lunedì, 22 Aprile 2024

Serie A affossata dai costi: ecco i conti di sei club

Serie A, il 70% dei ricavi è assorbito dagli ingaggi

Quello del rapporto tra i fatturati delle società di Serie A e gli ingaggi dei calciatori è da sempre un tema di grande dibattito. Soprattutto negli ultimi due anni, con l’esplosione della pandemia di Covid-19, l’argomento è tornato fortemente alla ribalta. Già prima del marzo 2020 le società italiane lamentavano una forte sofferenza, rispetto soprattutto ai club di Premier che la fanno da padrone ormai da anni sul calciomercato. La situazione ora per le squadre delle penisola è molto delicata e la voce sulla quale possono lavorare principalmente per poter risanare la propria situazione finanziaria è senza dubbio quella degli ingaggi dei propri tesserati. Un fattore che rappresenta senza dubbio la voce di maggior peso dei bilanci.

Vediamo, attraverso l’analisi dei bilanci al 30 Giugno 2021 delle sei maggiori società della Serie A, quale sia l’effettivo impatto erosivo della Voce Costo del Personale sui Ricavi.

JUVENTUS Ricavi 480.7 milioni – Costo Personale tesserato 298.2 milioni. Rapporto Costo personale – Ricavi 62.03% I ricavi sono rappresentati principalmente, come del resto per tutti i club di Serie A, dagli introiti per i diritti televisivi. Si sono assottigliati del 16.3% rispetto al 19-20 causa pandemia e anche minori proventi dalle cessioni di calciatori e da plusvalenze (-74.9 %). Allo stesso tempo, però, i costi personale tesserato sono saliti del 15% rispetto all’esercizio precedente.

MILAN Ricavi 261.1 milioni – Costi personale 169.7 milioni. Rapporto Costo personale – Ricavi 64.99%. I ricavi aumentano del 36% rispetto all’annata 19-20 grazie ad aumento introiti da sponsorizzazioni con PUMA e altri come Socios, A2A ed Elettronic Arts , mentre i costi per il personale ammontano a 169.7 in aumento del 5.5 % rispetto al 19-20. Da notare che i compensi contrattuali dei calciatori sono stati pari a 107,9 milioni di euro (115,7 milioni nel 19/20 quindi con una lieve diminuzione), con una crescita per quanto riguarda i bonus ai giocatori (da 6,6 a 11,6 milioni), mentre calano i compensi per gli allenatori (da 10,5 a 8 milioni di euro).

INTER Ricavi 364,7 milioni – Costi del Personale 261,5 milioni. Rapporto Costo personale – Ricavi 71.7% Il valore della produzione del club nerazzurro aumenta del 2% rispetto all’esercizio 2019-20 grazie alla partecipazione alla Champions che ha fruttato 64 milioni di euro. Introiti che hanno attutito l’azzeramento delle entrate da botteghino. I costi per il personale sono pari a 261,5 milioni di euro, con un incremento del 32%% rispetto al 2019/20 (+62 milioni). I compensi contrattuali dei calciatori sono stati pari a 153,3 milioni di euro (114 milioni nel 19/20), con crescita per quanto riguarda i bonus ai giocatori (da 21 a 26 milioni), mentre aumentano i compensi per gli allenatori (da 23 a 33 milioni di euro).

NAPOLI Ricavi 228,1 milioni – Costi del Personale 152.2 milioni. Rapporto Costo personale – Ricavi 66.7% La voce ricavi del bilancio del club partenopeo segna -58.9 milioni di euro rispetto al 19-20. Qui incide notevolmente lo zero al botteghino e la diminuzione delle plusvalenze, a causa di un calciomercato che ha visto ridursi, a tutti i livelli, le spese a causa della pandemia. Il costo del personale 152.2 milioni, è in aumento contro i 138,5 milioni del 2019/20. In particolare i compensi contrattuali dei calciatori crescono a 134,7 milioni di euro (circa 22 milioni in più sul 2019/20), mentre calano quelli per gli allenatori, che passano da 6,4 milioni nel 2019/20 a 3,4 milioni nel 2020/21.

ROMA Ricavi 190 milioni – Costi del Personale 151 milioni Rapporto Costo personale – Ricavi 79.47% Il valore della produzione dei giallorossi è in crescita di 49 milioni rispetto al 2020, anche se il club sottolinea che alcuni dei costi e ricavi della stagione 2019-20 hanno trovato la propria competenza economica nell’esercizio successivo. Il costo del personale ammonta a 151 milioni in leggera crescita di 11 milioni di euro rispetto alla scorsa annata. Rispetto agli altri club, la Roma è quella che sta cercando maggiormente di alleggerire il monte ingaggi cedendo anche a zero i cartellini dei calciatori, come nel caso di Edin Dzeko o con le rescissioni di Steven Nzonzi e Javier Pastore.

LAZIO Ricavi 164.74 milioni – Costi del Personale 134.07 milioni Rapporto Costo Personale-Ricavi 81.38% Ricavi nettamente aumentati di 60 milioni di euro circa rispetto al 2020 grazie alla prima partecipazione alla Champions League dalla stagione 2007-08 e anche al prolungamento della stagione sportiva 2019/2020, con conseguente slittamento di alcune competenze nel bilancio 2021. Anche il costo del personale è aumentato nettamente di 67.87 milioni di euro rispetto allo scorso anno a causa del prolungamento della stagione sportiva 19/20, dell’ampiamento della rosa della prima squadra e dei compensi variabili dovuti ai risultati sportivi individuali e collettivi, provenienti dalla partecipazione alla Champions League.

Serie A, i club dipendono troppo dai diritti TV
SERIE A A UN BIVIO: AUMENTARE I RICAVI O DIMINUIRE I COSTI?

Il quadro che ne esce fuori è quindi quello di società vedono i propri bilanci in sofferenza proprio perché il costo del personale incide in media il 71% sui ricavi. Questo porta la Serie A davanti a un bivio: Abbassare i costi degli stipendi o aumentare i ricavi? Senza dubbio la strada migliore sarebbe quella di riuscire a effettuare un’azione di abbattimento dei costi cercando di aumentare il fatturato, ma per una società di calcio potrebbe non essere così facile.

Diminuire il costo degli ingaggi dei calciatori potrebbe tramutarsi in una minore competitività che vorrebbe dire non riuscire a qualificarsi alla Champions League e di conseguenza non riuscire ad aumentare gli introiti. Da qui si comprendono meglio le scelte di Roma, Napoli e Lazio di puntare su allenatori di alto livello come José Mourinho, Luciano Spalletti e Maurizio Sarri, per poter rimanere competitivi ma cercando di “ripulire” la rosa con ingaggi fuori scala e valorizzare giocatori con compensi sostenibili. ©

Massimiliano Guerra