giovedì, 5 Marzo 2026

Via libera: ecco le banche dove puoi investire in Crypto

Sommario

Svolta storica per le criptovalute, che sbarcano in Borsa italiana. Un passo storico per il settore in Italia, che accoglie gli ETP sugli asset digitali nei Mercati regolamentati. 

Le Crypto in Italia

«Il lancio del segmento professionale su ETFplus segna una tappa importante nei nostri sforzi per ampliare l’accesso agli strumenti legati alle criptovalute all’interno dell’infrastruttura di Mercato regolamentata di Euronext», ha detto Aurelien Narminio, Responsabile Indici, ETF e Derivati Securitizzati di Euronext, che offre già strumenti negoziati in borsa legati alle criptovalute sulle sue piattaforme Euronext Paris ed Euronext Amsterdam, fornendo agli investitori l’accesso a oltre 100 prodotti legati alle criptovalute.

«Questo nuovo segmento getta solide basi per ulteriori innovazioni e sostiene la crescente domanda di queste attività in un quadro trasparente, competitivo e regolamentato». Non si tratterà di una negoziazione diretta di Bitcoin o Ethereum “spot”, ma di esposizione tramite prodotti finanziari quotati (certificati/ETP) che replicano l’andamento degli asset digitali, con tutti i rischi associati a tali strumenti.

In Italia si stima che oltre 2,8 milioni di persone possiedano Crypto-asset e che circa 4 milioni ne siano interessate. Il nuovo segmento però non nasce da zero: già dal 27 maggio 2024 sono ammessi derivati cartolarizzati con sottostante Crypto per la clientela professionale su alcuni Mercati italiani, ma l’apertura di Euronext Milan amplierebbe l’accesso e la visibilità di queste esposizioni. 

L’andamento delle criptovalute

Il Mercato complessivo delle criptovalute registra un calo. Il Market cap a livello globale è pari a 2,10 bilioni di euro. Bitcoin rimane la criptovaluta più grande per capitalizzazione, pari a 1,2 bilioni di euro; segue Ethereum con 217 miliardi. La decrescita è un segnale di perdita di momentum, riduzione della liquidità e progressiva erosione della narrativa “alternativa” che aveva sostenuto il comparto negli anni precedenti. Tuttavia, secondo gli analisti, i fondamentali on-chain restano solidi, seppur con alcune sfumature: gli holder a lungo termine hanno effettuato profit-taking senza però una vendita di massa, le whale stanno accumulando sui dip e le corporate treasury continuano ad acquistare. Quando il leverage sarà completamente resettato e gli inflow negli ETF riprenderanno stabilità, un rebound potrebbe materializzarsi. 

La mossa di UBS

La banca svizzera UBS Group AG permetterà di investire in alcune criptovalute, in particolare Bitcoin ed Ethereum, direttamente attraverso la propria piattaforma per una selezione di clienti private. Questa iniziativa, che segna un’evoluzione significativa nella strategia digitale dell’istituto, riflette un contesto di Mercato in rapida trasformazione dove gli asset digitali stanno entrando sempre più nel portafoglio degli investitori istituzionali e privati di alto profilo. 

Cosa cambia per i clienti e per il Mercato finanziario

Dal punto di vista dei clienti, l’apertura alla negoziazione di criptovalute rappresenta una nuova opportunità d’investimento spesso riservata fino ad ora ai soli exchange Crypto o alle piattaforme specializzate. La scelta di offrire strumenti come Bitcoin ed Ether, le due criptovalute con maggiore capitalizzazione e liquidità, indica una volontà di entrare nel Mercato con un profilo di rischio controllato, in linea con le aspettative di compliance e gestione patrimoniale dei clienti. Tra l’altro, UBS non è la sola a integrare i digital asset nei propri servizi: lo hanno già fatto anche JPMorgan Chase e Morgan Stanley. 

Banche e Crypto: è scontro negli USA

Oltreoceano lo scontro tra banche e industria Crypto sulle “stablecoin rewards” paralizza il Senato USA. Il Digital Asset Market Clarity Act, il disegno di legge che vuole fornire un quadro normativo chiaro e coordinato per il settore delle criptovalute, è fermo da mesi: da un lato, Wall Street preme per proibire i rendimenti sulle stablecoin per evitare la fuga dei depositi; dall’altro, il settore Crypto ne difende la legittimità. Anche l’ultimo tentativo di mediazione della Casa Bianca è fallito di fronte al muro alzato dai banchieri. Nonostante l’ottimismo di Patrick Witt, consulente Crypto dell’Amministrazione americana, su un imminente accordo, emerge una condizione invalicabile: non sarà accettato alcun provvedimento che contenga clausole mirate a colpire personalmente il Presidente USA Donald Trump.

E nel nostro Paese…

Banca Sella, tramite la piattaforma Hype, permette l’acquisto e la vendita di Bitcoin in modo semplificato. Invece Intesa Sanpaolo sta studiando prodotti per offrire ai clienti un’esposizione, mentre Unicredit ha lanciato un certificato collegato a un ETF su Bitcoin. C’è poi FinecoBank, che offre l’accesso al Mercato Crypto principalmente tramite ETP (Exchange Traded Products). Da ricordare è che grazie al regolamento europeo MiCA (pienamente operativo nel 2026), investire in Crypto tramite banca è diventato molto più sicuro e regolamentato rispetto al passato, con tutele maggiori contro frodi o fallimenti degli exchange.

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📸 Credits: Canva.com

Determinata, ambiziosa, curiosa e precisa. La passione per il giornalismo mi guida fin da bambina. Per Il Bollettino mi occupo di Startup, curo le interviste video ai player del settore e seguo da anni la realtà delle PMI.