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  • giovedì, 8 Dicembre 2022

Pechino 2022: impennata per il turismo invernale in Cina

turismo

Con le cresce il della neve in . Nel 2015, quando Pechino ha vinto i diritti per ospitare i Giochi invernali 2022, il governo ha presentato un piano di sviluppo per il settore. L’obiettivo era la costruzione di 650 piste di pattinaggio e 800 stazioni sciistiche per il 2022. Il progetto punta anche a un’espansione del mercato fino a un valore totale di 1 trilione di yuan (125 miliardi di euro) entro il 2025, anno in cui si prevede che le adesioni agli su ghiaccio e neve raggiungeranno i 300 milioni. «Le discipline invernali hanno attirato 230 milioni di visitatori nella stagione fredda 2020-2021, con un fatturato di 390 miliardi di yuan (60 miliardi di euro)», ha affermato l’istituto di ricerca China Tourism Academy.

TURISMO E INVESTIMENTI: IL SETTORE SPICCA IL VOLO

Le Olimpiadi hanno portato sempre più cittadini della Repubblica Popolare ad appassionarsi allo di fondo e a quello alpino, al pattinaggio di velocità su ghiaccio, all’hockey, allo slittino e così via. E anche le prenotazioni negli ski resort hanno visto un aumento considerevole: 363% in più rispetto al 2020. Il piano del governo mira ad ampliare l’offerta di strutture per praticare queste discipline e a promuovere turismo di alta qualità, che soddisfi il crescente entusiasmo di cinesi e non verso tali sport. Il successo del World Winter Sports Expo (WWSE), che lo scorso settembre ha riunito più di 600 imprese nazionali e internazionali, conferma l’interesse che il Paese ripone nello sviluppo del comparto.

«L’investimento totale nel segmento ha superato i 900 miliardi di yuan (116 miliardi di euro) negli ultimi quattro anni, di cui 610 miliardi (83 miliardi di euro) tra 2018 e 2019», si legge nel rapporto “2021 China Ice and Snow Tourism Development”, pubblicato dalla China Tourism Academy. Il numero di stazioni sciistiche è cresciuto di oltre il 67% nel 2019, se paragonato al 2014, mentre gli sciatori sono saliti a 13 milioni, in confronto a cinque anni prima.

PIÙ IMPIANTI, PIÙ MODERNI

Secondo le stime, entro il 2022, il solo mercato dello sci in Cina varrà 25 miliardi di yuan (3,5 miliardi di euro), quasi cinque volte di più rispetto al 2015. Se le Olimpiadi sono diventate un mezzo per attrarre turismo locale ed estero, Pechino ha cominciato a investire molte risorse nel miglioramento delle strutture e degli impianti di risalita, fornendo anche corsi sovvenzionati e attrezzature per gli studenti di tutto il Paese.

Fino al 2018, la Repubblica Popolare contava 700 installazioni dedicate agli amanti dello sci e più di un milione di praticanti. Eppure, più della metà preferiva dirigersi verso località di fama mondiale, come Giappone, Europa e Canada. Infatti, la maggior parte delle stazioni attive non disponeva nemmeno di impianti di risalita e circa un quarto delle visite di sportivi si concentrava in aree sciistiche al coperto: il Dragone attualmente ospita la più grande pista coperta del Pianeta, che si estende su 800.000 metri quadrati.

VANTAGGI ANCHE PER L’EUROPA

«Cifre tanto elevate dimostrano una forte determinazione a diventare uno dei primi Stati al mondo per le discipline invernali. La velocità con cui il settore si è sviluppato è senza precedenti», ha dichiarato Emanuel Lehner-Telic, responsabile regionale per l’Asia presso l’Ente Nazionale Austriaco per il Turismo.

Anche l’Europa, con le sue rinomate località montane, ha iniziato a trarre vantaggio da questo picco di interesse e a capitalizzare sulla previsione che il Dragone diverrà il più grande mercato globale per le attività su neve e ghiaccio. In Svizzera, quattordici stazioni sciistiche hanno cominciato a offrire lezioni in cinese, e Svizzera Turismo offre pacchetti convenzionati ai cittadini della Repubblica Popolare. Nell’inverno 2009-2010, l’Austria ha accolto 55.000 asiatici, ma negli ultimi anni il numero è salito a 345.000. In Finlandia, spendono circa 250 milioni di euro l’anno, con una media di 590 euro pro capite: valore molto più alto rispetto ad altri mercati. ©

Sara Teruzzi

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Crediti foto: Maarten Duineveld da unsplash.com

Sara Teruzzi

Nata e cresciuta in Brianza e un sogno nel cassetto – il mare. Ama leggere e scrivere ed è appassionata di comunicazione. Dopo la laurea magistrale in Lingue e Culture per la Comunicazione e la Cooperazione Internazionale, entra nella redazione de “il Bollettino” con un ricco bagaglio di conoscenze linguistiche acquisito durante il percorso scolastico. Ai lettori italiani porta notizie che arrivano da lontano – dall’Asia al mondo arabo.

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