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Numeri da capogiro per il golf made in Italy, che spingono il comparto golfistico nostrano sul secondo gradino della speciale classifica degli sport più attrattivi per gli sponsor, come conferma lo studio di Acciari Consulting-Censis sul marketing sportivo.  Oltre 90 mila tesserati, circa 400 Club per un numero di vittorie internazionali che vola sopra la cifra record di 40, solo nell’ultimo anno pre pandemia.

Numerose sono le aziende che hanno creduto nel golf in questi anni, a partire da Rolex, Bmw, Ferrero e DS Automobiles. 

Rolex è marchio internazionale per il golf. Imprime la sua firma su ogni grande competizione come Us Open, Ryder Cup ma anche come main sponsor della 73esima edizione gli Open di Italia. A testimonianza di come anche il segmento italiano sia in netta ascesa. Per l’edizione 2021 degli Open, in scena dal 2 al 5 settembre al Marco Simone Golf & Country Club di Guidonia Montecelio (Roma), la Federazione Italiana Golf (Fig) ha siglato una partnership triennale con DS Automobiles, un accordo che lega il brand automobilistico ai prossimi ai campionati italiani come main e title sponsor. Un nero su bianco all’insegna dell’ecosostenibilità, una sorta di fil rouge  che unisce l’impegno della Fig per il rispetto del territorio e l’attenzione all’ambiente di DS Automobiles. Che tradotto in termini di sponsorizzazioni significa aprire nuove strade di cammino verso la Ryder Cup dell’anno prossimo, che per la prima volta nella storia sarà ospitata dall’Italia. 

Stesso discorso per Ferrero, che ha studiato strategie ad hoc per avvicinare il mondo del green ai giovani consumatori: emblematiche le campagne di sponsorizzazione di Kinder + Sport ma soprattutto quella della Golf Accademy, dedicata agli under 18. Insomma, l’industry del green genera direttamente a livello mondiale circa 200 miliardi di dollari, di cui 3,44 miliardi, secondo le stime riportate nel “World Golf Report 2019”, edito da Golf Datatech & Yano Research Institute, generati soltanto con riferimento al mercato delle attrezzature e dell’abbigliamento di settore. A fare da regina nell’ambito dell’apparel-footwear è la Nike. Patrick Reed, WGC Cadillac Championship 2014, classe ’90, dopo aver rescisso il contratto con la Callaway, si è affidato allo sponsor americano. Lo stesso per Alex Noren e Lee Westwood. Nike ha posto sotto contratto anche altri giocatori del calibro di Chris Wood, Cameron Champ e Jimmy Stanger.

A conferma del valore  economico che orbita attorno a questo sport, la classifica Forbes 2021, quella relativa ai 100 sportivi più pagati nel mondo, vede la presenza di 3 golfisti inseriti nelle prime 50 posizioni. Nomi del calibro del campionissimo Tiger Woods, che lo scorso anno ha incassato circa 60 milioni di dollari e che lo collocano al tredicesimo posto generale in classifica, primo tra i golfisti. Ma anche Dustin Johnson (44,5 milioni di dollari, ventesimo) e Phil Mickelson (41 milioni e 29esimo posto). E gli italiani? Secondo il portale dello European Tour, che aggiorna costantemente le vincite incassate al termine di ogni competizione, il nostro campionissimo Francesco Molinari, sei volte vincitore dello stessa competizione è undicesimo e ha incassato 23 milioni di euro. Più staccato in classifica, ma comunque nei primi cento, Matteo Manassero con circa 7 milioni di euro di vincite.

Numeri impressionanti soprattutto se si paragona il comparto del golf alle perdite dovute alla pandemia così come in tutte le discipline sportive. L’impatto del Covid-19 ha avuto una forte ripercussione sui tornei professionistici. Uno studio del Florida Today ha accertato come il rinvio di due dei principali tornei del Pga Tour americano (il The Players e l’Augusta Master) avrebbe comportato una perdita, tra sponsor e indotto, rispettivamente di 151 e 120 milioni di dollari. Un segno meno che a quanto pare non ha rallentato la corsa dell’industry green e che proietta il golf sempre più in alto nel panorama finanziario-sportivo internazionale.   

© L.M.