venerdì, 19 Aprile 2024

Le Borse salgono con prudenza. Resta il nodo Deutsche Bank

Sommario
recessione

Il presidente del Consiglio di vigilanza della Bce, Andrea Enria, ha detto di essere preoccupato per il crollo delle azioni di Deutsche Bank avvenuto la scorsa settimana, che ha evidenziato il nervosismo degli investitori e le preoccupazioni nei confronti del sottile mercato dei credit default swap (Cds). Enria però rassicura il resto del mondo del credito sottolineando che le banche europee hanno ridotto di un terzo i crediti deteriorati. Deutsche Bank, dopo essere tornata nel mirino, scende sotto i 9 euro per azione in calo di oltre un punto percentuale. Per Bloomberg il caos di venerdì sarebbe nato da una scommessa da soli 5 milioni sui Credit default swap, le assicurazioni anti-crac, della banca. Operazione che provocò il crollo delle Borse, costato un -30 miliardi di capitalizzazione per l’indice delle banche europee.

Punti deboli

Per Andrew Bailey, governatore della Banca d’Inghilterra, la recente volatilità dei titoli bancari è un segno che i mercati finanziari sono alla ricerca di punti deboli, ma non dovrebbe riproporsi lo stesso film del 2007-2008. Carlo Messina, numero uno di Intesa Sanpaolo, scaccia le paure sostenendo che i depositi delle banche italiane non sono fuggitivi come ad esempio negli Usa, per cui gli istituti sono sani. Punto e fine. I titoli del credito in effetti risalgono, soprattutto Unicredit che rivede i 17 euro con un balzo del 4,3% e Intesa che sfiora i 2,3 grazie a un rialzo dell’1 per cento circa. Rialza la testa pure Mps, presa di mira dopo il tonfo di Deutsche Bank, anche se sul finale si affievolisce il rimbalzo dopo sedute ad alta tensione.

Risveglio Telecom

Piazza Affari resta verde e termina la seduta con un onorevole +0,47%. Telecom sale di oltre il 2% in scia alle indiscrezioni di un rialzo dell’offerta per la rete da parte di Cdp. Secondo Bloomberg ci sarebbero un paio di miliardi in più sul tavolo. C’è da aspettare ancora qualche settimana per eventuali colpi di scena. Salgono anche i prezzi del greggio, estendendo i guadagni della seduta precedente, sostenuti dai rischi di interruzione delle forniture da parte del Kurdistan iracheno e dalle speranze che le turbolenze nel settore bancario si siano placate. Buone notizie dunque per Eni, che aspetta i conti ma intanto fa un balzo di oltre due punti, e il resto dei petroliferi con Tenaris che mette a segno un +3%.

Sale la fiducia

Nonostante le turbolenze nei mercati, a marzo sale oltre le attese la fiducia dei consumatori americani e quella di imprese e consumatori italiani. Per questi ultimi si tratta del secondo balzo consecutivo. Merito del forte calo delle bollette e del calo dell’inflazione degli ultimi mesi. Dopodomani uscirà l’atteso dato sul carovita tedesco. Le aspettative sono per un +7,3% annuale, rispetto al +8,7% di febbraio. Il rialzo mensile dovrebbe invece assestarsi a un +0,7%. Sui dati influisce l’entrata in vigore del tetto al costo delle bollette, scattato l’1 marzo in Germania. Dall’inflazione teutonica si capirà anche la tendenza della Bce sui tassi in vista dei prossimi meeting.©

Classe 1977. Giornalista. Lavoro all’agenzia di stampa Green Economy Agency, dove seguo il mercato dell’energia e non solo. Ex vicedirettore di Libero. Da sempre appassionato di economia e finanza, su il Bollettino scrivo la rubrica “Buy Buy, cosa succede in Borsa”, dove racconto gli spunti della seduta appena conclusa e segnalo appuntamenti e possibili titoli da seguire per il giorno successivo.