lunedì, 27 Maggio 2024
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La Lazio potrebbe approfittare del periodo complicato della Juventus, a livello societario. Mentre in campo il campionato per i bianconeri è cominciato con due vittorie e un pareggio, sui mercati il titolo perde quota. E non aiutano il palmares di Massimiliano Allegri a quota 0 per il secondo anno consecutivo, oltre alla squalifica per gli ex-consiglieri d’amministrazione e una perdita finanziaria di 110,5 milioni di euro. Ma la Vecchia Signora oggi all’Allianz Stadium può contare su un giocatore in più: il tifo organizzato, che torna sugli spalti dopo le proteste contro la dirigenza. 

Bilancio in rosso

A minare l’armonia bianconera c’è il caso delle plusvalenze, con l’esclusione della Juventus dalla coppe Europee, che ha avuto conseguenze negative sul bilancio. Si calcola che nelle ultime undici stagioni il club abbia incassato, tra Champions League e Europa League, circa 870 milioni, con una media di 80 milioni all’anno. Ora, le perdite sembrano destinate ad aumentare vertiginosamente anche a causa dell’immagine bianconera riflessa sullo specchio di Piazza Affari: insieme alla Lazio, la Juventus è una delle due società italiane ad essere quotata in Borsa dal 2001, e recentemente fatica a tornare ai livelli storici.
I principali azionisti Exor (77,8%) e Lindsell (6,95%) contengono gli investimenti sul club da 2,5 miliardi di azioni attive, il cui fatturato è di 402 milioni di euro per un reddito netto in perdita da -239,258 milioni. Nonostante il recupero settimanale a +0,88 dal valore societario, nell’ultimo anno la Juventus ha perso -8,39 punti in Borsa, con un picco negli ultimi tre mesi che raggiunge la doppia cifra, -10,635, e una variazione rispetto allo scorso Gennaio di -0,38%.

La discesa della Juventus

Lo storico delle performance bianconere a Piazza Affari non è buono da almeno cinque anni. Si considera che dal 2019 la Juventus sia in difetto del -73,52%, con un totale dei ricavi sceso da 621,46 milioni (2019), a 443,38 milioni (2022), sebbene il capitale investito sia ridotto di un terzo (da 494,72 milioni nel 2019 a 317,73 milioni nello scorso anno). Un crollo quantificabile per 709 milioni a partire dalla stagione 2016/17, quando la società ha ingaggiato il penta pallone d’oro Cristiano Ronaldo, oggi in forza alla squadra saudita Al-Nassr, investimento considerato pesante per le tasche bianconere. 

Rosa frammentata: il caso Pogba

La situazione economica della Juventus, reduce da esclusioni, privazioni e penalizzazioni, costringe la dirigenza ad applicare un ridimensionamento più sostenibile. Da un calciomercato poco convincente, l’unica speranza viene affidata ai piedi di Timothy Weah (2 milioni a stagione), dopo aver perso definitivamente il centrale azzurro Leonardo Bonucci (6,5 milioni), ora all’Union Berlino, pronto ad agire per vie legali nei confronti della società di Gianluca Ferrero perché messo fuori dal progetto tecnico di Allegri-Giuntoli.
A peggiorare la situazione c’è la vicenda che vede coinvolto il centrocampista francese Paul Pogba. Con il rischio squalifica, la società è in attesa di un contro giudizio sull’accusa di doping, slittato al 5 ottobre, per valutare di ridurre lo stipendio del giocatore più pagato della squadra da 8 milioni annui a 42 mila lordi. ©

📸 Credit: Pixabay

Giornalista pubblicista, amante del mondo del calcio. Laureato in Scienze Motorie Sportive all'Università degli Studi di Brescia, per il Bollettino mi occupo principalmente di sport, spettacoli e cultura.