mercoledì, 28 Febbraio 2024

Wall Street: TikTok è la nuova “droga” digitale

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TikTok

TikTok è la rovina di internet? Secondo gli analisti di Bernstein Research la risposta è sì.

In una nota di ricerca gli esperti di mercato scrivono che la piattaforma sarebbe così coinvolgente da creare dipendenza, al pari del crac. Merito della sequenza di foto e video brevi che incollano l’utente allo schermo. I principali media brand stanno adottando questo format per risanare le proprie casse. Così facendo ci spingerebbero ulteriormente verso il baratro: «un’epidemia di crac digitale». Al di là dell’infelice paragone, l’analisi si sofferma sul successo della app cinese e il potenziale impatto sulla digital economy. Un dato interessante è che il boom di TikTok sta attirando l’attenzione di Wall Street, sebbene la società non sia ancora quotata in borsa. Ogni mese più di 1 miliardo di persone si collegano infatti alla piattaforma. Si stima che quest’anno il social da solo attirerà ben il 16% degli investimenti pubblicitari digitali globali.

TikTok, quali sono i rischi?

Il celebre social cinese avrebbe sostituito «la fatica di decidere cosa guardare e noiose immagini di aggiornamento di stato con una scarica sensoriale di video brevi, alimentata da un algoritmo black-box cinese», si legge nella nota di ricerca intitolata “TikTok ha rovinato internet?”.

«L’algoritmo spinge il contenuto più virale direttamente verso l’utente, consegnando endorfina che colpisce colpo dopo colpo ad ogni swype. Gli effetti della cocaina richiedono tempo, mentre quello del crack è istantaneo, ma svanisce rapidamente spingendo l’utente a cercare un’altra botta. Il crack è incredibilmente coinvolgente», spiegano gli analisti di di Bernstein Research.

Gli esperti di mercato ritengono che la crescita esponenziale di short rappresenti un pericolo per piattaforme, influencer e creator. È una scelta che rischierebbe di «diluire strutturalmente la monetizzazione del tempo utente attraverso il settore degli annunci digitali. Inoltre, la scarica di endorfina indotta artificialmente dal feed, a lungo andare potrebbe avere effetti negativi sul cervello, compromettendo ulteriormente la già scarsa capacità di attenzione umana.

Reel e Short per risollevare le big tech

«Se si guarda a titoli come Meta e Snapchat, hanno sottoperformato, in parte a causa di TikTok», ha sottolineato Mark Shmulik, senior analist di Bernstein in un’intervista rilasciata a Business Insider.

Motivo per il quale diversi media brand stanno provando a replicare il successo del social cinese, introducendo video di breve durata sulle proprie piattaforme. L’obiettivo è recuperare il terreno perso nell’ultimo anno, caratterizzato dal declino di Snapchat (-76%) e dal crollo delle azioni di Meta (-50%).

Facebook, Instagram, Twitter, Pinterest, Linkedin, Youtube, Snapchat, Spotify, Netflix sono solo alcune delle big tech che hanno scelta di puntare su social feed di brevi video per aumentare l’engagement degli utenti. Una strategia che sembra dare i suoi frutti. Facebook afferma infatti che la visione dei Reel occupa il 25% del tempo totale speso su Instagram. YouTube rivela invece che 1,5 miliardi di persone stanno guardando 30 miliardi di Short ogni mese.

Le stime di Bernstein Research dicono che sempre più contenuti social diventeranno visuali, soppiantando sempre più la parola scritta. Tuttavia le big tech dovranno capire come coniugare questo format con il directal response advertising, le campagne attraverso annunci. In caso contrario «le conseguenze potrebbero essere gravi», avvertono.

Arriva Inspire, il feed di Amazon

The Wall Street Journal rivela che Amazon starebbe testando sulla propria piattaforma un sistema basato su foto e video feed chiamato “Inspire”.

Accedendo all’app dello store l’utente vedrà una nuova icona a forma di diamante sulla barra di navigazione in basso. Dopo aver cliccato apparirà un feed di immagini e video, corredate da link per l’acquisto dei prodotti. Non è chiaro se il progetto andrà in porto o naufragherà perché è ancora allo stato embrionale e vige la segretezza.

Certo è invece che Amazon considera gli investimenti in social advertising parte integrante della strategia di sviluppo. Una linea che sta pagando, come dimostra il successo del tag #amazonfinds su TikTok, dove le recensioni dei prodotti e gadget aziendali hanno 25 miliardi di visualizzazioni. Un vantaggio per il brand e per i giovani influencer, che hanno guadagnato follower e commissioni.

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