sabato, 2 Marzo 2024

Bonus benzina, single esclusi

Decreto Energia al via per calmierare gli effetti dei rincari sulle fasce più deboli della popolazione. Per il bonus benzina c’è il sussidio da 80 euro, una tantum, per i nuclei familiari con redditi che non superano i 15mila euro l’anno. Del “pieno gratis” però potranno usufruire solo i possessori di Dedicata a Te, la carta prepagata recapitata da luglio a 1.300.000 famiglie, che contiene 382 euro – sempre una tantum – da spendere per l’acquisto di beni di prima necessità. I beneficiari vedranno l’importo accreditato sulla propria card. Ma perché di fatto, così come è ora strutturato, il bonus benzina esclude i single, le coppie, i genitori separati, insomma tutti i nuclei familiari con meno di tre persone (parametro indispensabile per ottenere Dedicata a Te)?

Parti per il weekend? La benzina costa meno

Da una notizia che farà discutere a una che invece ci darà un po’ di respiro. I prezzi del carburante sono attualmente in calo. Le quotazioni del petrolio sui mercati internazionali sono in discesa. Dopo aver toccato la settimana scorsa i 100 dollari al barile, in questi giorni il costo del Brent (greggio di riferimento per Europa e Medio Oriente) si è abbassato oscillando tra i 92 e i 95 dollari al barile. Un dato che si riflette, quasi in tempo reale, sui prezzi alla pompa che saranno inevitabilmente più bassi nelle prossime ore. In aumento invece i costi del gas che è tornato ad attestarsi sul TTF (Title Transfer Facility, quotazione del gas all’ingrosso sulla Borsa di Amsterdam) a 40 dollari al barile, mentre prima dell’estate variava da 29 a 30 dollari al barile.

Marsiglia, FederPetroli: «Rincari non sono frutto di speculazioni»

«I rincari registrati da fine luglio ad agosto non sono legati ad una speculazione internazionale», dice Michele Marsiglia, Presidente di FederPetroli Italia. «L’OPEC Plus (l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio più la Russia) ha tagliato la produzione di greggio e i prezzi automaticamente sono lievitati. A ciò si è aggiunta la chiusura di alcune raffinerie per manutenzione. Non si è trattato di voler lucrare sul maggior consumo di carburante legato ai viaggi dei vacanzieri, lo dimostra il fatto che anche a settembre il prezzo alla pompa ha comunque superato i 2 euro al litro. L’Italia non è un Paese produttore di greggio, in quanto con i nostri giacimenti soddisfiamo meno dell’8% del fabbisogno nazionale. Per questo motivo l’intera nazione dipende dall’approvvigionamento estero ed è quindi particolarmente sensibile alle variazioni delle quotazioni. Sbalzi che hanno ripercussioni immediate sui prezzi per il consumatore finale». ©

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Giornalista professionista appassionata di geopolitica. Per Il Bollettino mi occupo di economia e sviluppo sostenibile. Dal 2005 ho lavorato per radio, web tv, quotidiani, settimanali e testate on line. Dopo la laurea magistrale in Giornalismo e Cultura Editoriale, ho studiato arabo giornalistico in Marocco. Ho collaborato a realizzare in Saharawi il documentario La sabbia negli occhi e alla stesura della seconda edizione del Libro – inchiesta sulla Statale 106. Chi è Stato?