Il Mercato dei mutui ad elevato Loan-to-Value (LTV) è la vera cinghia di trasmissione del settore immobiliare italiano. Nato per sopperire alla carenza di risparmio iniziale (l’anticipo del 20%), questo strumento ha drenato il 25% delle erogazioni totali destinate all’acquisto dell’abitazione, segnando una crescita volumetrica del 36,6% rispetto all’anno precedente.
I numeri del credito
Il ticket medio del mutuo sale a 138.400 euro (+4,2%), con oltre i due terzi dei finanziamenti (68,77%) che superano la soglia dei 100mila euro:
- costo del denaro: il tasso medio di periodo si stabilizza al 4,21%;
- assetto finanziario: gli italiani confermano una prudenza strutturale. Il 78,6% sceglie il tasso fisso, mentre il tasso misto guadagna terreno raggiungendo il 20,8% del mix;
- svolta Green: il dato più rilevante riguarda la sostenibilità. I mutui Green ad alto LTV sono raddoppiati in dodici mesi, passando dal 10% al 20,8%, riflettendo una domanda sempre più orientata verso classi energetiche performanti.
La geografia del Mercato
La dinamica dei prezzi riflette una polarizzazione territoriale marcata. Se la media nazionale dell’immobile acquistato con alto LTV si attesta a 148mila euro, i centri metropolitani viaggiano su binari differenti:
- Milano si conferma la piazza più costosa con una media di 252.800 euro (+55% rispetto alla media regionale);
- Firenze segue a breve distanza con 243.600 euro, evidenziando una pressione simile al capoluogo lombardo;
- il Trentino-Alto Adige resta la Regione con i valori medi più alti (209.800 euro), mentre la Liguria segna l’incremento più rapido (+8,9%).
L’identikit del mutuatario
Il profilo di chi accede a questi finanziamenti sta cambiando. L’età media sale a 38,4 anni, segno che la soglia dell’indipendenza abitativa si sposta in avanti, nonostante un reddito medio individuale in crescita a 26mila euro (+13%).
L’alto LTV si conferma uno strumento di inclusione fondamentale: aumenta la quota di acquirenti stranieri (12,9%) e di mono-richiedenti (51,5%), questi ultimi specchio della mutata struttura dei nuclei familiari. Resta però stringente il requisito dell’affidabilità lavorativa: l’88,13% dei contratti è a tempo indeterminato.
©
📸 Credits: Canva.com
