giovedì, 23 Maggio 2024
Sommario

Lavoro, sport e parità di genere in Italia. Le donne che si allenano guadagnano di più. Sono 17 milioni e mezzo le italiane che fanno movimento, il 59,4% del totale: 8 milioni e mezzo praticano discipline sportive, 9 milioni svolgono semplice attività fisica. Le ragazzine presentano maggior dinamismo, infatti fa sport il 55,9% delle bambine tra i 6 e i 10 anni di età; nonché il 56,7% delle adolescenti tra gli 11 e i 14 anni. Con la crescita però, gradualmente, abbandonano il campo di gioco (Dati Censis in collaborazione con Fondazione Lottomatica e Fijlkam (Federazione Judo, Lotta, Karate ed Arti Marziali).

Come influisce lo stipendio

Nell’universo femminile, chi esercita attività sportive ha stipendi più alti rispetto a chi non fa esercizio fisico. In Italia la metà delle atlete (il 49,8%) al di sopra dei 15 anni di età ha un impiego, mentre il 17,6% studia. Solo il 13,4% delle donne che fanno sport è composto da casalinghe che, al contrario, rappresentano la percentuale maggiore tra quelle che svolgono una vita sedentaria (il 34,3%), seguite dalle pensionate (24,2%). La diretta relazione tra sport e lavoro si palesa nei dati regionali. Infatti nel Trentino-Alto Adige dove si registra il primato per tasso d’occupazione femminile in Italia (il 66,2%) a fare sport è la metà delle donne (50,4%). La Calabria, bandiera nera dello sport in rosa, con solo un 13,4% delle donne che pratica attività motorie, di contro, presenta anche uno dei tasso di disoccupazione femminile tra i più alti: solo il 31,8% delle donne ha un lavoro. 

L’identikit di chi si allena

Il mito, diffuso nell’immaginario collettivo, dell’atleta con scarsa cultura è smantellato dalle statistiche. Le sportive hanno titoli di studio più elevati rispetto a chi non pratica alcun tipo di attività. Ha una laurea il 26,9% delle donne che fanno sport, contro il 9,7% di quelle che hanno uno stile di vita sedentario. Inoltre coloro che svolgono attività motoria sono anche più digitalizzate delle coetanee che non esercitano sport. L’81,3% delle prime usa regolarmente il computer, contro il 46,7% di chi non fa attività sportive. Mostre e musei peraltro fanno parte della quotidianità delle atlete nel 18,10% dei casi, mentre sono presenti nelle abitudini di solo il 3,8% delle donne che non fanno moto. Un rapporto più evidente per quanto riguarda la lettura: il 67,8% delle sportive ha letto un libro nell’ultimo anno, contro il 25,9% di quelle che non fanno sport.

L’importanza della sostenibilità

Sono più attente all’ambiente le donne che svolgono attività fisica. Il 45% delle italiane che si allenano infatti lo fa all’aria aperta, a stretto contatto con la natura, maturando una maggiore sensibilità verso la tutela dell’ecosistema. Sono così naturalmente indotte a seguire comportamenti di minor impatto ambientale: il 74,6% possiede una bicicletta contro il 47,3% di chi non fa sport; il 68,2% smaltisce rifiuti usando i centri di raccolta, mentre ne ha fruito per differenziare solo il 40,7% delle donne sedentarie.

Giornalista professionista appassionata di geopolitica. Per Il Bollettino mi occupo di economia e sviluppo sostenibile. Dal 2005 ho lavorato per radio, web tv, quotidiani, settimanali e testate on line. Dopo la laurea magistrale in Giornalismo e Cultura Editoriale, ho studiato arabo giornalistico in Marocco. Ho collaborato a realizzare in Saharawi il documentario La sabbia negli occhi e alla stesura della seconda edizione del Libro – inchiesta sulla Statale 106. Chi è Stato?