CALCIO, EFFETTO AZZURRO SUL MADE IN ITALY: +12 MLD

A poco più di quarantotto ore dall’impresa di Wembley c’è già l’effetto azzurro sul Made in Italy. La vittoria dell’Italia di Mancini, in quella che è stata la finale più ricca di sempre, traina i comparti di turismo ed export: un tesoretto da 12 miliardi di euro, che corrisponde ad una crescita ulteriore del Pil dello 0,7%. 

EFFETTO AZZURRO – L’impatto delle imprese sportive continua il suo trend positivo sull’economia italiana. E a suggerirlo è la storia. Cambia l’anno (il 2006), cambia l’avversario (la Francia di Zidane), cambia anche il punteggio finale (5 a 3 dopo la lotteria dei rigori) ma l’effetto azzurro sull’economia è visibile. Allora la crescita generale fu del 4,1% del Pil. Non c’era il distanziamento e nemmeno il lockdown. Eppure, nonostante un quadro economico e sociale completamente diverso, Coldiretti rivede al rialzo il comparto dell’export e del turismo grazie all’affermazione degli azzurri. Un segno di continuità con l’impresa del 2006, che significa rafforzare l’effetto già positivo del prestigio internazionale del Made in Italy. Nel primo quadrimestre del 2021, l’export è aumentato del 19,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e la vittoria dell’Italia rappresenta un’ulteriore chance sui mercati esteri. 

BRAND ITALIA -L’entusiasmo per il successo azzurro ad Euro 2020 porteranno nel breve periodo ad un aumento della fiducia dei consumatori. Come sottolinea Brand Finance, la società di consulenza indipendente per la valutazione dei marchi e degli altri asset intangibili, la vittoria contro l’Inghilterra porterà ad un incremento della spesa: un’equazione che rafforza l’immagine e la reputazione nazionale potenziando così l’impatto economico finanziario originato dal brand Italia. 

OTTIMISMO EUROPEO – La conferma del trend positivo di ripresa economica arriva anche da Bruxelles. La voce è quella del vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis che ha rivisto in netto rialzo le previsioni di crescita. Secondo l’esecutivo comunitario, l’economia dell’unione monetaria potrebbe tornare ai livelli pre-pandemia già alla fine di quest’anno anziché all’inizio del prossimo, come previsto in precedenza. Nel caso specifico, al 5% previsto da Bruxelles nel corso di quest’anno, si aggiungerebbe lo 0,7% portato in dote dagli azzurri di Mancini. Anche se, come sottolinea lo stesso Dombrovskis «questa previsione incoraggiante tiene conto dell’importante impulso che il Fondo per la Ripresa darà alle nostre economie nei prossimi mesi, nuove varianti permettendo».