IL BUSINESS DEL NUOTO TORNA IN VASCA: «GIRO ECONOMICO TRA 7 e i 9 MILIARDI»

Business del nuoto: ci suoi quasi sei milioni di praticanti è lo sport più diffuso in Italia, anche più del calcio. Ma nell’ultimo anno segnato dalla pandemia da Covid-19, il nuoto è diventato suo malgrado il simbolo delle chiusure e del blocco forzato delle attività produttive. Le piscine, così come le palestre e i centri sportivi, non hanno prodotto nulla e, anzi, sono state motivo di costi spesso insostenibili per un settore fondamentale per il Paese. «Abbiamo fatto un calcolo proprio di recente. Il giro economico attorno allo sport, tra diretto e indiretto, comprese le realizzazioni, muove svariati miliardi di euro. Tutto il sistema sportivo vale circa 3 o 4 punti di Pil, ovvero oltre 60 miliardi. Di questi solo la parte relativa al nuoto vale tra i 7 e i 9 miliardi, su questo bisogna riflettere», spiega Paolo Barelli, presidente della Federazione Italiana Nuoto.  

«Le perdite sono state enormi e dallo Stato sono arrivate soltanto elemosina, specialmente perché i contributi sono stati calcolati sulle entrate commerciali quando è noto che le società sportive hanno entrate di carattere associativo e istituzionali, quindi sono state doppiamente beffate».

Cosa serve, nell’immediato?

«Chiediamo che ci sia un intervento molto forte. Nel decreto che utilizzerà lo scostamento di circa 40 miliardi, vorremmo ci fosse uno spazio per il mondo dello sport e specialmente per le società sportive altrimenti muoiono, falliscono».

E con esse, la ricaduta sarebbe pesantissima

«Lo abbiamo segnalato con forza alle istituzioni, dal Capo della protezione civile Curcio al Commissario all’emergenza generale Figliuolo. È un problema che va risolto perché non si capisce come mai le piscine al coperto siano chiuse mentre potrebbero essere aperte in piena sicurezza. Anche tenendo presente che e i gestori degli impianti delle nostre società sportiva sono molto professionali, non è gente avventata.  Le scuole ormai sono aperte da più di un mese, i mezzi pubblici da sempre: occorre stare attenti ma certamente nei centri sportivi tutela e salvaguardia della salute sono parole d’ordine. Non va bene che gli impianti siano aperti a singhiozzo e le piscine al coperto sono le uniche che non hanno una data di apertura stabilita, è un problema enorme per noi».

Anche perché i costi di gestione rimangono alti, anche e forse più senza attività

«Le piscine sono state tra le prime a soffrire e quindi a chiudere i battenti. Hanno speso soldi per prepararsi a una riapertura che non c’è mai stata. Inoltre, sono enormi i costi di mantenimento. Tenere 2000 metri cubi d’acqua in condizione sanitarie ottimali, magari per fare allenare solo pochi atleti di livello agonistico come accaduto negli ultimi 14 mesi è un costo impossibile da sostenere. I risultati dei nostri atleti di punta sono fantastici, ma di questo passo non so quanto anche loro ce la faranno a resistere. Noi vediamo grandissimi atleti come Federica Pellegrini o Gregorio Paltrinieri e tutti gli altri, ma se le società sportive muoiono saranno anche loro e tutto il movimento a pagarne il costo».

Lo scorso 3 maggio avete trasformato centro federale di Ostia, il più importante d’Italia, in un hub vaccinale. Un gesto non solo simbolico

Apertura Hub Vaccinale Regione Lazio presso il Centro Federale FIN – Polo Acquatico Frecciarossa Ostia (RM) 3 maggio 2021 03/05/2021 Foto Andrea Staccioli

«Abbiamo messo a disposizione una parte del centro federale Di Ostia che è un polo natatorio di grande prestigio nazionale e internazionale dove si allenano campioni del mondo e olimpici come Gregorio Paltrinieri e Gabriele Detti e il Settebello di pallanuoto campione del mondo. Un posto dove trovano accoglienza atleti che provengono da tutte le parti del globo. La Federazione Italiana Nuoto con le sue circa 2000 società e i milioni di praticanti è inserita alla perfezione nel contesto sociale del Paese, quindi ci sentiamo molto vicini alle esigenze della cittadinanza. Era giusto per noi dare un esempio e partecipare a risolvere un problema che riguarda tutti».

Dimostrazione ulteriore di quanto lo sport possa essere importante

«Assolutamente, lo sport significa salute e risparmio dal punto di vista sanitario. Il nuoto poi, è risaputo, è da sempre sinonimo di salute. Se muoiono le società sportive avremo una società fatta di malati, persone in sovrappeso e infelici. Lo sport è troppo importante per il benessere fisico, ma ricopre un ruolo fondamentale anche a livello sociale».

A proposito di socialità, il nuoto risulta lo sport più praticato in Italia soprattutto per quanto riguarda i giovani sotto i 10 anni

«Sì, ogni famiglia porta i figli a imparare a nuotare. È una grande responsabilità per noi ma tutto questo lo si deve appunto all’applicazione, alla forza, alla capacità e alla professionalità delle società sportive che meritano una grande considerazione e attenzione».

Noi vediamo i trionfi degli atleti di punta ma… che cosa c’è dietro?

during the Italian swimming championship at Stadio del Nuoto in Riccione (Italy), April 2nd, 2021. Riccione 02/04/2021 Stadio del Nuoto Campionati Italiani Assoulti primaverili di Nuoto 2021 Photo © Andrea Staccioli/Deepbluemedia/Insidefoto

«Nulla nasce dal caso. Alle loro spalle c’è una struttura organizzativa piramidale con una base molto qualitativa che poi viene proiettata al vertice. C’è una grande sinergia tra l’attività di tecnici e maestri di base con gli allenatori di alto livello, però è tutto quanto molto fragile perché si regge in larga parte anche sul volontariato. Il peso e le responsabilità sono sulle spalle delle società sportive molto più che su quelle della scuola e delle istituzioni, anche considerando quanto la nostra impiantistica sia vetusta e di difficile gestione».

Adesso gli Europei, poi la grande vetrina delle Olimpiadi di Tokyo. Che cosa si aspetta?

«Il mio augurio è che i nostri atleti possano arrivare in forma e che non siano colpiti dal coronavirus come già accaduto in qualche occasione nel recente passato. In questo modo potranno giocarsela alla pari, dopodiché quello che avverrà sarà tutto ben accetto. Vincere o perdere una medaglia è questione di un capello. Già i campionati europei saranno un preambolo importante per vedere il loro stato di forma e arrivare poi a Tokyo nelle migliori condizioni».

Al di là del fondamentale aspetto sportivo, in un momento così complicato si può essere ottimisti?

«Noi cerchiamo di guardare con ottimismo al futuro, ma non possiamo dimenticare che le nostre società sportive sono alla canna del gas e che i miracoli non li fa nessuno. Serve riaprire in fretta e servono risorse altrimenti non si parlerà più di sport o di attività motoria in Italia e specialmente di nuoto, pallanuoto e tuffi».

Lo sport che riparte come segnale di rinascita, quindi…

«Assolutamente. Quando riprenderà lo sport, riprenderà anche la vita».©