la produzione rinnovabile è diminuita al 41% nel primo trimestre del 2025 (dal 46% nel primo trimestre del 2024).
Il problema dei combustibili fossili
Al contrario la quota dei combustibili fossili è aumentata al 33% (28% nel primo trimestre del 2024). I prezzi all’ingrosso mostrano una certa volatilità, con l’European Power Benchmark che si è attestato in media a 100 euro/MWh, con un aumento del 49% rispetto al primo trimestre del 2024, ma in calo del 38% rispetto al primo trimestre del 2023. I prezzi al dettaglio per le famiglie nelle capitali UE registrano un aumento marginale del 3%, attestandosi a 255 euro/MWh, trainato dall’aumento delle imposte sull’energia e degli oneri di rete.
Consumo e importazioni
Per quanto riguarda il gas, invece, nei primi tre mesi dell’anno il consumo nell’UE è stato di 119,1 miliardi di metri cubi (bcm), con un aumento dell’8% rispetto al primo trimestre del 2024. I future europei sono scesi al di sotto di 34 euro/MWh. Il valore in dollari ad agosto oscilla attorno a 3,12, contro ai 4,12 registrati a marzo, il dato più alto nei primi due quadrimestri del 2025. Dal lato della produzione interna, l’UE registra un output di 8,6 miliardi di bcm, con un incremento del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Parallelamente, nello stesso trimestre, le importazioni raggiungono i 69 bcm, di cui 38 tramite gasdotti e la restante parte sotto forma di gas naturale liquefatto (GNL).
Le scorte di gas in tutta Europa continuano a crescere costantemente, supportate da una domanda contenuta dall’Asia, in particolare dalla Cina, e da robuste consegne tramite gasdotti dalla Norvegia. Quest’ultima si conferma come principale fornitore esterno, contribuendo con 21,7 bcm (31% delle importazioni). I livelli di stoccaggio sono vicini al 70%, rispetto all’86% dello stesso periodo dell’anno scorso, con la Germania sopra il 62%, l’Italia oltre l’81% e la Francia vicina al 79%. Nel primo trimestre 2025, i prezzi all’ingrosso del gas registrano una media di 47 euro/MWh, dato in aumento sia sul trimestre precedente (+9%) sia su base annuale (+71%).
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