sabato, 6 Dicembre 2025

Calcio: le cifre record del Mondiale per club

Sommario
mondiale per club

Gli Stati Uniti diventano il palcoscenico di uno degli eventi più attesi dell’anno per tutto il calcio internazionale: il nuovo Mondiale per Club FIFA. Con il fischio d’inizio della partita tra Al-Ahly e l’Inter Miami di Lionel Messi, sabato 14 giugno ha preso il via un torneo rivisto alla base e ampliato a 32 squadre, che si pone l’obiettivo di ridefinire gli equilibri tra sport, business e intrattenimento a livello globale. La stessa FIFA lo ha definito una sorta di esperimento economico, strategico e commerciale che in futuro potrebbe trasformare quella che è la natura del calcio moderno. E lo fa partendo dall’America, dove il calcio rimane una forza secondaria dietro a football, basket e baseball.

Ad alimentare le ambizioni della FIFA c’è il ricco montepremi messo in palio, una cifra mai vista prima per una competizione per club di questa durata e che verrà distribuita tra tutti i club partecipanti. I vantaggi saranno dunque tangibili non solo per i top club europei con fatturati vicini (o superiori) al miliardo di euro, ma anche per quelle realtà che in genere non possono contare su diritti televisivi elevati e che ora hanno accesso a un palcoscenico di visibilità globale e ricavi potenzialmente trasformativi.

Per coprire le spese e generare ricavi, un ruolo decisivo lo stanno avendo le varie partnership commerciali strette nei mesi antecedenti al via dell’evento. Sono moltissimi i brand che hanno deciso di avvicinarsi al nuovo Mondiale per Club, puntando tutto sull’audience prevista e sulle attività territoriali in punti strategici degli Stati Uniti.

In un documento esplicativo dell’impatto economico che avrà il Mondiale Per Club nel prossimo futuro, la FIFA ha tenuto a sottolineare i benefici di cui potranno godere le città ospitanti. Saranno 11 in totale, incluse metropoli come New York, Los Angeles, Miami, Atlanta, Dallas e Seattle, con piani di ritorno economico già messi in atto in termini di turismo, infrastrutture e indotto locale. Per un’esperienza ancora più immersiva e completa, tra gli stadi selezionati ce ne sono molti appartenenti a squadre di NFL (la massima competizione di football americano), adattati per accogliere al meglio il pubblico del calcio: tra questi spiccano il SoFi Stadium di Los Angeles e il MetLife di New York.

Ma qual è il vero obiettivo della FIFA con questo rebranding totale del Mondiale per Club? Dare vita a nuovo modello di sostenibilità finanziaria per il calcio globale, con una redistribuzione più equa di tutte le risorse disponibili tra le squadre di continenti diversi. In questo modo, si incentiverà la la crescita di Mercati emergenti come quelli dell’Asia, dell’Africa e del Nord America. Ne è una conferma la scelta degli USA come primo Paese ospitante. Qui il “soccer” si sta evolvendo sempre più velocemente, grazie all’influenza della MLS (Major League Soccer) e di stelle dello sport che hanno deciso di accasarsi nei club partecipanti. Un torneo che dunque rappresenta un’opportunità mai così potenzialmente efficace per poter testare nuovi modelli di business e per mettere alla prova tecnologie avanzate. Un esempio? L’utilizzo dell’intelligenza artificiale per ottenere analisi dei dati in tempo reale.

Il montepremi

mondiale per club

L’importo totale messo a disposizione dalla FIFA per questa prima edizione del nuovo Mondiale per Club è pari a un miliardo di dollari. Si tratta di una cifra monstre e che va ben al di là di ogni più rosea aspettativa. Per fare un confronto, i Mondiali per Nazionali che si sono giocati nel 2022 in Qatar avevano un budget da destinare alle partecipanti di 440 milioni di euro. Il nuovo format della Champions League, anch’esso al via per la prima volta in questa stagione, ha messo sul piatto oltre 2,4 miliardi di euro in premi, ma per una competizione che si è giocata nell’arco di quasi dieci mesi. Questo torneo FIFA, al contrario, si svolgerà in appena un mese.

Il miliardo di euro totale verrà in ogni modo suddiviso in due grandi blocchi. Il primo da 500 milioni come premio di partecipazione, gli altri 500 milioni in base ai risultati sportivi e al valore commerciale dei club. Come quota minima di partecipazione, è stata fissata una cifra che dovrebbe attestarsi intorno ai 10 milioni di dollari. Mentre l’importo finale sarà influenzato da ulteriori tre variabili: i risultati sul campo, l’appeal commerciale e il numero di tifosi all’attivo tra audience televisiva, merchandising e social network.

Ad essere favorite saranno in ogni modo le squadre europee, alle quali spetta il 65% di tutti i premi di partecipazione. Considerate la loro popolarità e il seguito a livello globale, squadre come il Real Madrid, il Manchester City e il Bayern Monaco potrebbero incassare premi ancor più superiori. Per quanto riguarda i risultati, ogni vittoria nella fase a gironi vale 2 milioni di euro, 1 milione per il pareggio e 0 per la sconfitta. In caso di passaggio agli ottavi c’è un bonus di 7 milioni, che sale a 12 milioni per i quarti di finale.

Le semifinali portano a 20 milioni di guadagno, la qualificazione in finale 28 milioni. E per il vincitore? Il bonus aggiuntivo stanziato è di ben 37 milioni di euro. In totale, dunque, una squadra che riesce ad arrivare imbattuta fino alla vittoria del titolo potrebbe riuscire a superare i 100 milioni di euro guadagno in appena un mese.

Oltre al miliardo di euro destinato ai partecipanti del torneo, la FIFA ha comunicato di aver investito ulteriori 250 milioni di dollari. Che serviranno come contributo di solidarietà ai club non coinvolti. Per un piano che fa parte della sua strategia di ridistribuzione delle risorse su scala globale. L’organo di controllo del calcio mondiale non è nuovo a iniziative di questo tipo. E anzi conferma il suo impegno che si riflette nel programma FIFA Forward, in cui saranno investiti 2,3 miliardi fino al 2026 per sostenere le 211 federazioni affiliate.

Gli sponsor

Il Mondiale per Club 2025 sarà terreno di conquista anche per il Mercato sponsorizzativo. Con decine di brand da ogni angolo del Mondo pronti a investire somme ingenti per poter legare il proprio nome a un evento calcistico che promette di essere tra i più seguiti di sempre. In totale, il valore dei contratti siglati supera i 600 milioni di dollari. Sia con i nuovi ingressi per la competizione sia con gli accordi pluriennali già in essere con la FIFA.

Uno degli sponsor di punta rimane Coca-Cola, partner storico della FIFA. Che ha di recente rinnovato il suo accordo con il massimo organo di calcio internazionale fino al 2030. A che cifra? Ben 400 milioni di dollari. La multinazionale americana ha voluto mantenere attivi i suoi diritti di sponsor primario su tutte le principali competizioni internazionali. Che sono già state organizzate e che verranno organizzate fino al termine del contrato in corso.

Spicca anche il nome di Hisense, azienda cinese di elettronica, capace di investire una cifra vicina ai 90 milioni di dollari. Per legarsi al brand del Mondiale per Club e fornire tutti i monitor ufficiali utilizzati nelle sale VAR e a bordo campo dei 12 stadi ospitanti.

Non poteva mancare Bank of America, title sponsor di uno degli stadi: il Bank of America Stadium di Charlotte. La partnership siglata con la FIFA in questo caso ha un valore totale di oltre 100 milioni di dollari.

Di recente, anche il marchio AB InBev ha comunicato di avere esteso la sua partnership con la FIFA fino al 2026. Potendo così aggiungere al suo pacchetto di manifestazioni anche il Mondiale per Club e il Mondiale per le Nazionali del 2026. La stretta di mano è arrivata dopo aver raggiunto un accordo del valore stimato di 80 milioni di dollari.

Infine, per i diritti TV spicca DAZN, la quale pochi mesi fa ha completato l’acquisizione dei diritti mondiali in chiaro del torneo. Per la cifra monstre di un miliardo di dollari. Di questa somma da capogiro, circa la metà va ai club partecipanti. E gli altri 500 milioni li incassa la FIFA che, in questo modo, con i soli diritti TV copre la metà del suo intero montepremi.

In Italia, le partite saranno trasmesse in chiaro con una co-esclusiva assieme a Mediaset.

Gli stadi

mondiale per club

Per le partite che compongono il calendario del torneo, sono stati scelti come teatri alcuni degli impianti più moderni e capienti di tutti gli Stati Uniti. Si tratta dunque di una vetrina d’eccezione che vedrà il calcio europeo, sudamericano e di tutto il resto del Mondo calcare i campi della NFL Nation.

Tra gli impianti più importanti, spicca il MetLife Stadium (New Jersey, 82.500 posti, costo: 1,6 miliardi di dollari) e il Mercedes-Benz Stadium (Atlanta, 71mila posti, anche qui per un investimento pari a 1,6 miliardi). A rappresentare Miami ci sarà l’Hard Rock Stadium, uno stadio moderno, tecnologicamente all’avanguardia e con una capienza di 64mila posti, a fronte dei 550 milioni di investimento.

Non mancano impianti solo all’apparenza secondari per numero di posti. Come per esempio  il TQL Stadium di Cincinnati (26mila posti) o l’Audi Field di Washington D.C. (20mila posti).

Complessivamente, sono 12 gli stadi coinvolti, distribuiti in 11 città, con una capienza media attorno ai 60mila spettatori. E un valore infrastrutturale che supera i 5 miliardi di dollari.

Gli affari

Ospitare una fase del Mondiale per Club è una grande opportunità non solo sportiva, ma anche e soprattutto economica. Ele città scelte lo sanno bene. Stando ai dati ufficiali che sono stati diffusi direttamente dalla FIFA, l’economia statunitense potrà beneficiare di un impatto economico complessivo di circa 17,1 miliardi di dollari. La cifra comprende le spese previste dall’affluenza di turismo, gli investimenti infrastrutturali, i benefici sociali e infine gli introiti fiscali.

A livello di pubblico, il flusso totale dovrebbe superare quota 3,7 milioni di spettatori. E ci si aspetta una spesa turistica diretta di 4 miliardi di dollari. A tutto questo si sommano 1,1 miliardi in spese operative locali e altri 1,9 miliardi in investimenti e contributi FIFA. Per quanto riguarda il gettito fiscale, tra imposte dirette e indirette è atteso un totale di 1,9 miliardi di dollari. Mentre il valore intangibile per ciò che concerne l’impatto sociale e comunitario ha una stima di 3,36 miliardi.

Per ciascuna delle città ospitanti, la FIFA ha deciso di stanziare un ulteriore bonus, ossia il “legacy fund”. Che ha un valore di 1 milione di dollari e che sarà destinato alla realizzazione di progetti sociali e sportivi sul territorio. Il lavoro generato direttamente o indirettamente dal torneo provvederà a generare un giro d’affari di 5,8 miliardi di dollari. Con decine di migliaia di posti temporanei creati nel turismo, nei trasporti, nella logistica e nell’intrattenimento.

Le squadre

mondiale per club

Le grandi protagoniste del torneo rimangono comunque le squadre partecipanti. Scelte in base al posizionamento nel ranking FIFA e ritenute le più importanti a livello globale. La conferma arriva anche dal loro valore economico, capace di raggiungere picchi sempre più importanti. Solamente le prime sette squadre europee superano – e non di poco – i 7 miliardi di euro complessivi. In cima alla classifica c’è il Real Madrid con 1,33 miliardi di euro, seguito dal Manchester City (1,18 miliardi), dal Paris Saint-Germain (1,05 miliardi), Chelsea (927 milioni), Bayern Monaco (842 milioni). E dalle due italiane Inter (702,8 milioni) e Juventus (631 milioni).

Ci sono poi le squadre appartenenti a federazioni dal resto del Mondo, che di certo non vogliono fare la figura delle comparse. Qui la primatista per valore di Mercato è la brasiliana Palmeiras (252,5 milioni). Seguita dall’altra brasiliana del Flamengo (221 milioni) e dall’araba Al Hilal (153 milioni). Per gli Stati Uniti c’è l’Inter Miami di Lionel Messi che porta con sé una fanbase globale e un potenziale mediatico spinto dal fuoriclasse argentino.©

📸Credits: Canva

Articolo tratto dal numero del 15 giugno 2025 de Il Bollettino. Abbonati!

Sempre pronto a rinnovarmi e ad approfondire ogni giorno i temi che mi appassionano, credo che il giornalismo abbia una responsabilità enorme nella società. Per il Bollettino scrivo di sport e tecnologia, mi occupo anche di economia, attualità, musica e cinema.