• venerdì, 30 Settembre 2022

Vince, Forest green Rovers: «Eco Park, stadio da 100 mln, in legno e a emissioni zero»

Dice un proverbio: «Nella vita si può cambiare la macchina, la casa, la moglie o il marito, ma non è possibile cambiare la squadra del cuore». Vero. Ma nel panorama calcistico c’è una squadra diversa per cui sarà impossibile non simpatizzare almeno un po’. È il Forest Green Rovers di Nailsworth, società britannica che al momento milita in League two, la nostra serie D (ma è primo in classifica e punta alla promozione).  Non ci giocano né Messi né Cristiano Ronaldo ma il club è senz’altro unico. Sì, perché il Forest green Rovers è stato nominato dalla Fifa come squadra di calcio più verde del mondo. Non solo. Si tratta del primo e unico club al mondo vegano e il solo ad essere certificato come carbon neutral dalle Nazioni Unite. Ma le peculiarità non finiscono qui. Tutto merito del suo visionario patron, Dale Vince, imprenditore pioniere delle energie rinnovabili e fondatore di Ecotricity grazie alla quale è entrato nella lista dei mille uomini più ricchi del Regno Unito con un patrimonio personale stimato di oltre 127 milioni di euro. L’imprenditore ha traslato le sue competenze e passioni nel mondo del calcio con la sostenibilità come parola d’ordine. Sede e impianti della società sono alimentati da energia elettrica al 100% verde e rigorosamente a emissioni zero, fornita in parte dalla “sua” Ecotricity e in parte da pannelli solari collocati sui tetti. Il manto erboso dello stadio è curato senza l’utilizzo di pesticidi, l’erba viene tagliata da un tosaerba elettrico alimentato dall’energia solare e guidato da un gps, ed è innaffiata utilizzando l’acqua piovana che viene raccolta in una particolare cisterna per non sprecarne nemmeno una goccia. All’esterno dell’impianto sono presenti punti di ricarica per veicoli elettrici e il menù, sia per i giocatori che per gli spettatori, è rigorosamente vegano. Niente bistecche né fish and chips. Già questo per uno stadio britannico sarebbe una rivoluzione. «Stiamo dimostrando che le società sportive possono guidare la lotta contro il cambiamento climatico», spiegano dal club. «Non avevo mai pensato a una società calcistica però il club versava in grosse difficoltà e mi sembrava giusto fare qualcosa per la comunità alla quale appartenevo», ha raccontato Vince alla Cnn. Ma da quando si è insediato, 10 anni fa, è stata rivoluzione. Una rivoluzione che non è ancora finita, anzi.

La sua strategia sta pagando. Vincere sul campo per veicolare un messaggio più grande e potente: fare la propria parte, in concreto, per salvare il pianeta. Per attirare buoni giocatori in una cittadina con meno di 6mila anime nel remoto Cotswold, non certo una località turistica attraente, ha aumentato gli stipendi dei calciatori cercandoli nelle vicinanze, per limitare l’inquinamento dovuto agli spostamenti, oppure puntando sulla coscienza civile degli atleti che vogliono sentirsi parte di qualcosa di più grande di una semplice squadra di calcio. L’ambizione di mister Vince è chiarissima. «Mi piace sostenere di non aver creato solo un nuovo tipo di società calcistica, ma anche un nuovo tipo di tifoso. Alcuni nostri tifosi vengono a vederci solo in trasferta perché allo stadio non trovano le pie (le tipiche torte di carne inglesi, ndr). Ma per uno perso ne abbiamo acquisiti dieci. E abbiamo fans da tutta Europa. Alcuni si sono avvicinati per il calcio, altri per l’ambiente…».

C’è la sfida del campo, imprescindibile per lo sport, ma ci sono anche linee guide precise extra calcio: promuovere una maggiore responsabilità ambientale, ridurre l’impatto globale sul clima dello sport, utilizzare le proprie piattaforme per educare all’azione per il clima, promuovere un consumo sostenibile e responsabile, difendere il cambiamento climatico attraverso la comunicazione. E allora è obbligatorio guardare al futuro. Il piccolo New Lawn stadium non basta più. Serve altro per portare avanti la rivoluzione. Così ecco il progetto del nuovo impianto, l’Eco Park, il cui progetto è stato approvato a dicembre dopo un difficoltoso iter politico e burocratico. E sarà davvero uno stadio rivoluzionario. Il primo al mondo costruito quasi interamente in legno, 100% eco compatibile e ad emissioni zero. Non un campetto e tantomeno un progetto improvvisato o artigianale. A realizzarlo sarà il celebre studio di architettura Zaha Hadid Architects, e costituirà l’epicentro di un grande eco parco di oltre 400 mila metri quadrati. «I Forest Green Rovers hanno richiesto una visione olistica del sito di costruzione, in modo da conservare intatte tutte le sue qualità bucoliche, con l’aggiunta di nuove strutture sportive per la città. Lo stadio sarà il fulcro di questo nuovo progetto, che mira a costruire uno spazio pubblico capace di contribuire alla vita della città», spiegano dallo studio. Ogni singola parte dello stadio sarà realizzata in legno, dalla struttura portante fino al rivestimento esterno. Per diminuire al massimo l’impatto visivo la copertura del tetto sarà realizzata con una membrana trasparente. La struttura verrà costruito in due fasi: alla conclusione del primo step, i posti a sedere saranno 5.000, per arrivare poi a 10.000 a struttura ultimata, idealmente nel 2024.

A completare l’intera opera ci saranno poi altri impianti sportivi, anche a diposizione della comunità locale, un parco tecnologico green dedicato al business, due aree parcheggio, una pista ciclabile, degli uffici, alcuni ristoranti, una riserva naturale con 500 nuovi alberi e oltre due chilometri di siepi e cespugli per un investimento totale di circa 100 milioni di sterline. Che porteranno l’eco park, manco a dirlo, ad essere un unicum a livello planetario. «Con l’Eco Park abbiamo iniziato il progetto su un foglio di carta completamente vuoto, e andremo più in là di quanto chiunque altro abbia fatto finora, per avere davvero lo stadio di calcio più green del mondo» ha detto in maniera entusiastica Dale Vince. Ma cosa ne sarà dello stadio esistente? Ovviamente, anche qui, nessun abuso edilizio o colate di cemento sgradevoli. Il New Lawn di Nailsworth, verrà demolito e farà posto a 80 nuove abitazioni costruite ad alta efficienza energetica e totalmente a emissioni zero, of course. Con un’alta percentuale di alloggi disponibili sul mercato a prezzi accessibili per venire incontro alla comunità locale.

Insomma, la missione del Forest green Rovers e del suo patron, il visionario Dale Vince è chiarissima: per contribuire a salvare l’ambiente non c’è settore che non possa essere coinvolto e lo sport può e deve fare la sua parte. Ah, vi siete appassionati al club e volete acquistare una maglietta? Potete farlo dal sito ufficiale. E sappiate che anche le divise da gioco sono ecosostenibili e realizzate al 50% in bambù, in modo da ridurre in modo significativo la dipendenza del club dalla plastica. La rivoluzione green non accetta compromessi. A parte quello di poter simpatizzare per una squadra che non è esattamente quella del proprio cuore…

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