Colpo di scena per i Mondiali. Se l’ipotesi di ripescaggio dell’Italia andasse in porto, sarebbero molti i guadagni in arrivo. A scatenare la possibile rivoluzione sono state le parole dell’inviato speciale per le partnership globali del Presidente USA Donald Trump, Paolo Zampolli, che ha chiesto al Presidente FIFA di sostituire l’Iran con la nostra Nazionale (fonte: Financial Times).
«Sì, l’ho proposto a Gianni Infantino. Sono italiano e sarebbe un sogno vedere gli Azzurri a un torneo ospitato dagli Stati Uniti. Con quattro titoli mondiali, hanno il prestigio necessario per giustificare la loro partecipazione», ha detto. Il motivo? Pare che sia un tentativo di ricucire i rapporti tra Trump e Giorgia Meloni, dopo gli attacchi del Tycoon americano sia verso Papa Leone XIV e sia verso la Presidente del Consiglio.
«Bisogna investire, naturalmente, in America. Bisogna investire nel football o nel calcio. Bisogna investire nella FIFA», ha dichiarato Infantino durante il CNBC Invest in America Forum, dove aveva appoggiato la partecipazione della squadra iraniana. «Verrà di sicuro. Lo sport dovrebbe stare fuori dalla politica», aveva detto.
Riuscirà Zampolli a fargli cambiare idea?
Un braccio di ferro che, comunque andrà, cederà il passo a interessi economici globali.
«Gli investimenti stimolano la crescita e generano dividendi. Gli investimenti si propagano a cascata in tutto il mondo del calcio, migliorando l’accesso e le opportunità nelle comunità degli Stati Uniti e del resto del mondo.
L’importanza della Coppa del Mondo FIFA 2026 rimarrà di portata epocale anche dopo che l’iconico trofeo sarà sollevato domenica 19 luglio 2026 a New York, nel New Jersey.
L’Organizzazione Mondiale del Commercio ha stimato che il torneo, co-organizzato da Canada, Messico e Stati Uniti, genererà un PIL di 80,1 miliardi di dollari, di cui 30,5 miliardi negli Stati Uniti.
Mentre questo impatto si diffonde in tutta l’economia, gli 11 miliardi di dollari di ricavi che la FIFA prevede di generare quest’anno dalla Coppa del Mondo FIFA saranno reinvestiti nel calcio.
Questi fondi andranno a beneficio di 211 Paesi in tutto il Mondo, consentendo la realizzazione e l’organizzazione di progetti calcistici, accademie, stadi, campi da gioco e competizioni per ragazze e ragazzi».
E per il futuro?
«Verranno gettate le basi anche nelle 16 città ospitanti (di cui 11 negli Stati Uniti) e in altre comunità del continente, dove le 48 squadre si alleneranno, dove le persone visiteranno questi luoghi e dove verranno creati posti di lavoro, e dove il calcio diventerà sinonimo di unità, opportunità ed emozioni. Si tratta di circa 200.000 posti di lavoro permanenti creati (negli Stati Uniti). Per quanto ci riguarda, abbiamo 5.000 dipendenti che lavorano esclusivamente a questo progetto. Abbiamo circa 300.000 persone accreditate, ovvero con un ruolo, con l’accredito, nell’ambito dell’evento». ©
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