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  • giovedì, 8 Dicembre 2022

Mastodon, parla in esclusiva il rivale italiano di Elon Musk

Mastodon

è ormai l’anti-, il nuovo spazio dove confluiscono gli “esuli” dell’uccellino blu. La nuova politica di incentrata sul profitto e la libertà incondizionata di espressione non va giù a utenti e dipendenti, che abbandonano la nave che naufraga. L’ultima decisione del miliardario sudafricano di imporre il lavoro in presenza per aumentare la produttività ha provocato licenziamenti di massa. La soluzione alla crisi delle Big Tech è la decentralizzazione? «Aprire nuovi server è relativamente semplice ed economico e la rete si sta espandendo sempre di più», rivela Filippo Della Bianca, uno dei rivali italiani di Elon Musk, fondatore di mastodon.uno, l’istanza dedicata agli utenti di lingua italiana nella federazione internazionale.

Nelle ultime settimane stiamo assistendo al boom di Mastodon. Qual è il vero potenziale?

«Il potenziale di Mastodon è illimitato, l’ingresso di molti utenti in fuga da Twitter è coinciso con l’apertura di centinaia di nuovi server pronti ad accoglierne molti altri. Aprire nuovi server è facile e economico. Questo fa si che la rete si stia espandendo ogni giorno di più».

Quali benefici può portare questo social, per gli utenti e per l’intera rete?

«Mastodon ha tutti i messaggi mostrati in modo cronologico, non ci sono utenti privilegiati che hanno più visibilità rispetto ad altri. Non ha algoritmi e quindi non premia la tossicità e l’infantilizzazione che si stanno diffondendo sempre più nella società».

Avete in programma di migliorare l’accessibilità e l’interfaccia di Mastodon?

«La versione 4.0 di Mastodon uscirà entro l’anno e porterà molti miglioramenti sia per quanto riguarda l’interfaccia sia per quanto riguarda le funzioni, si potranno modificare i messaggi e avere la traduzione».

Può darci maggiori informazioni riguardo specifiche tecniche e costi?

«Il server è stato aggiornato 5 volte solamente la scorsa settimana, quando siamo passati da 3000 a 22000 utenti attivi e aumentano sempre di più. Di conseguenza siamo dovuti passare da avere un server con 20 CPU Processing Threads, un Database di 20 GB e 200 GB di Media Storage a uno con 195 CPU Processing Threads, un Database di 100 GB e 1000 GB di Media Storage».

La crisi di Twitter

L’ultima decisione del miliardario sudafricano di imporre il lavoro in presenza per aumentare la produttività ha provocato licenziamenti di massa. Il tentativo di rendere Twitter remunerativo attraverso l’introduzione di spunte blu a pagamento e maggiore pubblicità si sta rilevando un’arma a doppio taglio per Elon Musk. Un proposito che va in ottica di una maggiore sostenibilità economica dell’azienda. Oggi gli introiti pubblicitari di Twitter ammontano infatti solo a 3,15 miliardi di dollari, contro i 115 miliardi di Meta.

Edoardo Lisi

📩 news@ilbollettino.eu. Il suo motto è "Scribo ergo sum". Si laurea in Editoria e Scrittura presso La Sapienza specializzandosi in giornalismo d’inchiesta, culturale e scientifico. Per "il Bollettino" si occupa di energia e innovazione, i suoi cavalli di battaglia, ma scrive anche di libri, spazio, crypto, sport e food. È autore per Istituto per la competitività (I-Com), Istituto per la Cultura dell'Innovazione (ICINN) e Innovative Publishing. Collabora con Nuova Energia, Staffetta Quotidiana e Giano.news.

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