giovedì, 5 Marzo 2026

Come investire (e guadagnare) con l’arte. I più ricercati sono i dipinti

Sommario

Da bene culturale ad asset finanziario. L’arte entra sempre più nelle strategie di investimento di famiglie e imprese. Sono oltre 700 quelle italiane che investono nel settore, producono complessivamente 192 miliari di euro di ricavi annui e registrano una produttività superiore di 1,4 punti percentuali rispetto alla media, che sale a oltre 3 nel settore bancario.

Che cosa significa?

Investire in arte non è più solo acquistare un quadro o una scultura: si tratta di allocare una parte del proprio capitale in un bene tangibile che può apprezzarsi nel tempo, fungendo al contempo da elemento di diversificazione del portafoglio. Rispetto alle asset class tradizionali (azioni, obbligazioni, immobili), l’arte mostra una bassa correlazione con i Mercati finanziari, il che può aiutare a mitigare i rischi in fasi di volatilità. Il rendimento di un’opera dipende da tante variabili tra le quali autore, autenticità, provenienza. E gli investimenti in arte offrono rendimenti reali moderati nel lungo periodo.

Ma un asset così ricco rischia di essere un’arma a doppio taglio. La dimostrazione recente, arriva dall’eterna “dinasty” dei fratelli John, Lapo e Ginevra Elkann. L’accusa sarebbe di esportazione illecita di opere d’arte: la Procura di Roma sta cercando di capire che cosa sia successo a 29 pitture di grande valore che sono riemerse in residenze familiari legate agli eredi di Agnelli in Svizzera e Marocco senza autorizzazioni ufficiali (QUI i particolari della vicenda). 

I dati in Italia

Analizzando la distribuzione geografica, emerge che 18 Regioni su 20 ospitano imprese attive nello sviluppo di progettualità legate all’arte e alla cultura. Il 79% di queste realtà è concentrato nel Centro-Nord, con Lombardia (227 imprese), Veneto (123) ed Emilia-Romagna (112) ai primi posti. Fa eccezione l’Umbria, che si distingue per una penetrazione particolarmente elevata: il 18% del suo tessuto imprenditoriale è coinvolto in iniziative di questo tipo. 

Sotto il profilo dimensionale, circa l’80% delle imprese presenta un fatturato inferiore ai 250 milioni di euro. Le oltre 700 aziende individuate operano in una pluralità di settori produttivi, tra cui spiccano moda, meccanica e agroalimentare, accomunati da investimenti in progetti a carattere artistico-culturale.

Numeri da record da Christie’s

A risentire del clima favorevole sono anche le grandi case d’asta. A inizio febbraio, Christie’s New York stabilisce nuovi record: un disegno preparatorio di Michelangelo per la Cappella Sistina viene venduto per 27,2 milioni di dollari, quasi 20 volte la stima iniziale, segnando un primato mondiale per un lavoro su carta dell’artista rinascimentale. Anche un’opera di Artemisia Gentileschi ha raggiunto quotazioni di rilievo nelle aste Old Masters: ben 5.687.000 dollari. Questi esempi illustrano un fenomeno reale: l’arte non è più esclusivo appannaggio di grandi collezionisti e istituzioni. Grazie alla democratizzazione del Mercato, facilitata da piattaforme online e servizi di frazionamento digitale, chiunque può considerare l’arte come parte di una strategia patrimoniale. 

Rendimenti e confronto con altri asset

I dipinti, segmento chiave del Mercato, hanno reso in media circa 2,5% annuo reale (circa 6,2% nominale) nel lungo periodo, con variazioni molto ampie tra segmenti e periodi. Più in generale, investire in arte può offrire rendimenti annui medi tra il 4% e il 15%, talvolta superando le azioni nel lungo periodo, grazie al valore crescente di artisti affermati o contemporanei. Questo si confronta con rendimenti medi storici più elevati di azioni o ETF globali, ma con la peculiarità di essere un bene non finanziario, spesso percepito anche per il suo valore culturale e simbolico. Esiste inoltre il tema della conservazione del valore nel tempo: opere considerate blue-chip tendono a mantenere o ad accrescere valore soprattutto in periodi di incertezza economica, sebbene non si possa parlare di bene rifugio universale come si fa con l’oro. 

©

📸 Credits: Canva.com

Determinata, ambiziosa, curiosa e precisa. La passione per il giornalismo mi guida fin da bambina. Per Il Bollettino mi occupo di Startup, curo le interviste video ai player del settore e seguo da anni la realtà delle PMI.