venerdì, 19 Aprile 2024

Coca Cola e Pepsi nel mirino dell’Antitrust USA

Coca Cola

L’attenzione Federal Trade Commission (FTC) si concentra sui due giganti del beverage: Coca Cola e Pepsi.

La commissione di tutela del libero mercato ha aperto un’indagine preliminare sui due più grandi produttori di soda per possibili discriminazioni sui prezzi. La direttrice Lina Khan vuole rispolverare una vecchia legge dimenticata per promuovere una concorrenza più leale tra piccoli negozi e colossi del mercato. Parliamo del “Robinson-Patter Act”, una norma del 1936 che vieta ai fornitori di offrire prezzi migliori alla grande distribuzione rispetto ai piccoli e medi commercianti. L’uniformità del prodotto rende l’indagine sui prezzi delle soda un buon test per la strategia futura dell’FTC.

L’Antitrust USA sfida Coca Cola e Pepsi

Continua l’impegno dell’amministrazione Biden per tentare di controllare il monopolio delle grandi aziende attraverso l’Agenzia americana per la concorrenza. Dopo il mondo del tech tocca ora al beverage. Nell’ultimo mese la FTC avrebbe raccolto informazioni tra i grandi distributori riguardo i prezzi di Coca Cola e Pepsi. Le indagini si sarebbero svolte anche nella catena Walmart, ma l’azienda non sarebbe coinvolta nella possibile violazione.

Coca-Cola è la più grande società U.S. soda con più di 46 per cento del mercato in 2021, seguita da Pepsi con una quota del 26 per cento.

Coca Cola che fino a 12 giorni fa faceva registrare un nuovo spunto rialzista, con l’utile che è salito dell’1,87. Un trend positivo evidente ormai da più di due mesi. Il titolo oggi apre a 20,8 euro (-3,70%).

Ieri in apertura di Borsa le azioni Pepsico hanno fatto registrare un calo dello 0,83%, attestandosi su quota 177,85 dollari. La volatilità annuale è pari a 19,403, con una deviazione standard di 1,222. Un anno, il 2022, che si chiude con una performance negativa: -1,56% sul 2021.

«La Coca-Cola Company è impegnata a concorrenza leale e legale sul mercato. Qualsiasi affermazione che la Società abbia fatto qualcosa di illegale in relazione alla vendita e alla distribuzione dei suoi prodotti è infondata e siamo pronti a difendere eventuali accuse specifiche di conseguenza», ha dichiarato l’azienda in una nota.

Nessun commento è arrivato invece da Pepsi.

Cos’è il Robinson-Patter Act

Sembra dunque che tornerà in campo una legge chiusa da più di venti anni nel cassetto dell’Antitrust. Un cassetto che ora si aprirà, portando di nuovo in vigore il divieto ai fornitori di offrire prezzi migliori alla grande distribuzione rispetto ai piccoli commercianti.

Un atto che mira a difendere i consumatori da aumenti dei prodotti alimentari.

Lina Khan, nuovo direttore della Federal Trade Commission, ha chiesto ufficialmente la riscrittura del Robinson Patter Act per renderla ancora più attuale e efficace.

A luglio 2022 l’Agenzia ha comunicato che potrebbe applicarla per porre un freno agli sconti illegali sui farmaci.

Il commissario della FTC, Alvaro Bedoya, ha criticato pubblicamente la mancata applicazione della legge, mai abrogata formalmente, poiché provocherebbe un forte aumento dei prezzi dei piccoli negozi. Un fenomeno che si verificherebbe con particolare forza nelle zone rurali e nelle riserve dei nativi americani.

«L’idea che i prezzi bassi nella grande distribuzione aiutino tutti non è vero. Pensiamo a Pine Ridge, città del South Dakota dove il 90 per cento della gente non ha auto e il viaggio di andata e ritorno verso il più vicino grande store è di 180 miglia. Le persone a Pine Ridge non essere in grado di comprare frutta per i loro figli perché i prezzi hanno superato il tetto limite», ha affermato Bedoya.

Di parere diverso è Alden Abbott, consigliere della Federal Trade Commission durante l’amministrazione Trump.

«Portare più casi Robinson-Patman Act aumenterebbe i prezzi per i consumatori più bassi di reddito. È una legge speciale per le piccole aziende», ha affermato Abbott.

«Non basta trovare un buon esempio, ma l’FTC deve ripristinare le sue conoscenze e competenze nella conduzione di indagini. Rispetto ad altre cose che siamo stati costretti a fare, era una priorità decisamente secondaria durante il mio mandato», ha sottolineato però Bill Kovacic, ex Presidente dell’Agenzia.

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