lunedì, 15 Luglio 2024

La Hasbro fa business con il Monopoly, ma non in Borsa 

Sommario

Grande traguardo per il Monopoly, gioco strategico di gestione finanziaria di attività e immobili, che si conferma essere il più venduto e apprezzato di sempre. La Hasbro però, società quotata che ne detiene i diritti dal 2009, segue a fatica i trionfi del suo prodotto. 

Il Monopoly, una passione sempreverde  

Tradotto in 47 lingue e distribuito in più di 110 Paesi, il gioco del game designer statunitense Charles Darrow vanta 300 versioni, tra edizioni speciali e da collezione, di cui una in oro e diamanti, realizzata da Sidney Mobell nel 1998 dal valore di 2 milioni di dollari. Una realtà che, secondo le stime della società proprietaria, ha coinvolto almeno per una partita un miliardo di persone. 

Numeri in leggera flessione per la Hasbro, l’azienda prova a rilanciarsi

La Hasbro ha fatturato nel primo trimestre di quest’anno 1.001 milioni di dollari, rispetto ai 1.163 milioni alla fine del Q1 del 2022. La sua quotazione in Borsa è di 61.82 USD, in negativo di -0.87%. Dopo un anno in cui i ricavi sono diminuiti del -9% a confronto con la stagione precedente e si è maturato un calo del 6% a valuta costante, per un totale di 5.86 miliardi di dollari. L’azienda con sede a Pawtucket in Rode Island, oltre al Monopoly, sviluppa anche il Cluedo (gioco da tavola, che riproduce l’atmosfera dei romanzi gialli) e il RisiKo (game di strategia). 

Verso cambiamenti dirigenziali e organizzativi 

Le scelte che hanno consentito una lieve ripresa all’inizio di questo 2023 risiedono nei cambiamenti dirigenziali e organizzativi attuati ai vertici dell’azienda: sarà prevista infatti, entro la fine del 2023, l’eliminazione del 15% della forza lavoro globale, ovvero circa 1000 posizioni in meno, con l’obiettivo di realizzare tra i 250 e i 300 milioni di dollari di risparmi entro il 2025. Tra le società che controlla Hasbro, si intravedono nomi storici della produzione di giochi di società: oltre ai diritti di marchi come Pokémon, Power Rangers, Transformers e G.I. Joe, l’azienda statunitense infatti detiene a titolo pubblicitario anche la Parker Brothers, senza la quale Monopoly, Cluedo e RisiKo! non esisterebbero. ©

📸 Credit: pixabay

Giornalista pubblicista, amante del mondo del calcio. Laureato in Scienze Motorie Sportive all'Università degli Studi di Brescia, per il Bollettino mi occupo principalmente di sport, spettacoli e cultura.