domenica, 12 Luglio 2026

Fair Play finanziario: cosa rischiano i club, chi è già stato multato e chi rischia di più

Sommario
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Ricavi in forte crescita per il calcio europeo, contrapposti a bilanci sempre più in rosso. La UEFA trasforma il concetto di Fair Play Finanziario – applicabile ai club che accedono alle competizioni continentali – in un vero e proprio spartiacque tra chi può competere stabilmente sui palcoscenici continentali e chi rischia di pagare per strategie non sostenibili economicamente.

I nuovi paletti UEFA: regole, rischi e sanzioni

La normativa UEFA si basa su principi piuttosto chiari: bisogna spendere solo entro i propri mezzi finanziari e mantenere deficit contenuti. In prima linea c’è il Football Earnings Rule, che limita l’accumulo di perdite a un massimo di 60 milioni di euro su 3 anni. I margini sono estendibili solo se i club coinvolti possono dimostrare una solidità economica. C’è poi il Squad Cost Ratio, ovvero una metrica che include salari, trasferimenti e agenti e che deve rappresentare massimo il 70% dei ricavi per il ciclo 2025/26.

Le sanzioni sono già scattate. Per chi? La Roma che ha dovuto pagare circa 4 milioni di euro. Ma le pene non sono solo pecuniarie: in casi più gravi si può arrivare a restrizioni sul Mercato. Per violazioni ripetute si può arrivare all’esclusione dalle competizioni UEFA, con tutte le perdite economiche che ne conseguono.

Chi rischia di più

Mentre Inter e Milan sembrano aver rispettato gli obiettivi intermedi fissati dalla UEFA, evitando sanzioni significative nelle ultime stagioni, la Juventus è invece sotto procedimento UEFA per potenziali violazioni del Fair Play tra il 2022 e il 2025.

Il bilancio al 30 giugno 2025 ha mostrato una perdita di circa 58 milioni di euro nell’ultimo esercizio del club, non sufficiente a rientrare nel tetto triennale. Per l’esito del procedimento, bisognerà attendere la primavera del 2026. Cosa rischia il club bianconero? Sanzioni economiche e restrizioni sulle liste di giocatori nelle coppe europee.

Il caso Como

Il caso più eclatante di quest’anno è però quello del Como. Dopo la storica promozione in Serie A di due anni fa, il club lombardo ha investito per costruire una rosa competitiva da dare in mano all’allenatore spagnolo Cesc Fàbregas. Solamente nella stagione 2024/25, i lariani hanno registrato una perdita di circa 105 milioni di euro contro ricavi per circa 55 milioni. Cosa vuol dire? Che salari e ammortamenti che hanno pesato quasi due volte gli introiti.

Per ora, il Como non è finito sotto la lente d’ingrandimento della UEFA perché non ha ancora partecipato alle coppe europee. Ma il problema potrebbe sorgere il prossimo anno, considerando che oggi il club è in piena lotta per entrare in Europa. Un’eventuale qualificazione europea imporrebbe l’adeguamento immediato ai paletti, pena sanzioni severe o l’impossibilità di iscriversi alle coppe. Al momento, l’unica via per rientrare sarebbe bilanciare con plusvalenze da cessioni importanti.©

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