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  • giovedì, 9 Febbraio 2023

Burt: «L’empowerment passa da tanto studio, fallimenti e poche vittorie»

empowerment

La mancanza di autostima è uno dei primi ostacoli da superare per contrastare il , ma l’ può rappresentare una soluzione. Una delle ragioni alla base della carenza di aziende al femminile e manager donne nelle posizioni apicali è un sistema che disincentiva la carriera professionale e frustra le ambizioni. Nel ranking dei Paesi dell’Europa Occidentale l’ si posiziona al 17° posto per parità di genere. Inoltre, siamo ultimi in Europa occidentale e 114° al mondo per partecipazione e opportunità economiche per le donne. Condizioni sfavorevoli che fanno apparire inutili i tentativi di avanzamento di carriera e troppo rischioso il salto dal lavoro dipendente all’imprenditoria. Ma quali sono le ragioni di tutto questo e come superare questo scoglio?

«Investire sulla fiducia in se stesse porta un guadagno in ogni campo», dice Clarissa Burt. Attrice ed ex modella statunitense – negli anni ’80 è stata la musa di Massimo Troisi nel film Caruso Pascoski (di padre polacco) – oggi è CEO di The Limelight Media e autrice di “Ridefinisci la tua autostima. Un piano perfetto per essere la persona sicura di sé che sei destinata ad essere”, edito da EIFIS. «Abbiamo tutte le possibilità e gli strumenti per acquistare una maggiore autostima e vivere bene. Non è mai troppo tardi per credere in se stesse. È importante però avere il coraggio di cambiare. La domanda da porsi non è se ce la fai, ma quando lo farai. L’Organo che si occupa della Salute in America dice che il 44% dei ragazzi di scuola superiore e dell’Università sono ansiosi, depressi, hanno pensato o hanno compiuto un suicidio. È importante far capire che c’è un modo di affrontare la vita con forza, tenacia e resilienza».

Quanto è importante investire su se stessi, sull’empowerment?

«È tutto. La famiglia, la scuola, la società, i media ci formano. Soprattutto oggi, dopo la pandemia dal virus -19, è il momento perfetto per cominciare a vivere più in sintonia con noi stessi e prendere il controllo della nostra vita. La pandemia ha voluto dire per molte persone una perdita di certezze. Famiglia, amici, lavoro, soldi, identità, speranza, motivazione, lo sviluppo personale è fondamentale per uscire dai momenti difficili della vita. Il Covid-19 è solo uno dei tanti ostacoli imprevisti che ci siamo trovati davanti. In futuro sicuramente ce ne saranno altri. Se però hai radici ben piantate quando passa l’urgano non perdi te stesso, non vieni investito dalla bufera».

Lavorare sull’empowerment può aiutare a colmare il gender gap che esiste in molti campi in Italia, dallo studio delle materie scientifiche al salario?

«Certamente, i benefici dell’empowerment sono molti e toccano diversi aspetti. Il fenomeno del gender gap ha origine anche dal fatto che molte ragazze e donne pensano di non riuscire a raggiungere determinati obiettivi. Questo succede perché manca uno stimolo esterno a continuare. , corsi, documentari sono strumenti che possono aiutare ad aumentare la propria personale. L’empowerment femminile è un processo che passa da studio, tentativi, fallimenti e alcune vittorie. L’importante è provare. La terapia dello specchio è uno strumento molto utile. Si chiama self help per un motivo, l’importante è l’opinione che hai di te stesso. Quello che pensano gli altri di te non è un tuo problema, quello che importa è cosa pensi tu».

Come investire in un sistema comunicativo multimediale può aiutare l’empowerment?

«Televisioni, video, podcast e riviste, APP sono solo uno strumento per dare la possibilità di mettersi in gioco e mostrare il proprio lavoro. Avere uno show in un network aiuta anche a superare i problemi di autostima e lavorare sull’empowerment».

gender gap

Quali sono i punti principali del piano d’azione per ridefinire la capacità di credere in se stesse?

«È importante guardarsi nello specchio, arrivare alla propria anima. Scrivere quotidianamente in un diario i propri pensieri. Preoccuparsi è pregare per le cose che non si vogliono, così facendo si attre l’energia negativa dell’universo. Ci si dovrebbe concentrare invece su quello che si desidera. Scrivere aiuta a tirare i pensieri fuori dalla testa per analizzarli. Anche un gruppo di supporto aiuta. I rapporti nella vita arrivano per una ragione, una stagione o una vita. Ognuno viene a insegnare qualcosa, accade per un motivo. È importante imparare da queste lezioni. Per questo motivo bisogna avere il coraggio di lasciare amicizie e rapporti sbagliati».

La sua massima “Look Good. Feel Good. Be Good and Greater Good” che cosa significa?

«Ho fatto molti errori nella vita, non pratico da un pulpito. Ho appreso da questi errori e vorrei tramandare gli insegnamenti alle persone. La salute mentale è un tema cui tengo moltissimo, io stessa ho lavorato sodo per arrivare alla tranquillità di oggi. Look Good vuol dire apprezzarci per come siamo. Feel Good si riferisce all’importanza di mangiare sano e muoversi. L’esercizio fisico è importante per il corpo e per il cervello, ci fornisce l’ossigeno che serve per affrontare la vita. Be Good vuol dire invece avere in ordine tutto il resto. Le nostre finanze sono una parte fondamentale, bisogna imparare a pianificare il futuro economico. Ma anche l’imprenditoria, la formazione e l’educazione. L’ultimo pilastro riguarda invece fare del bene agli altri, attraverso il volontariato, donazioni, ma anche un sorriso, aiutare una persona anziana: ci si sente fieri e felici. Tutto questo è empowerment».

Si sta diffondendo sempre più il fenomeno The Great resignation (le grandi dimissioni)…

donne azienda

«Le persone stanno riscoprendo l’importanza della salute mentale e del work-life balance. Dopo la pandemia molti hanno perso la motivazione, le aspirazioni. Per questo motivo, un lavoro sicuro ma con regole troppo ferree alla lunga stanca. Lo smart working dà un grande senso di libertà. Lavorare da casa accedendo in maniera virtuale a corsi, eventi, lezioni, fonti permette di imparare un nuovo modo di vivere. Scegliere di lasciare il proprio lavoro è un atto di coraggio importante, ma quando si ha un forte senso di autostima si è pronti ai cambiamenti. Si è più attenti a gestire le finanze e l’ domestica, ci si può reinventare».

Che consigli darebbe a una donna che vuole diventare imprenditrice?

«Se non si vuole lavorare dalle 9 alle 17 ogni giorno, bisogna essere pronti a lavorare 24 ore per 7 giorni la settimana. È un detto che riassume molto bene il mio pensiero. L’importante è essere preparate ai sacrifici, sapere che la libertà di cambiare ha un prezzo: più ore di lavoro. In secondo luogo, consiglio quello che molte aziende hanno già capito. Bisogna venire incontro ai dipendenti, essere più flessibili con orari, ferie e permessi quando ci sono situazioni familiari particolari. Instaurare un rapporto di reciproco rispetto, in questo contesto il dipartimento di Risorse Umane occupa un ruolo fondamentale. In terzo luogo, è importante puntare verso un approccio più cooperativo tra manager e collaboratori, superando il sistema aziendale gerarchico. Onestà, integrità, gratitudine sono le basi necessarie di questo rapporto. Ad esempio, il Mastermind è uno strumento che può aiutare. È un collettivo di persone che si uniscono per aiutare il prossimo in tutto e per tutto attraverso risorse, idee e si sostengono a vicenda. Questo permette anche di conoscersi meglio ed evitare pregiudizi basati su voci di corridoio. Affrontare la giornata e ogni rapporto con più gentilezza, facendoci scivolare addosso, le cose aiuta nel lavoro e nella vita».

Come attrarre maggiori investimenti stranieri, in particolar modo, in Italia? Spesso la qualità del Made in Italy e l’expertise italiano non è sufficiente…

«Parlando da imprenditrice l’Italia ha sempre una grande attrattiva nel mondo. La italiana però è celebre in modo negativo. Un altro ostacolo da non sottovalutare sono le tasse molto elevate. Dal mio punto di vista posso solo dire che il Paese ha un grande potenziale. Anche il turismo estero sta ripartendo, con mio grande piacere. La vostra resistenza, la capacità di superare le avversità è una delle qualità che piacciono di più agli americani, che vi privilegiano rispetto ad altri Stati europei. E gli immobili sono tra i beni che più ingolosiscono». ©

Edoardo Lisi

📩 news@ilbollettino.eu. Il suo motto è "Scribo ergo sum". Si laurea in Editoria e Scrittura presso La Sapienza specializzandosi in giornalismo d’inchiesta, culturale e scientifico. Per "il Bollettino" si occupa di energia e innovazione, i suoi cavalli di battaglia, ma scrive anche di libri, spazio, crypto, sport e food. È autore per Istituto per la competitività (I-Com), Istituto per la Cultura dell'Innovazione (ICINN) e Innovative Publishing. Collabora con Nuova Energia, Staffetta Quotidiana e Giano.news.

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