A meno di dieci giorni dall’inaugurazione ufficiale delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, prevista per il 6 febbraio allo stadio San Siro di Milano, la domanda sorge spontanea: il sistema è davvero pronto a reggere l’impatto? Il costo complessivo dei Giochi è oggi stimato tra i 5,2 e i 5,3 miliardi di euro, ben oltre il budget iniziale di circa 1,3 miliardi. La quota pubblica pesa circa 3,5 miliardi, mentre il resto è legato al budget operativo della Fondazione Milano Cortina 2026 e alle risorse private.
La situazione infrastrutture
Il nodo principale resta quello delle infrastrutture. Ci sono diversi cantieri che sono arrivati a ridosso della scadenza con ritardi accumulati nei mesi precedenti. Basti pensare alla pista di bob e skeleton di Cortina e al palazzetto dell’hockey su ghiaccio di Milano, completati solo nelle ultime settimane a seguito di continue revisioni progettuali e di accelerazioni forzate dei lavori.
La spesa complessiva per appalti e opere legate ai Giochi ha raggiunto quota 3,8 miliardi di euro, superando di oltre 600 milioni gli stanziamenti iniziali. Cos’ha inciso? L’aumento dei costi delle materie prime, l’inflazione nei contratti pubblici e la necessità di rispettare vincoli temporali non più rinviabili. Discorso simile quello legato ai collegamenti ferroviari e stradali tra Milano e le aree alpine, con le Regioni coinvolte che si sono viste obbligate a coprire costi extra non previsti in fase di candidatura.
L’impatto economico stimato
Dal punto di vista dell’impatto economico, le stime ufficiali parlano di un ritorno complessivo di circa 5,3 miliardi di euro per i territori interessati. La spesa turistica diretta durante i Giochi è valutata circa 1,1 miliardi, mentre altri 1,2 miliardi sono attesi nel medio periodo grazie all’effetto di visibilità internazionale. Il resto dell’impatto deriva dagli investimenti infrastrutturali destinati a restare sul territorio.
Le Olimpiadi sono sostenibili?
Il dato più citato, ossia 5,3 miliardi di euro, rimane però anche il più ambiguo. La cifra del rientro economico stimato coincide quasi perfettamente con il costo complessivo per l’organizzazione dei Giochi. Cosa vuol dire questo? Non ci sarà alcun guadagno? Se da un lato ci sono spese certe, sostenute dallo Stato e dagli enti locali, dall’altro troviamo benefici stimati, calcolati su orizzonti pluriennali e basati sui modelli previsionali. L’operazione è dunque al limite, la speranza è di arrivare al pareggio, senza un ritorno diretto garantito per le casse pubbliche. Un eventuale minore afflusso turistico, ricavi da sponsorizzazioni inferiori alle attese o un utilizzo sotto le aspettative delle infrastrutture post-evento rischiano di generare un saldo negativo, rendendo le Olimpiadi Invernali economicamente insostenibili nel medio-lungo periodo.©
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