martedì, 16 Aprile 2024

Effetto Berlusconi: su galassia Fininvest, giù lo spread

Sommario

Domani c’è l’inflazione Usa di maggio, che le stime indicano in ribasso al 4,1% annuale (sarebbe il minimo da marzo 2021), poi mercoledì e giovedì la Federal Reserve e la Bce comunicheranno le loro decisioni sui tassi. L’America dovrebbe fare una pausa, anche se il petrolio teme una decisione diversa e perde il 3%, mentre nell’eurozona il costo del denaro dovrebbe salire di un altro 0,25% arrivando così al 4%. Ciò nonostante lo spread italiano cala a 159 punti, in seguito alla scomparsa di Silvio Berlusconi. I mercati scommettono su possibili novità all’interno della maggioranza di governo ma anche sulla fine di ogni contatto tra l’Italia e Vladimir Putin, storico amico personale del fondatore di Forza Italia. Più stabilità atlantica e quindi meno rischi per la sicurezza del nostro debito? Giusta o sbagliata questa lettura, gli interessi sul Btp decennale si avvicinano in poche ore al minimo di due mesi toccato il 2 giugno sotto il 4%. E Piazza Affari sale dello 0,92%.

Acquisti sulla galassia Berlusconi

Poco dopo le 10.30, quando è stata comunicata la morte del fondatore di Mediaset, i titoli Mfe classe A e classe B sono stati oggetto di forti acquisti nell’ottica di operazioni straordinarie e di potenziali modifiche dell’assetto societario. Alla fine le azioni della ex Mediaset, ora con sede legale in Olanda dopo aver inglobato la controllata spagnola, chiudono a +5,8% (le classi A) e a +3% (le classi B). Anche Mondadori sale (+1,99%) ritornando per un momento sopra i 2 euro, avvicinandosi ai massimi di periodo raggiunti l’11 aprile a 2,05 dopo il primo ricovero di Berlusconi al San Raffaele. Più stabile Mediolanum, +0,24%. Complessivamente legati a Fininvest ci sono il 30% della banca fondata da Ennio Doris, il 48,6% di MediaForEurope e il 53,3% di Mondadori. Partecipazioni che valgono 3 miliardi.

Un altro no a Mps

L’ad di Bper, Piero Montani, ribadisce il suo no a una eventuale operazione di fusione con Mps, perché l’istituto non è nelle condizioni adatte, dopo aver già digerito l’allargamento del perimetro dell’istituto in seguito all’ingresso di sportelli e clienti proveniente dall’ex Ubi, post nozze con Intesa Sanpaolo. Una conferma dopo i no arrivati venerdì scorso per Siena, che spinge il titolo ancora giù di un altro 1,3%. Meglio le altre banche (tranne la stessa Intesa) in scia al listino principale. A tirare la volata a Piazza Affari sono però gli industriali con Prysmian e Stm che salgono di oltre il 3%. Mentre il ko del petrolio tira giù Saipem ed Eni di oltre un punto percentuale.

Telecom frenata

Il fondo Kkr alla fine dovrebbe offrire oltre 23 miliardi per la rete Telecom, un po’ di più della cordata Cdp-Macquire. Il primo socio dell’ex monopolista italiano dei telefoni però stima l’infrastruttura attorno ai 30 miliardi. Resta dunque quella distanza che non rassicura il mercato per un buon esito dell’operazione in vista dell’ennesimo appuntamento decisivo previsto per la prossima settimana. Il titolo resta sui minimi dell’anno a 0,24 euro in calo dell’1,8%. Unica speranza una offerta congiunta di Cdp e Kkr. ©

Classe 1977. Giornalista. Lavoro all’agenzia di stampa Green Economy Agency, dove seguo il mercato dell’energia e non solo. Ex vicedirettore di Libero. Da sempre appassionato di economia e finanza, su il Bollettino scrivo la rubrica “Buy Buy, cosa succede in Borsa”, dove racconto gli spunti della seduta appena conclusa e segnalo appuntamenti e possibili titoli da seguire per il giorno successivo.