giovedì, 23 Maggio 2024
Green

Cala il valore delle azioni Green e le Big Oil approfittano. Dall’inizio dell’anno le rinnovabili hanno avuto performance peggiori in Borsa rispetto ai combustibili fossili. Negli ultimi due mesi l’iShares Global Clean Energy ETF (NASDAQ:ICLN), il maggiore ETF di energia verde al mondo, ha fatto registrare un record negativo del 30%. Male anche solare e eolico, con Ivesco Solar ETF (NYSEARCA:TAN) e First Trust Global Wind Energy ETF (NYSEARCA:FAN) il cui valore è sceso rispettivamente del 34 e del 19,8%. Tutte le ragioni e le conseguenze.

Green, il motivo del calo

Gli Stati Uniti d’America sarebbero i principali responsabili del calo dei titoli Green. In particolare, il progressivo aumento dei tassi di interesse, deciso dalla Banca centrale americana, avrebbe provocato una reazione a catena sui mercati azionari delle energia.

Tuttavia, le aziende attive nel settore dei combustibili fossili resistono meglio agli scossoni, poiché poggiano su basi più solide rispetto alle imprese delle rinnovabili. Parliamo infatti di un business più giovane e che spesso dispone di meno capitali. Per questa ragione, non è raro che queste realtà debbano ricorrere a grandi prestiti in anticipo per costruire nuovi impianti. Negli ultimi mesi, questa elevata sensibilità dei progetti Green ai tassi di interesse ha aggravato ancora di più la discesa del valore delle azioni, iniziata a gennaio.

Un trend negativo che non sembra volersi arrestare. Inoltre, la stessa vulnerabilità ai tassi colpisce anche il costo dell’elettricità prodotta da energia rinnovabile, peggiorando ancora di più la situazione.

Possibili conseguenze

Il calo del valore delle azioni Green è una cattiva notizia per la transizione energetica. Infatti, se il trend negativo si confermerà nei prossimi mesi potrebbe spingere gli investitori verso le fonti fossili. Una possibilità che allontanerebbe ancora di più gli obiettivi degli Accordi di Parigi. Servirebbero cinque trilioni di dollari ogni anno in tecnologie pulite per raggiungere i target al 2030, secondo l’International Energy Agency.

Invece, dall’inizio dell’anno il settore delle rinnovabili ha raccolto “appena” 1,8 trilioni di dollari, il 70% in più del settore dei fossili, fermo a un trilione, secondo “The Sustainability Trends Report 2023” di Generation.

Dati che non dissipano le nuvole che incombono sul futuro della transizione energetica. Infatti, l’aumento di capitale riguarda principalmente il comparto delle automobili elettriche. Al contrario, gli investimenti in fonti Green per l’industria e l’edilizia non decollano.

Cosa riserva il futuro

Il futuro delle rinnovabili dipenderà ancora per gran parte dagli Stati Uniti d’America. Infatti, l’Inflation Reduction Act mette in campo 1 trilione di dollari di incentivi per le tecnologie Green. Un fiume di denaro che, secondo le stime, triplicherà la produzione da rinnovabili e creerà 500.000 nuovi posti di lavoro.

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