venerdì, 19 Aprile 2024

Come è possibile finire la sabbia?

Sabbia

Sembra impossibile, ma nel mondo manca la sabbia. Il materiale naturale più utilizzato al mondo sta aumentando di prezzo, fino al 78%, spingendo l’inflazione e dando vita ad un mercato nero da 300 miliardi. Dalla crisi dei commerci ad un gigantesco porto in Asia, quali sono le ragioni della carenza della materia prima più comune sulla terra?

Perché la sabbia è importante

La sabbia è ovunque nella nostra economia. Dal cemento all’estrazione di petrolio, fino alle bottiglie di vetro, è uno dei materiali più utilizzati, ma è anche tra i più abbondanti. Sembra quindi impossibile che ci sia una crisi di produzione della sabbia, ma è esattamente quello che sta accadendo.

Non tutta la sabbia è uguale. Quella utilizzata maggiormente per i processi industriali è difficile da estrarre, soprattutto senza compromettere l’ambiente. Non c’è una mancanza globale di sabbia quindi, ma a mancare è il tipo di materiale necessario per la produzione di vetro, l’edilizia e l’estrazione petrolifera tramite fracking.

Dietro alle difficoltà dei produttori di sabbia di rispondere alla domanda ci sono principalmente due fattori. Da anni l’africa è affamata di questo materiale, per sostenere il boom edilizio che sta seguendo quello demografico di molti stati del continente.

Dall’altra Singapore sta portando avanti la costruzione di un gigantesco porto a Tuas. Il progetto richiede reclamare una parte di terreno dal mare e di conseguenza quantità enormi di sabbia che sta togliendo al resto del mercato.

Le conseguenze economiche e ambientali

L’alta domanda di sabbia ne fa aumentare il prezzo. Negli stati uniti le estrazioni sono aumentate di valore del 78% negli ultimi 12 mesi, a fronte di un aumento di volumi di solo il 30%. Proprio per la presenza di questo materiale in così tanti processi produttivi, l’impennata del costo della materia prima ha conseguenze importanti sull’inflazione.

Oltre all’aumento dei prezzi, sta iniziando ad essere un problema anche l’estrazione illegale di sabbia. È infatti molto semplice improvvisarsi imprenditori in questo campo, ma gli scavi clandestini non tengono conto degli ecosistemi che distruggono prelevando da spiagge o letti di fiumi in secca. Oltre al danno economico quindi se ne prospetta anche uno ambientale.

Secondo un recente rapporto dell’ONU, ogni anno vengono estratte tra i 40 e i 50 miliardi di tonnellate di sabbia e ghiaia, ma la domanda rimane troppo alta per essere soddisfatta. Le estrazioni illegali diventano così il terzo giro d’affari criminale al mondo, dopo contraffazione e traffico di droga. Il valore di questo mercato si aggira tra i 200 e i 350 miliardi di dollari l’anno. ©

📸 credits: Canva

Attento alle tendenze e profondo conoscitore della stampa estera, è laureato in Storia del giornalismo all’Università degli Studi di Milano. Dinamico, appassionato e osservatore acuto, per il Bollettino si occupa principalmente del mondo dello sport legato a quello finanziario e del settore dei videogiochi, oltre che delle novità del comparto tecnologico e di quello dell’energia.