CALCIO, SERIE A E DIRITTI TV. «Italia pronta per gli Ott, il futuro è l’engagement del tifoso»

Con l’acquisizione dei diritti tv della Serie A da parte di Dazn per il triennio 2021-2024 l’Italia ha avviato la rivoluzione digitale applicata allo sport, entrando definitivamente nell’era degli Ott, le piattaforme che offrono i contenuti in streaming sul web. «Il nostro Paese è già abituato a queste tecnologie ed è pronto al grande salto: i mesi di quarantena durante la pandemia da Covid-19 hanno contribuito ad accelerare il processo», assicura Luca Antonelli dello Sport Knowledge Center. «Amazon, Discovery+ e tutti gli altri Over-The-Top punteranno sempre di più sul coinvolgimento dell’appassionato», aggiunge Antonelli, che ha contribuito a uno studio sull’integrazione tra Sky Sport e Dazn negli ultimi tre anni destinato agli alunni della School of Management della Bocconi

Si aspettava questo cambiamento così presto?

«In realtà il settore Ott è entrato nelle nostre vite da tempo con la sua componente tecnologica: pensiamo ai social media, che sono strumenti di fruizione di contenuti digitali. Poi sono arrivate piattaforme come Eurosport Player, diventato presto un punto di riferimento per il basket italiano e gli sport invernali. La conquista dei diritti della Serie A da parte di Dazn è una novità importante, ma il pubblico è già abituato».

Quindi l’Italia è pronta?

«Sì, perché ormai utilizziamo strumenti digitali in ogni aspetto della vita. Vista la diffusione di smart TV, tablet, smartphone e altri device, i tifosi potranno usufruire dello spettacolo sportivo anche in streaming senza grossi problemi. La pandemia ha facilitato il mutamento, aumentando la confidenza degli utenti con le nuove tecnologie».

Quando è iniziato questo processo?

«Il primo sviluppo c’è stato con la fruizione gratuita di contenuti audio e video per un target giovane su Youtube. Poi l’esperienza digitale si è trasferita nello sport con la nascita dei primi Ott, aggregatori che inseriscono più discipline o puntano ad attirare un pubblico di nicchia: è il caso del servizio NBA League Pass per il campionato di basket statunitense e della NFL Game pass per il football americano».

Quali sono i vantaggi degli Over-The-Top?

«Sicuramente il rapporto diretto con il consumatore, che può decidere dove, quando e come guardare l’evento, scegliendo se utilizzare lo smartphone, il tablet o la televisione e creandosi il suo personale palinsesto. Si tratta di un engagement diverso rispetto alle trasmissioni tradizionali e il costo dell’abbonamento è inferiore. Il cliente può sottoscrivere uno, due o tre mesi e gestire il servizio a suo piacimento».

Luca Antonelli (Junior Fellow di Marketing Management alla SDA Bocconi e collaboratore dello Sport Knowledge Center)

E le possibili criticità?

«Con gli Ott la qualità dell’immagine deriva dalla connessione che hai a disposizione in quel momento e che può ovviamente condizionare l’esperienza. Poi c’è una problematica legata alla pirateria, con un maggior rischio che le partite possano essere viste illegalmente».

Amazon avrà in esclusiva 16 gare di Champions League nel prossimo triennio. Che ne pensa?

«Amazon Prime ha iniziato a puntare sul calcio già dall’anno scorso con la Premier League, prendendo alcune sfide del campionato inglese nel periodo natalizio. È uno sviluppo molto interessante, perché in realtà il suo core business è rappresentato da film, documentari e serie. Questo aumenta l’offerta dal punto di vista dell’entertainment».

In Europa qual è il Paese in cui gli Ott sono più sviluppati?

«Il Vecchio Continente sta crescendo di pari passo: Dazn si è prima assicurata i diritti per tre partite a giornata della Serie A italiana e ora ha fatto suo il pacchetto completo. E in Germania trasmette la Bundesliga e gran parte della Champions League. Stanno prendendo piede un po’ in tutte le Nazioni».

E a livello internazionale?

«Senza dubbio gli Stati Uniti. Hanno anticipato tutti con i League Pass per tifosi e appassionati di NBA e NFL: non c’è solo la partita in diretta, ma anche la possibilità di sfruttare l’on demand, con highlights, statistiche e video su ogni match».

Anche le piattaforme in streaming evolveranno nel corso del tempo?

«Non si deve mai rimanere fermi, l’innovazione è sempre necessaria. Per loro sarà importante puntare sull’engagement del tifoso, cercando di produrre contenuti esclusivi extra partita e coinvolgendo gli appassionati durante l’evento. Questo potrà migliorare il prodotto».

Quali sono gli scenari per il futuro? Ci sarà una spartizione dei diritti o gli Ott monopolizzeranno il mercato?

«La componente fondamentale resta il contenuto: se offri un evento di alta qualità e dal forte appeal, sei sempre in partita. Non credo si stia andando verso un modello unico che soppianterà la concorrenza: televisioni tradizionali, Pay TV e Ott saranno tutte in campo e la scelta spetterà al cliente in base alle esigenze personali».